29 Novembre, 2022
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Sinistra Italiana, linee per la gestione dei rifiuti: coerenza con l’economia circolare

Riportiamo una nota, già inviataci da Sinistra Italiana Lago di Bracciano – LINK – che dichiarando la propria opposizione al biodigestore previsto a Cesano, sintetizza i principi da seguire per una corretta gestione dei rifiuti, in linea con l’economia circolare.

In sintesi, i pilastri di un nuovo approccio al problema dei rifiuti sono:

  • riduzione dei rifiuti a monte, economia circolare
  • massimizzazione del riciclo e recupero di materia
  • impiantistica di dimensioni medio/piccolo
  • no a incenerimento; no a produzione di biogas da umido pulito (priorità compostaggio)
  • partecipazione dei cittadini

Premettiamo che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, recentemente approvato alla Pisana, sembra ispirarsi ai principi dell’economia circolare, ma nei fatti li viola o li elude, ed è già da riscrivere per il perpetuarsi della crisi di Roma.

Per Roma, la via da seguire prevede i seguenti punti essenziali:

1) Estendere al massimo la raccolta porta a porta, unico strumento reale per ottenere una differenziata di qualità (a differenza di quanto accade ora).

2) Decentrare la gestione dei rifiuti nei vari municipi, studiando per ciascuna realtà la soluzione ottimale, realizzando infrastrutture di supporto quali isole ecologiche e centri di raccolta/scambio.

3) Conseguire entro il 2023, o prima possibile, l’obiettivo di raccogliere in maniera differenziata il 100% della frazione umida, condizione indispensabile per massimizzare l’ulteriore recupero di materia a valle della raccolta differenziata

4) Abbandonare l’idea di ricorrere alle tecnologie per la produzione di energia dai rifiuti – incenerimento, pirolisi, produzione di biogas – perché:

  • antieconomiche per la società (i vantaggi sarebbero soltanto a favore dei gruppi industriali),
  • ambientalmente non compatibili,
  • ostacolo alla diffusione della raccolta differenziata,
  • le soluzioni alternative esistono

5) Trattare il materiale umido differenziato facendo riferimento soltanto al compostaggio aerobico, cancellando ogni ipotesi di trattamento anaerobico per la produzione di gas combustibile (biogas): in coerenza con i principi dell’economia circolare, per minimizzare i rischi per la salute dei cittadini, per ridurre gli inquinamenti ambientali e le emissioni di gas climalteranti.

6) realizzare il compostaggio aerobico diffondendo al massimo impianti di dimensioni medio/piccole (esempio: biocelle), e attrezzature piccolissime da dislocare nei quartieri, che possano “avvicinare” la popolazione alla questione rifiuto e che permettano di massimizzare il recupero della frazione organica.

Impianti di taglia industriale, comunque necessari, devono essere in ogni caso di dimensioni contenute, al di sotto delle 20.000 tonnellate/anno, da realizzare in aree individuate anche attraverso processi partecipativi

7) Per il trattamento del materiale indifferenziato che risulta a valle della raccolta differenziata (ad esempio il 30%, se con la differenziata si raccoglie il 70%) bisogna abbandonare da subito il ricorso ai TMB, progettati e ottimizzati per produrre materiale “trattato” da conferire in discarica e materiale da bruciare in inceneritori o altri processi industriali (cementifici), e adottare impianti moderni ottimizzati per il recupero di materia.

Per questo occorre abbandonare l’idea di potenziare i TMB esistenti (es. Rocca Cencia) e procedere alla rapida sostituzione di quelli esistenti con impianti di nuova concezione.

 

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