“Per Cuba periodo complesso, ma con i suoi vaccini sta domando il Covid”

L’ambasciatore a L’Avana Roberto Vellano a Huffpost: “La situazione economico-sociale è peggiorata, ma la pandemia è sotto controllo”. Grazie ai vaccini nazionali, prodotti con brevetto pubblico

 

“Possiamo affermare che a Cuba la pandemia è attualmente sotto controllo. I vaccini si sono dimostrati efficaci”. I vaccini di cui parla Roberto Vellano, ambasciatore italiano a Cuba, sono quelli prodotti in loco, con brevetto nazionale pubblico in modo che la tecnologia possa anche essere trasferita all’estero. “Hanno raggiunto il 90 per cento della popolazione, compresi i bambini sopra i due anni”, ci dice Vellano, che intervistiamo in occasione della XIV Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia nel mondo, che si terrà il 20 e 21 dicembre a Roma, alla presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il capo dello Stato Sergio Mattarella e il premier Mario Draghi. Cuba riesce insomma a vincere la pandemia, nonostante l’embargo Usa e una situazione economica e sociale “peggiorata negli ultimi due anni, come conseguenza di vari fattori contingenti, dalla pandemia, all’embargo, l’interruzione dei flussi turistici, ma anche a causa di problemi strutturali che vengono da lontano”, dice Vellano.

Ambasciatore, è vero che a Cuba i contagi e i decessi per covid sono diminuiti grazie ai vaccini nazionali, prodotti con brevetto pubblico, a dispetto dell’embargo Usa?

Complessivamente si può dire che Cuba abbia gestito la pandemia abbastanza bene. C’è stato un picco di casi tra luglio e settembre di quest’anno che ha messo in difficoltà il sistema ospedaliero ma, grazie a un sistema di medicina di base molto capillare e allo sviluppo di due vaccini nazionali (Abdala e Soberana) che hanno raggiunto ormai più del 90% della popolazione, compresi i bambini sopra i due anni, i dati sono molto migliorati e possiamo affermare che a Cuba la pandemia è attualmente sotto controllo. I vaccini si sono dimostrati efficaci e ricordo a questo proposito che è in corso uno studio clinico congiunto con un centro di ricerca in Italia riguardante il vaccino di rinforzo “Soberana plus”, che sembra stia dando risultati molto interessanti.

Come sono i rapporti con Washington in era Biden, dopo le sanzioni di Trump che hanno di fatto chiuso le aperture decise da Obama?

Sul piano politico i rapporti tra Cuba e Stati Uniti non hanno registrato particolari cambiamenti dopo l’insediamento del Presidente Biden e non dobbiamo attenderci, credo, grandi novità o aperture nel breve termine. L’Amministrazione Usa non sembra al momento avere intenzione di attenuare l’embargo e tornare alla strategia di Obama, anche perché diversi esponenti democratici al Congresso, soprattutto i rappresentanti di uno Stato chiave come la Florida, sono piuttosto favorevoli a mantenere in vigore le misure dell’era Trump.

Quali sono gli aspetti salienti delle relazioni tra il nostro Paese e L’Avana?

Con Cuba l’Italia ha rapporti bilaterali molto positivi e si riconosce pienamente nella linea di “impegno costruttivo” portata avanti dall’Unione Europea e fondata sulle due componenti della cooperazione e del dialogo politico. Abbiamo diversi progetti di aiuto allo sviluppo in corso, incentrati sui settori dell’agricoltura e del patrimonio culturale. Molte imprese italiane, nonostante le difficoltà dell’ultimo biennio, sono rimaste attive, non solo in campo commerciale ma anche in quello degli investimenti produttivi. Le relazioni culturali sono ottime e la Settimana della cultura italiana, giunta alla sua XXIII edizione organizzata dall’Ambasciata a fine novembre proprio in concomitanza con la riapertura post-Covid, è stata un grande successo. Sul piano politico, alla fine di ottobre, Cuba ha partecipato al vertice Italia-America Latina e prevediamo che le consultazioni bilaterali, dopo la pausa forzata del 2020-21, riprendano all’inizio del 2022. Questo ci permetterà tra l’altro di affrontare in uno spirito di dialogo un’ampia gamma di argomenti, compresi alcuni su cui abbiamo opinioni divergenti, come il diritto alla libertà di espressione e di manifestazione pacifica.

Com’è la situazione sociale ed economica ora dopo le proteste anti-governative di luglio?

Non c’è dubbio che Cuba stia vivendo un periodo complesso. La situazione economica è peggiorata negli ultimi due anni, come conseguenza di vari fattori contingenti (pandemia, embargo, interruzione dei flussi turistici) ma anche a causa di problemi strutturali che vengono da lontano. Dopo le proteste che si sono registrate l′11 e 12 luglio scorso, luglio il governo ha ripreso il controllo della situazione e ha impedito che le manifestazioni si ripetessero a novembre. Al tempo stesso, diverse misure di liberalizzazione economica sono state accelerate, la più importante è quella che consente di creare piccole e medie imprese private fino a 100 dipendenti: un segnale di cambiamento che potrebbe dare un forte contributo alla ripresa, come sperano anche molte aziende italiane interessate al mercato cubano.

(Huffpost)

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