Lega in fibrillazione, Salvini minaccia. Poi il sì in Cdm al Super Green Pass

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Ore di tensione interne con il leader che dà la consegna del silenzio. Poi la schiarita e Giorgetti va alla Consiglio dei ministri

 

Forti tensioni con la Lega, rientrate all’ultimo momento con un compromesso su misure e durata del super green pass. E con il voto unanime alle misure in Consiglio dei ministri. L’ipotesi di una super stretta di Natale, con il “2G” valido anche in zona bianca fa fibrillare Matteo Salvini. Dirama il suo no alla prospettiva: troppo dure le restrizioni per i non vaccinati, troppo brusca la posizione da digerire per la Lega. Più che una svolta, sarebbe una capriola. Il vertice del partito è in agitazione, la premessa delle soluzioni “di buon senso” concordate tra il Capitano e i suoi governatori parte dalla zona arancione, quella dei ristoranti chiusi, non prima. Parte un giro di telefonate che coinvolge Palazzo Chigi, i governatori con in testa Fedriga che è stato il regista del pressing dei territori sul governo per il doppio binario. L’opzione è disertare il consiglio dei ministri del pomeriggio, o almeno astenersi. Togliere le impronte digitali del Carroccio da quel decreto, prendere le distanze dall’incremento di rigore.

Il Capitano sente i fedelissimi in video-conferenza – i capigruppo parlamentari Molinari e Romeo, il vice Lorenzo Fontana, Fedriga stesso – e dirama l’ordine del silenzio stampa: solo l’inner circle è autorizzato a commentare. Parte subito l’avvertimento. Alle 11,30 Giancarlo Giorgetti, capo delegazione e uno dei ministri più in sintonia con Draghi, non va alla cabina di regia. Neppure il titolare del Turismo Garavaglia, a lui vicinissimo. A esprimere le “riserve” politiche sul giro di vite con qualsiasi colore è il sottosegretario all’Economia Stefano Freni (il successore di Durigon), che aggiunge le perplessità più generali sull’inasprimento dell’attuale sistema. Tuttavia, fa sapere di confidare in una soluzione rapida del problema. Da via Bellerio filtra che non ci sono distinzioni di “sensibilità” tra Salvini e i suoi ministri.

L’indicazione che esce dall’incontro dei rappresentanti dei partiti con Draghi però è ancora quella del “massimo rigore”. Lo sostengono Speranza, Franceschini, Gelmini: il quadro dei contagi non consente esitazioni. Il nodo della zona bianca interdetta ai non immunizzati resta in campo. Oltre la cortina del silenzio, filtrano le tensioni. E le trattative con Palazzo Chigi, i ministri Gelmini e Speranza, gli altri governatori (e i sindaci). Finché alle 15 è Giorgetti ad annunciare la schiarita: “Parteciperò al Consiglio dei ministri”. Poi l’accordo sulle misure e il via  libera di tutti i partiti, Lega compresa.

(Huffpost)

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