Massimo Galli: “Omicron dimostra che se non vacciniamo i paesi poveri il virus resterà”

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L’infettivologo a Huffpost sulla nuova variante sudafricana: “Bisogna capire se può battere la Delta in termini di contagiosità”

 

“Se non si risolve il problema della vaccinazione dei paesi poveri, scenari del genere continueranno a presentarsi. In Sudafrica ci sono le condizioni ideali affinché il virus muti e questa nuova variante potrebbe sfuggire alla protezione dei vaccini. Non sappiamo se è già arrivata in Italia”. Tutto sommato, c’era d’aspettarselo, spiega Massimo Galli ad Huffpost. La B.1.1.529, nuova variante del Covid-19, sta rimescolando le carte sulla tavola della lotta al contenimento della pandemia. Per la prima volta è stata rilevata l′11 novembre in Botswana e sembra presentare caratteristiche che la renderebbero più pericolosa delle altre forme già viste del virus, ponendo anche un interrogativo sulla possibilità di sfuggire alla protezione dei vaccini attualmente in circolazione, sviluppati sul ceppo originario. 

Nuovamente una variante pericolosa dall’Africa, dopo la Beta. Il tasso di vaccinazione in Sudafrica è fermo al 24%. L’Oms aveva lanciato un monito: prima di attivare la dose booster nei posti con una campagna vaccinale già avanzata, si pensi ai paesi poveri, altrimenti la pandemia galopperà. La strategia vaccinale ha sottovalutato la questione?

Questa è sempre stata la posizione dell’Oms, legittimata dai fatti che stiamo osservando. Una volta di più si sottolinea che questa malattia si può sconfiggere solo a livello globale. I provvedimenti delle singole nazioni non risolveranno il problema. Il fatto che il virus possa continuare a diffondersi, specie in paesi poveri con una limitata possibilità di contenimento dell’infezione, implica una maggiore capacità del virus di mutare.

Di questa variante è stato detto che di mutazioni ne conterrebbe 32, che la rendono più trasmissibile e più resistente ai vaccini.

Le mutazioni sono un fatto casuale, ma non è poi così difficile prevederle in situazioni in cui ci sono tanti infettati. Questa variante, che è piena di mutazioni, la dice abbastanza lunga sulla grande possibilità di mutare che ha avuto in un paese come il Sudafrica.

Più mutazioni significa maggiore preoccupazione?

Da una generazione all’altra del virus può capitare che avvenga qualcosa di sbagliato: la mutazione. Se è funzionale a un’ulteriore diffusione, vuol dire che si afferma. Ci sarà una progenie maggiore e potrà a sua volta mutare. Così siamo arrivati a questa variante che verrà chiamata omicron e che ci darà  un’ulteriore preoccupazione.

Questo perché potrebbe in qualche modo eludere gli anticorpi del vaccino?

Con tutte queste mutazioni, è possibile che ciò avvenga. Ma un conto è preoccuparsi, un conto è mettere il carro davanti ai buoi e dire che questo accadrà di sicuro. Al momento è giusto studiare bene il problema.

Sarà la variante più pericolosa avuta sinora?

Il punto fondamentale è vedere se davvero ha la capacità di battere la Delta in termini di diffusibilità. Se questa conservasse una marcia in più, la “omicron” farebbe fatica a diffondersi. Vero è che in Sudafrica sembra che stia conquistando il campo: ciò giustifica il provvedimento di restrizioni dei voli.

Abbiamo infatti visto che i paesi si stanno blindando: Regno Unito, Israele, Italia, Austria, Germania, Olanda, Francia e Repubblica Ceca chiudono i confini con 7 Paesi africani. L’allerta Covid è ancora alta, sembra di essere in un loop, dopo la speranza accesa dai vaccini.

Abbiamo visto anche che le Borse stanno crollando. Non è finita. Dobbiamo attrezzarci col massimo delle vaccinazioni possibili. Nella variante inglese c’era una delezione, la 69-70, che facilita la discriminazione di questa variante rispetto alle altre in sistemi di sequenziamento parziale. In altre parole non sarà difficile nei laboratori attrezzati rilevare la sua presenza in tempi rapidi, nella non auspicabile circostanza che arrivi anche da noi. Abbiamo un’arma diagnostica in più per individuarla.

Quindi da noi in Italia ancora non è arrivata?

Temevo questa domanda, perché non ho risposte. Bisogna vedere quando si è generata e quando ha cominciato a muoversi in maniera importante. In relazione a questo bisognerebbe vedere l’eventuale tracciamento delle persone che arrivano da quei paesi. Tracciamento sempre complicato, perché un conto è chi arriva direttamente dall’Africa, un altro chi fa un giro più articolato.

Nel frattempo mascherine e attenzione alta, anche in queste vacanze natalizie.

Se qualcuno si era illuso che questa storia fosse finita, si era illuso male. Stiamo vedendo che a livello internazionale c’è più che abbastanza per tenere l’attenzione viva.

L’Oms ha annunciato che si terrà oggi a Ginevra una riunione di esperti sulla nuova variante B.1.1.529. L’obiettivo è di chiarire se siamo di fronte ad una variante di “interesse” o di una variante di “preoccupazione”.

Ci sono tre categorie in cui vengono classificate le varianti. Le variant of concern sono quelle preoccupanti, come l’inglese e la Delta, capaci di grande diffusibilità e che quindi creano problemi di gestione. Questa credo si candidi molto bene a essere una variant of concern.

La variazione, secondo il professor Francois Balloux, genetista dell’University College di Londra, è probabilmente emersa in un’infezione persistente in un paziente con un sistema immunitario indebolito, forse qualcuno con AIDS non diagnosticato. Cosa lo fa pensare?

È un’ipotesi. Diversi pazienti con questa situazione sono presenti in Sudafrica. È possibile che un sistema immunitario insufficiente a eliminare il virus abbia causato una pressione che ha favorito l’insorgenza di più mutazioni, una dopo l’altra, magari nella stessa persona. Non è certo sia andata così, ma in uno scenario che presenta la convivenza difficile con l’Hiv non trattato abbiamo una variabile in più da dover considerare.

In futuro potrebbero esserci varianti più pericolose?

Il comportamento di questo virus è abbastanza chiaro. La cattiva notizia è che potrebbe capitarci di inseguirlo adeguando nel tempo la vaccinazione e ripetendola, con un formulato che copra nuove varianti. La buona notizia è che la tecnologia ci assicura la possibilità di farlo in tempi ragionevolmente rapidi. Uno strumento di difesa ce l’abbiamo anche nello scenario peggiore.

(Huffpost)

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