La tragedia. Dottorando italiano ucciso a New York: aveva 30 anni

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Davide Giri è stato accoltellato in un parco di Manhattan, arrestato il membro di una gang. Veniva da Alba, la sua famiglia è conosciuta anche per il suo impegno nel volontariato e in parrocchia

Davide Giri era un dottorando italiano della Columbia University. È stato ucciso ad Harlem durante un’aggressione in strada, giovedì intorno alle 23. Pochi minuti dopo e non lontano dal luogo dell’omicidio è stato accoltellato anche un turista italiano, Robert Malastina, arrivato a New York da pochi giorni, ma non sarebbe in pericolo di vita. Il presunto autore dell’aggressione è un membro di una gang con una lunga fedina penale: Vincent Pinkney.

Giri, 30 anni, iscritto alla School of Engineering and Applied Science, è stato accoltellato allo stomaco mentre faceva jogging a Morningside Park, riporta il New York Post. È riuscito a uscire dal parco ed è crollato vicino all’angolo tra la 123esima Street West e Amsterdam Avenue, dove è stato trovato dai poliziotti. È stato dichiarato morto al Mount Sinai-Saint Lukès Hospital poco dopo. Malastina, che ha 27 anni, è stato invece trovato con ferite da coltello alla schiena tra la strada 110 West e Cathedral Parkway circa quindici minuti dopo. È ricoverato in condizioni giudicate stabili. Pinkney è stato arrestato a Central Park, dove poco prima aveva minacciata una persona. Due isolati a nord di dove è stato ucciso Giri, nel dicembre 2019 fu accoltellata a morte durante una rapina una studentessa diciottenne: Tessa Majors.

Giri aveva studiato ingegneria al Politecnico di Torino, dove si era laureato con il massimo dei voti e gli onori, poi si era specializzato in elettronica alla Tongji University di Shangai e aveva conseguito un master in ingegneria elettronica al Politecnico e uno alla University of Illinois, Chicago. Dal 2016, Giri, che aveva lavorato per Fiat Chrysler, stava frequentando la Columbia University di New York, dove svolgeva – si legge dal suo profilo Linkedin e da quello sulla Columbia – anche il ruolo di assistente, per approfondire gli studi di filosofia e design applicati alle scienze.

Il dottorando italiano viveva nel campus dell’università newyorkese, nella stanza 467 al Computer Science Building, al numero 500 West della 120th Street, poco distante da dove è stato accoltellato.

“Questa notizia è allo stesso tempo inspiegabilmente triste e profondamente sconvolgente, ed è avvenuta a pochi passi dal campus. L’università è in contatto con la polizia di New York per apprendere maggiori dettagli sull’aggressione. Naturalmente, vi
terremo aggiornati”, ha dichiarato il presidente della Columbia, Lee Bollinger, in un comunicato rivolto agli studenti. “Questi – ha aggiunto Bollinger – sono momenti in cui essere comunità è davvero importante. Per questo vi incoraggio a incontrarvi, a vedervi l’uno con l’altro, gli altri hanno bisogno di voi, come voi degli altri. Contate sul sostegno dell’Università”.

Il sospettato, Pinkney, è stato arrestato ma non è stato ancora incriminato. Ha 25 anni, è afroamericano e farebbe parte della gang dei Bloods. È stato arrestato 11 volte da quando aveva 16 anni per rapine e aggressioni e fino al 2022 sarebbe stato in libertà vigilata dopo aver scontato tre dei quattro anni cui era stato condannato nel 2015 per aggressione. Sarebbe stato riconosciuto da un testimone dell’aggressione a Malastina vicino alla pizzeria ‘Giovanni’s”, tra la strada 110 e Cathedral Parkway. Grazie alle sue indicazioni, la polizia lo ha individuato a Central Park mentre, con un coltello, stava cercando di aggredire una terza persona. L’uomo, felpa con cappuccio rosso, giubbotto di jeans, è attualmente in custodia. Sarebbe membro di una gang criminale protagonista di omicidi e coinvolta da anni in una guerra tra bande che insanguina New York. Le aggressioni ai due italiani non sarebbero, però, correlate. La vittima e il turista non si conoscevano. Potrebbero essere state entrambe scelte a caso, per essere rapinate.

Sconvolto dalla morte tragica di Davide si è detto il sindaco di Alba, Carlo Bo. “Davide era un ragazzo brillante, con tutta la vita di fronte, ed è inaccettabile quanto accaduto. “Davide era molto conosciuto ad Alba – ricorda il primo cittadino – la sua famiglia è da sempre impegnata nel mondo del volontariato e della parrocchia, prima in Santa Margherita e ormai da diversi anni nel quartiere Mussotto. Il papà Renato è insegnante al liceo classico Govone, mentre la mamma Giuseppina è referente del doposcuola al Mussotto. Davide lascia anche i fratelli Michele e Caterina”.

(Avvenire)

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