Ciro Grillo e i 3 amici saranno processati per violenza sessuale di gruppo

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La procura di Tempio Pausania aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati

Sono stati rinviati tutti a giudizio i quattro ragazzi, tra cui Ciro Grillo, figlio di Beppe Grillo, accusati di violenza sessuale ai danni di una giovane. Il processo nei confronti di Grillo jr e Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, inizierà il 16 marzo prossimo.

Lo ha deciso il gup di Tempio Pausania. Dunque, nonostante il collegio difensivo avesse chiesto il non luogo a procedere, gli imputati dovranno affrontare un processo in piena regola.

La procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per Ciro Grillo, il figlio di Beppe Grillo, e i suoi tre amici: Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia, accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza italo-norvegese di 19 anni. Il presunto stupro è avvenuto nel luglio del 2019 nella villa in Costa Smeralda di Beppe Grillo.

Ciro Grillo accusato di stupro di gruppo congli amici: tutti a processo

Tre di quattro indagati avevano deciso di rinunciare all’interrogatorio quando il pm titolare dell’inchiesta avrebbe delegato l’ascolto ai carabinieri e questo avrebbe convito gli indagati a fare un passo indietro. Gli indagati infatti avrebbero voluto ribadire la loro verità, per rispondere e spiegare la loro posizione in merito ad alcuni elementi di novità emersi in corso di indagine, ma al coordinatore dell’indagine e non ai carabinieri.

Prima di tutto ciò era anche stata ascoltata la vittima, la quale avrebbe raccontato tutti i dettagli, anche i più scabrosi, di quella notte in cui, secondo quanto riportato da lei e ricostruito dall’accusa, sarebbe stata prima violentata in bagno da uno dei giovani e poi, dopo essere stata costretta a bere vodka, sarebbe stata violentata da tutti in gruppo. Il caso era rimbalzato sulle cronache dopo il video del comico Beppe Grillo, che in pochi minuti, aveva cercato di difendere il figlio, colpevolizzando la vittima quando diceva che “una ragazza che la mattina viene stuprata, il pomeriggio fa kitesurf e 8 giorni dopo fa la denuncia, è strano”. Parole che, oltre a riportare la vicenda giudiziaria sotto i riflettori, hanno scatenato un vespaio di polemiche, anche politiche.

(RomaToday)

 

 

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