La tragedia. Naufragio nella Manica, annegano oltre 30 migranti

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Un’imbarcazione carica di persone e diretta nel Regno Unito è affondata al largo di Calais. Tra le vittime 5 donne e un bambino. E Londra accusa Parigi: vigili di più

Sono oltre 30 le persone morte nel canale della Manica, quando un’imbarcazione carica di migranti, diretta nel Regno Unito, è affondata al largo di Calais. Tra le vittime 5 donne e un bambino, mentre due passeur, traghettatori clandestini, sono in stato di fermo a Calais.

Sull’imbarcazione erano però oltre 50 migranti, per questo è in corso un’operazione di salvataggio per trovare le altre che potrebbero essere ancora in mare, mentre alcune sono state già portate in salvo, come puntualizza la prefettura marittima della Manica e del Mare del Nord.

Per l’impresa sono stati schierati un dispositivo aereo e marittimo, due elicotteri, una motovedetta della marina francese, una nave di sorveglianza marittima costiera e una scialuppa di salvataggio. Nel frattempo il premier britannico Boris Johnson ha convocato d’urgenza il comitato Cobra per la gestione delle emergenze e sferza la Francia perché faccia di più per l’impennata del flusso di migranti verso il Regno Unito attraverso le turbolente acque della Manica. “Abbiamo qualche difficoltà a persuadere alcuni nostri partner, in particolare, i francesi, a fare tutte le cose che la situazione secondo noi richiede”.

Londra sollecita da tempo Parigi ad azioni più incisive per frenare il flusso delle imbarcazioni degli scafisti che dalle coste francesi cercano di raggiungere la Gran Bretagna: flusso intensificatosi negli ultimi mesi, malgrado gli accordi bilaterali cofinanziati dal Regno e le promesse del governo Tory su una stretta post Brexit dei controlli di confine, fino a raggiungere picchi di oltre 1000 arrivi al giorno.

Il primo commento a caldo, da parte del primo ministro francese Jean Castex è arrivato con un tweet: “ll naufragio nel canale della Manica è una tragedia. Il mio pensiero va ai tanti dispersi e feriti, vittime di trafficanti criminali che sfruttano il loro disagio e la loro miseria. Seguo la situazione in tempo reale. Il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, va sul posto”.

(Avvenire)

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