Dopo le elezioni è tempo di riorganizzarsi: la sinistra extra-Pd pensa al futuro in ordine sparso

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Demos, Roma Futura, Sinistra Civica Ecologista e i Verdi hanno più o meno ottenuto quello che volevano da Gualtieri ma non sembra dialoghino moltissimo tra loro per creare il campo progressista fuori dal Pd

C’è chi ha ripreso il cammino verso l’assemblea costituente, chi crea nuove piattaforme politiche, chi rafforza i rapporti diplomatici con il Pd regionale, chi è un po’ agitato per le prime mosse della nuova giunta capitolina in tema di rifiuti. La galassia della sinistra romana, dopo le concitate amministrative di ottobre mantiene la sua eterogeneità anche nel modo di reagire ai risultati.

Quanto “pesa” la sinistra extra-Pd

Risultati non entusiasmanti, se pensiamo che Sinistra Civica Ecologista, Roma Futura, Demos ed Europa Verde insieme hanno raccolto il 4,91%, pari a poco meno di 60.000 preferenze, un dato nel complesso inferiore alla lista civica di Onorato e Ranucci. Ognuno poi dà una sua lettura, si giustifica (“abbiamo pagato la frammentazione del voto” fecero sapere gli smerigliani) e prova a riorganizzarsi per affrontare le prossime sfide elettorali: la fine del secondo mandato di Nicola Zingaretti tra un anno e mezzo (anche se l’ex segretario dem potrebbe correre per prendere il posto di Gualtieri in Parlamento in primavera) e il paventato ritorno al voto per le Politiche il prossimo anno. In tutto ciò a livello nazionale Enrico Letta ha lanciato ormai dall’estate scorsa la piattaforma Agorà democratiche, un luogo (ad oggi più che altro virtuale) in cui discutere e confrontarsi nel Centrosinistra per dare vita ad un nuovo partito.

Il “nuovo” Ulivo di Letta: “A Roma siamo in alto mare”

Ed è da qui che parte l’analisi su Roma: quanta strada c’è ancora da fare, tra dentro e fuori il Campidoglio, per arrivare all’ampia e variegata coalizione che tenga botta alla destra di Meloni e Salvini? “Ancora tanta”, risponde un esponente degli ecologisti romani. “C’è difficoltà a tradurre l’assetto nazionale a livello locale. Tra qualche tempo capiremo se c’è un fronte a sinistra del Pd che si coordina per raggiungere determinati obiettivi o se staremo sempre lì a controbattere e litigare. Roma può essere un laboratorio in questo senso, ma al momento la nuova giunta si è solo occupata di interloquire con le correnti dem, con Sant’Egidio e con Smeriglio, non si vede altro”. Un po’ di preoccupazione c’è anche sulle prime decisioni del nuovo sindaco Gualtieri:La collaborazione tra Ama e Acea che sembrerebbe andare in porto condanna Roma a rimanere legata agli inceneritori per vent’anni, cioè il tempo necessario per far rientrare Acea di un investimento molto importante su San Vittore. E l’operazione del bonus per i dipendenti Ama è una delle decisioni sfuggite alla condivisione con tutte le forze politiche”.

Demos: “Dialogo aperto con Pd e Articolo 1 nel Lazio”

Molto più ottimismo da parte di Demos, il partito nato con la spinta e le competenze della Comunità di Sant’Egidio guidato da Paolo Ciani, consigliere regionale e ora anche capitolino che può vantare di aver ottenuto in giunta la coordinatrice romana Barbara Funari con le deleghe al Sociale. “Quest’ultimo passaggio amministrativo ha accresciuto la nostra presenza nelle istituzioni – commenta Ciani a Roma Today – perché oltre che a Roma abbiamo eletto anche in altri comuni italiani. Con Letta abbiamo iniziato a parlare, vuole coinvolgerci nel percorso di Agorà e siamo disponibili, ci interessa molto.

Nel Lazio è in corso un’interlocuzione con Pd e Articolo 1 (Astorre e Agostini, ndr) per fare un percorso simile. A Roma invece questa piattaforma di condivisione non ha ancora preso piede, siamo appena usciti dalle vicende elettorali”. E se in Campidoglio Demos è riuscita, sgomitando, a trovare il suo posto ai tavoli che contano, lo stesso non si può dire per i Municipi: “I due livelli sono stati gestiti differentemente – chiude Ciani – , bisognava capire che noi non siamo semplici portatori di voti. Ci voleva più considerazione politica”.

Roma Futura e SCE, binari paralleli

Se i rapporti dei Verdi con le altre realtà extra-Pd al momento non sanno né di carne né di pesce e Demos sta curando le relazioni con il fratello maggiore – anche se in non eccellente salute – che è il Pd, Roma Futura e Sinistra Civica Ecologista sembra stiano coltivando percorsi simili di ristrutturazione, ma che viaggiano su binari paralleli al di là delle buone intenzioni dichiarate più o meno pubblicamente.

Entrambe hanno ottenuto un posto nella giunta Gualtieri (anche se nessuna delle due con le deleghe o i nomi messi sul tavolo), entrambe hanno due consiglieri in assemblea capitolina, ma a livello territoriale Sinistra Civica, escluso l’VIII Municipio dove Ciaccheri regna sovrano, qualche occhio nero l’ha rimediato: ha fatto scalpore, finendo a piena pagina sui quotidiani romani, la composizione della squadra di governo a Montesacro, con il neoeletto Paolo Marchionne che ha scelto tre esponenti di Roma Futura (Matteo Zocchi, Maria Romano e Christian Raimo) lasciando fuori gli smerigliani locali, andati su tutte le furie, con il consigliere Simone Filomena che di fatto è all’opposizione già dalla seduta di insediamento. Chiaro che le scelte del minisindaco dem non siano esclusivamente responsabilità della lista femminista ed ecologista, anzi, ci hanno messo lo zampino anche le contorte dinamiche interne al partito di zona, ma è inevitabile che il feeling tra le due liste di sinistra non sia propriamente idilliaco.

Caudo: “A gennaio assemblea costituente”

“Stiamo proseguendo il lavoro di ampliamento di Roma Futura – ci spiega Caudo, ex presidente del Municipio III e oggi consigliere in Campidoglio – e subito dopo l’insediamento della nuova giunta ci siamo riuniti per darci una nuova struttura, aprendo anche alle realtà che hanno dato una grossa mano durante la campagna elettorale. A gennaio ci sarà un’assemblea costituente, vogliamo ragionare sugli esiti del voto coinvolgendo anche le altre forze della sinistra, per riflettere sul significato di queste elezioni”. E su quanto accaduto nella sua Montesacro, il prof di Roma Tre non ha peli sulla lingua: “Le polemiche lasciano il tempo che trovano – conclude – perché quando abbiamo lanciato il progetto di Terzo in Cantiere che ha poi portato alla candidatura di Marchionne alle primarie loro non hanno aderito, anzi si sono presentati con una loro candidata (Marina D’Ortenzio, ndr)”.

Pop guida la crescita della lista femminista

Un’opera di riorganizzazione, quella di Roma Futura, che vedrà inevitabilmente il Movimento Pop, fondato dalla consigliera regionale Marta Bonafoni, nel ruolo di leader: la tornata elettorale ha premiato largamente il progetto civico, con sei consiglieri eletti nei parlamentini locali, due dei quali (il già citato Zocchi in III ed Edoardo Annucci in V) nominati anche assessori. “Pop esisterà indipendentemente dalla lista – assicurano – ma a livello romano continuerà a lavorare per farla crescere. Nel frattempo, in tutto il Lazio, proseguiamo un lavoro iniziato 18 mesi fa e che non si è interrotto nemmeno con la pandemia. E’ anche grazie a questo che abbiamo ottenuti certi risultati”.

Dopo Equologica e Liberare Roma arriva Pragmatica

Dalle parti di Garbatella, invece, hanno appena lanciato “Pragmatica”, un’altra piattaforma progressista (vi ricordate Equologica, lanciata e conclusa nel corso del mese di dicembre 2020?) che guarda ai risultati di Roma, ma anche Bologna, Torino, Napoli e Milano come riferimenti per ampliare il fronte e prepararsi alle prossime sfide politiche. Lo scopo, scrive il minisindaco dell’VIII Amedeo Ciaccheri, è “rigenerare il campo progressista contro le destre e iniziare a discutere di una piattaforma municipalista e confederata tra storie politiche differenti, ma accomunate dall’ambizione di contare dentro e fuori gli spazi istituzionali per farsi portavoce di una transizione giusta e solidale, femminista ed ecologista per il presente”. Tutto farebbe pensare a un possibile coinvolgimento diretto, tra gli altri, di Roma Futura. Ma non è proprio così.

“Non ci interessano le alleanze”

“A noi non interessa fare adesso delle alleanze – dicono fonti autorevoli – ma incontrarci sui temi. Liberare Roma ha ottenuto dei risultati molto radicati nei territori, abbiamo eletto ovunque ma non al Centro, però non è che se facciamo un accordo con Caudo allora risolviamo il problema di rappresentanza. Noi collaboriamo con tutti, Pragmatica guarda alle realtà sociali di Roma e non solo, perché è un discorso nazionale. Il tema principale è recuperare l’enorme astensionismo, in città c’è una fetta di persone non rappresentato. Lo facciamo nel campo del Centrosinistra, fuori dal Pd che con il 16% non avrebbe mai permesso a Gualtieri di diventare sindaco”. E al momento non c’è aria di scioglimento per Sinistra Civica Ecologista: “La teniamo viva insieme a tutti gli eletti”, assicurano.

(RomaToday)

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