Il trasformismo di Renzi e la tanatosi della destra moderata

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Più lo ascolto che parla di centro, che si allea con FI in Sicilia, che sbraita contro i dem, più mi rimbomba nel cervello una frasetta semplice: “È stato segretario del Pd!”

 

Più ascolto Renzi che parla di centro, che si allea con Forza Italia in Sicilia, che tira per la giacca Mara Carfagna, che sbraita contro il Pd e più mi rimbomba nel cervello una frasetta semplice semplice: “Renzi è stato segretario del Pd, è stato il capo dei socialisti italiani”.

Si può cambiare idea, si dirà. Eccome se si può. E molte volte è anche giusto. E infatti il “nodo” politico di quella frase che rimane attaccata ai neuroni (“È stato segretario del Pd!”) non riguarda tanto quel che fa legittimamente Renzi, ma quel che non fa ottusamente la destra moderata in Italia. Perché ciò che sembra folle è che sia davvero possibile che un ex segretario del Pd possa davvero diventare attrattore e punto di riferimento dell’area liberale e moderata. Che sia davvero possibile che un “leader socialista” (perché questo è stato Renzi) possa diventare maître à penser dei moderati e liberali d’Italia.

Come diavolo è possibile? Presto detto. E la risposta purtroppo non può che essere spiacevole. La riva destra della politica italiana è dominata da un conservatorismo impaurito che blocca ogni energia e ogni possibile azione politica. Mentre al centro tutto si muove a destra tutto rimane immobile. Mentre al centro c’è il coraggio della battaglia politica (Carlo Calenda su tutti) a destra c’è solo la paura nell’attendismo.

Ingabbiati psicologicamente nella retorica del centrodestra unito, i liberali, i moderati, i tanti protagonisti di una possibile buona destra non riescono a spezzare le catene sovraniste. Quel che più dispiace è che in privato tutti si lamentano per questa condizione di sudditanza ma in pubblico niente si muove. Anzi. Più cresce la paura e più si stringono nell’abbraccio mortale con una destra estrema e populista che li porterà ad un sicuro declino. Come per quegli animali che si fingono morti di fronte al pericolo estremo, troppi possibili protagonisti di una destra sana si immobilizzano in attesa di tempi migliori. Ma dalla tanatosi, bisognerà pur dirlo, non può nascere buona politica.

E siccome in politica i vuoti non esistono, anche così, soprattutto così, si spiega come sia possibile che Matteo Renzi (“È stato segretario del Pd!”) possa diventare interlocutore e punto di riferimento dello spazio politico che dovrebbe essere occupato da una destra europea, democratica e costituzionale. No, non prendiamocela con Renzi. La responsabilità è dei tanti politici che a destra hanno paura di fare politica. Che hanno paura della libertà.

(Huffpost)

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