Quirinale, risultato prima votazione: maggioranza scheda bianca; i partiti dialogano

La prima giornata per l’elezione del tredicesimo presidente della Repubblica si è chiusa, come ampiamente prevedibile, con un nulla di fatto.

Le operazioni di voto sono iniziate alle 15 a Montecitorio, con  1008 grandi elettori coinvolti: non più  per la morte, ieri sera, del deputato Forza Italia Enzo Fasano.

Gli elettori sono i senatori, i deputati e i delegati regionali (“tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato”): si tratta, quindi, di 320 senatori, 630 deputati, 58 delegati regionali. La maggioranza dei due terzi, necessaria nelle prime tre votazioni, è di 672 voti, mentre dalla quarta in poi è richiesta la maggioranza assoluta di 505. Può essere eletto qualunque cittadino italiano, che abbia compiuto 50 anni e goda dei diritti civili e politici.

E’ la prima elezione in presenza del Covid, e per questo sono state attivare procedure particolari: si vota in 50 alla volta, sono consentite massimo 200 persone in Aula, mentre per i contagiati è stato organizzato il voto “drive in” nel parcheggio di via della Missione.

Come annunciato da Fico, il presidente della Camera durante lo spoglio ha letto solo il cognome del votato, mentre nome e cognome soltanto nel caso in cui entrambi siano riportati nella scheda e la lettura del solo cognome non consenta l’univoca attribuzione del voto.

I grandi elettori positivi al Covid o in quarantena hanno votato nel seggio speciale allestito nel parcheggio di Montecitorio, organizzato come i drive in per i tamponi, e subito dopo sono dovuti rientrare al proprio domicilio senza fermarsi in luoghi pubblici o incontrare altre persone.

L’esito di questa prima votazione, come previsto, ha confermato le previsioni, in assenza di accordo nei e fra i partiti: valanga di schede bianche, e voti sparsi a Maddalena, Mattarella, Cartabia, anche Berlusconi e Bossi.

Ma le riunioni si susseguono freneticamente per individuare un nome condiviso, molto probabilmente non prima della quarta votazione.

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