Terzo scrutinio: altro nulla di fatto, ma i partiti sono in fibrillazione

Ancora fumata nera.

Continua la valanga di schede bianche, anche se qualcosa si muove, se si guarda come i grandi elettori hanno votato:

  • 412 schede bianche,
  • 125 voti a Mattarella,
  • 114 a Crosetto,
  • 61 a Maddalena

Emerge una spaccatura nel centro destra, con Fratelli d’Italia che ha presentato la candidatura di Crosetto ottenendo più voti di quelli strettamente di partito; avanza l’indicazione di Mattarella e rimane Maddalena. Salvini, intanto, continua nella sua azione di consultazioni, quasi a voler affermare la sua leadership di tutta l’area di centro destra, anche se la Meloni non ci sta.

Letta ha dichiarato che alla quarta votazione, quando saranno necessari 505 voti per eleggere il nuovo capo dello Stato,  il Partito Democratico voterà nuovamente scheda bianca, e accusa il centro destra di aver scartato tutte le ipotesi terze avanzate dal PD, da Mattarella a Draghi.

Così Enrico Letta:

“Se non ci sono novità, domani voteremo scheda bianca, come è giusto che sia. Se, invece, arriveremo a delle novità prima del voto delle 11, allora ci incontreremo e ne discuteremo.

Per noi è già un risultato molto importante quello che è stato raggiunto oggi perché oggi il centrodestra è venuto finalmente sulla linea che noi stavamo dicendo da settimane. Sembravamo ai loro occhi dei marziani nel chiedere un accordo su un nome super partes, istituzionale. Per settimane ci hanno detto che non era la strada giusta e loro volevano il candidato della loro parte. Oggi finalmente hanno capito che l’unica possibilità è quella che fin dall’inizio avevamo detto. Da domani discuteremo delle modalità migliori per far sì che il nostro Paese abbia una o un presidente della Repubblica all’altezza di Mattarella.

Ha poi proseguito:

Per ora il centrodestra nella sua interezza ha detto di ‘no’ a tutte le nostre ipotesi di personalita’ terze: Mattarella, Draghi, Amato, Casini, Cartabia, Riccardi ….  Il Presidente va eletto con i voti di tutta la maggioranza … E poi, legare la vicenda del presidente della Repubblica con la tenuta dell’esecutivo non è una sgrammaticatura istituzionale. La legislatura deve arrivare fino in fondo, perché troppi sono i compiti e le responsabilità che dobbiamo portare a termine per il bene del Paese in questo momento storico complesso e difficile.

Intanto il vertice del centrodestra, previsto nella serata di ieri, slitta alla mattinata di oggi (Giovedì 27) per permettere a Tajani e Ronzulli di tornare a Roma, dopo aver incontrato Silvio Berlusconi, ancora ricoverato in ospedale a Milano.

La giornata di oggi potrebbe essere decisiva, con i tentativi di convergere su Casini alla cui candidatura, però, il M5S sembra nettamente contrario.
Rimane in corsa, comunque, anche Draghi, con Mattarella sullo sfondo come possibile ultima occasione per evitare la crisi della maggioranza e del governo, e le conseguenti elezioni anticipate.

Certo, in un periodo così drammatico per il Paese – ancora in piena pandemia, in preda ad una crisi sociale che vede crescere le disuguaglianze – il sistema dei partiti sta dando la peggiore immagine di sé.

Gi.Gi.

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