La lettera con cui Renzi intima al pm di desistere dall’indagine

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Renzi dice: “Non mi sottraggo al processo. Voterò a favore dell’uso delle intercettazioni”. Ma in un documento di un anno fa, indirizzato al pm che indaga sull’inchiesta Open, l’ex premier invitava a desistere dalle indagini

“Non ho commesso alcun reato, cercano più me che Matteo Messina Denaro”: così, dal palco della Leopolda, il 20 novembre scorso Matteo Renzi si è scagliato contro i magistrati parlando dell‘inchiesta Open, che lo vede indagato con l’accusa di finanziamento illecito ai partiti.

“Quale reato si contesta? Quei soldi non solo sono tracciati, ma tutti bonificati. Noi non abbiamo violato leggi, mentre altri hanno violato l’articolo 68 della Costituzione” ha aggiunto l’ex premier ricoprendo il ruolo della vittima sacrificale o del perseguitato politico e aggiungendo di non avere “paura della verità”.

Già la settimana scorsa, da Myrta Merlino, Renzi vestiva i panni dell’agnellino dichiarando: “Non mi sottraggo al processo”. E addirittura aggiungeva: “Quando si voterà in aula voterò a favore dell’uso delle intercettazioni”.

Tuttavia, nelle carte dell’inchiesta Open (i cosiddetti “Renzi papers”) sono raccolti documenti in cui l’ex presidente del Consiglio parla con un’altra voce, e tutt’altro tono, duro e inequivocabile. In una lettera – datata 27 novembre 2020, solo un anno fa – Renzi, come un Berlusconi qualsiasi, contestava i pm che indagavano su di lui, negando la loro legittimità.

Nella missiva, infatti, il leader di Italia Viva esordiva spiegando che non avrebbe accettato l’invito a comparire che ha ricevuto dai magistrati che indagano su di lui.

A L’Aria che tira spiegava di non pensare a se stesso, o alla sua difesa, ma “a quello che sarebbe accaduto ad un normale cittadino”.

Ma invece sabato scorso, alla Leopolda ha aggiunto anche un’altra frase evocativa: “Sulla rivista di Magistratura Democratica, Nello Rossi si spinge fino a dire che bisognerà stringere un cordone sanitario intorno a Renzi. Cosa accadrà – si danda il Renzi della Leopolda – quando chiederò dei Pm che indagano su di me, se fanno parte di Magistratura Democratica?”. Il nuovo modo per difendersi dal processo – dunque – è il più antico del mondo: contestare i pm.

(TPI)

 

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