Centrale eolica in arrivo nel mare tra Ostia e Civitavecchia

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Lo prevede il piano per la Blue Economy, approvato dalla Regione Lazio: un passaggio fondamentale per raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione

 

Nel tratto di mare tra Ostia e Civitavecchia sorgerà il primo impianto di energia eolica del Mediterraneo: si tratta, almeno in una prima fase, di 27 turbine “floating” da 10 MW ciascuna con un’altezza di circa 250 metri posizionate a circa 20-30 km dalla costa in uno spazio marittimo di circa 25 kmq. La producibilità attesa è di 935 GWh annui con un capacity factor del 39,5%.

Lo prevede il piano per la Blue Economy, approvato dalla Regione Lazio: un passaggio fondamentale per raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione.

La possibilità di installare il mega impianto anche a largo della spiaggia di Capocotta e Castel Porziano suscita però qualche interrogativo sull’eventuale impatto su un’ecosistema delicato.

Sicuramente è una buona notizia per rispondere agli impegni e agli obiettivi dell’Unione Europea per ridurre le emissioni di gas climalteranti  – ha dichiarato Ilaria Falconi, tecnologo di ricerca – Va benissimo sviluppare e promuovere le energie rinnovabili. Vanno però evidenziate alcune perplessità: occorre considerare anche la fragilità del tratto costiero in esame rispetto ai fenomeni di erosione, specialmente per quanto riguarda Ostia, Fiumicino e Fregene. Va inoltre evidenziato un problema di modifica del fondale marino, a causa della realizzazione delle fondazioni delle turbine“, – conclude Falconi.

C’è da capire cosa vuol dire la transizione ecologica – sottolinea Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – Vivere la transizione vuol dire aspettarci dei cambiamenti. Ma si tratta di cambiamenti che sono positivi: perché sono meglio 20 pale eoliche off-shore piuttosto che le ciminiere a carbone, o a gas combustibile, delle centrali elettriche di Montalto di Castro o di Civitavecchia. È vero che ci sono degli studi da realizzare, delle regole e dei punti da rispettare: le pale eoliche non vanno messe nelle aree protette, ovviamente.

Per realizzare una transizione ecologica vera occorre puntare su eolico e fotovoltaico – prosegue Scacchi – e passare anche dall’eolico offshore, in mare. Tutti quanti dobbiamo impegnarci per questo obiettivo, e anche la Regione deve lavorare in maniera molto più caparbia per ottenere questo risultato, contrastando la costruzione della nuova centrale a gas metano di Civitavecchia. Altrimenti rischiamo di creare un’anatra zoppa: ovvero rischiamo di creare lo spazio per mettere le pale eoliche offshore, ma nessuna azienda che va a installare poi le pale, e a produrre energia eolica, perché quell’energia viene realizzata con fonti fossili”, – conclude Scacchi.

https://youtu.be/-8ZdtBsHIfw

SIRIA GUERRIERI
(Canaledieci)

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