Da Raggi a Gualtieri, il compostaggio a Cesano non s’ha da fare

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Il Municipio XV esprime “netta contrarietà”

Il parlamentino di Roma nord ha votato una proposta di risoluzione per allontanare l’ipotesi del sito Ama in zona Osteria Nuova: “Valutare altrove, li sede di zona e isola ecologica”

L’impianto di compostaggio a Cesano non s’ha da fare. L’ha ribadito anche il Municipio XV oggi guidato dal centrosinistra. Il parlamentino di via Flaminia ha votato favorevolmente la proposta di risoluzione presentata dai gruppi di maggioranza per esprimere “netta contrarietà” all’indicazione dell’area in zona Osteria Nuova quale sito designato alla realizzazione di un impianto di compostaggio. Un nuovo ‘no’ che arriva ad un anno da quello espresso dal Quindicesimo a trazione grillina.

Compostaggio a Cesano: la “netta contrarietà” del Municipio XV

Si perchè dell’impianto di compostaggio a Cesano si parla da anni. L’iter per la sua realizzazione è stato avviato nel 2018 dalla Giunta Raggi che ne aveva promesso e prospettato l’apertura “nel 2024”, due anni dopo è arrivata l’autorizzazione della Regione Lazio con la pronuncia di “compatibilità ambientale” seppur accompagnata da sessanta punti di prescrizioni autorizzative. A riaccendere il campanello d’allarme del territorio a nord di Roma che proprio non ne vuole sapere di ospitare il sito di Ama, la delega del Campidoglio alla Municipalizzata a partecipare ai bandi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) che scadranno il 15 febbraio. Entro quella data l’azienda dovrà presentare due progetti per due biodigestori anaerobici, impianti che consentono il trattamento dei rifiuti organiciattraverso appunto un processo di compostaggio. Probabilmente saranno rispolverati quelli dell’era Raggi previsti e, come detto, già autorizzati dalla Regione Lazio a Casal Selce e Cesano.

Roma nord contro l’impianto di compostaggio a Cesano

Ma il XV e la sua periferia respingono l’ipotesi. Nel documento votato il parlamentino di Roma nord ha chiesto che in quel lotto individuato dal Comune per il compostaggio vengano invece realizzato un sistema logistico a supporto della raccolta differenziata (da potenziare ed estendere): ossia la sede di zona Ama, un’isola ecologica e un centro di riuso.

“Un tema a noi caro e per cui non ci siamo mai tirati indietro nell’esprimere tutta la nostra contrarietà al progetto della vecchia amministrazione. Oltre a ribadire la posizione della comunità del Municipio XV, il documento – ha sottolineato il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati – invita a procedere all’individuazione di tutte le azioni necessarie all’estensione e all’introduzione di nuovi sistemi di raccolta differenziata, tra cui il porta a porta. Roma ha bisogno di impianti, ma non certamente di un qualsiasi impianto e in un qualsiasi posto, ed è proprio per questo che intendiamo fare la nostra parte, rendendoci disponibili al dialogo, nell’ottica dell’interesse generale e di supporto all’Amministrazione Comunale”. Il presidente del Pd chiede di ripartire dalla netta discontinuità con la Giunta Raggi, “che nei cinque anni passati non ha saputo né risolvere la questione né tantomeno rassicurare e spiegare ai cittadini qual è la reale esigenza di Roma”.

Sui rifiuti la sindrome Nimby: Roma prigioniera dei ‘no’

Un ‘no’ al compostaggio a Cesano sul quale Torquati scaccia l’ombra del fenomeno Nimby (acronimo inglese di Not In My Back Yard, “non nel mio cortile”): quello che per anni, dalla discarica di servizio a Falcognana e gli ecodistretti di Marino sino agli impianti mai realizzati da Raggi, ha tenuto Roma prigioniera dei no. “Si tratta di ripartire da un rinnovato piano industriale di Ama che metta nelle condizioni l’azienda e Roma Capitale di uscire finalmente dalla palude della continua e perenne emergenza dei rifiuti a Roma”, ha sottolineato Torquati.

I rifiuti tra antenne e scorie

Cesano e Osteria Nuova, secondo il fronte del ‘no’, inidonee a supportare un “onere ecologico spropositato” perchè senza strade adatte per l’alto flusso di traffico pesante che porterebbe con sè un impianto da 60mila tonnellate l’anno, circa 48 mezzi al dì su quelle stradine strette e dissestate. Un territorio oltretutto già saturo vista la presenza delle antenne di Radio Vaticana e delle scorie cutodite dal centro di ricerca Enea Casaccia. Così il Municipio XV chiede di valutare altri siti eventualmente disponibili per la realizzazione del compostaggio: uno degli anelli fondamentali nella catena per il trattamento dei rifiuti che Roma deve mettere su per uscire fuori dall’emergenza perenne. Facendo i conti sull’ovvio malcontento del territorio sul quale ricadrà la scelta.

(RomaToday)

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