l piano di Figliuolo per le terze dosi inviato alle regioni

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Il commissario per l’emergenza Covid ha indicato i target minimi per le inoculazioni giornaliere. Massima priorità ai fragili e alle categorie con l’obbligo. Basterà?

Somministrare 4,6 milioni di dosi da mercoledì 1° dicembre a domenica 12. È il numero minimo di inoculazioni giornaliere in tutta Italia auspicato dal commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo in una circolare indirizzata alle regioni sui valori target di riferimento della campagna vaccinale. Il picco quotidiano di inoculazioni è previsto lunedì e martedì 6 e 7 dicembre e giovedì e venerdì 9 e 10 dicembre, con 450mila somministrazioni.

Terze dosi: il piano di Figliuolo inviato alle regioni

Un piano serrato quello che Figliuolo ha inviato alle regioni per velocizzare la campagna vaccinale con le terze dosi. Una corsa contro il tempo per fermare quanto prima la diffusione dei contagi connessi alla quarta ondata pandemica e che riporterà gli italiani negli hub vaccinali. Basterà? Nei giorni scorsi la Fondazione Gimbe ha stimato che entro il 31 dicembre dovrebbero essere somministrate fino a 22,62 milioni di terze dosi, pari a una media di oltre 610mila somministrazioni al giorno. Oggi se ne somministrano circa un terzo. E ci sono abbastanza dosi di vaccino per tutti? Il piano vaccinale con le consegne non è stato più aggiornato dallo scorso 3 marzo, e con la gestione commissariale di Figliuolo la comunicazione è diventata più nebulosa.

Sta di fatto che il commissario ha allegato “i valori target di riferimento da intendere quale numero minimo di inoculazioni giornaliere che si ritiene auspicabile raggiungere nel periodo dal 1° al 12 dicembre”, tenendo conto dell’attuale quadro epidemiologico e “nella considerazione che sussiste un’ampia disponibilità di dosi, il cui impiego va inteso in senso bilanciato fra le due tipologie di vaccini mRNA al momento in distribuzione” (Pfizer e Moderna).

Nella circolare inviata alle regioni, Figliuolo ha ribadito la massima priorità da garantire a favore delle categorie più vulnerabili al Covid-19 per età e/o elevata fragilità e di quelle per le quali sussiste l’obbligo di vaccinazione.

(RomaToday)

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