Scuola, con il Pnrr colmare il gap dell’Italia su innovazione e formazione

Mai come quest’anno si sono viste tante risorse destinate a Università, Ricerca e diritto allo studio

 

Come giustamente affermato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “Le Università sono indispensabili per lo sviluppo e il rilancio del paese e il loro ruolo è imprescindibile”. E infatti possiamo dire che mai come quest’anno si sono viste tante risorse destinate a Università, Ricerca e diritto allo studio.

A partire dalla legge di bilancio 2022 che prevede che il Fondo per il finanziamento ordinario delle università (FFO) sia incrementato, rispetto al 2021, di 250 milioni di euro per il 2022, di 530 milioni per il 2023 e di 750 milioni annui a decorrere dal 2024. Oltre al reclutamento, queste risorse serviranno alla valorizzazione del personale tecnico-amministrativo, all’integrazione dell’importo delle borse di dottorato, al cofinanziamento per le chiamate dirette, e ad incrementare il finanziamento delle scuole superiori a ordinamento speciale.

Si prevedono ulteriori fondi per il finanziamento delle residenze universitarie e dei collegi di merito, e risorse per musei, collezioni scientifiche e istituti impegnati a sostenere e incentivare in maniera organica la diffusione della cultura scientifica. 12mila saranno le borse di studio per i medici specializzandi.
Il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca viene, invece, incrementato di 90 milioni di euro per ognuno degli anni 2022, 2023 e 2024.

Il Fondo italiano per la scienza, istituito con il decreto-legge Sostegni-bis, avrà una dotazione di 150 milioni di euro per il 2022, mentre arriverà a 200 e 250 milioni rispettivamente nel 2023 e 2024.

All’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), integrato con i fondi REACT-EU, ci sono poi ben 15 miliardi. Al welfare studentesco il PNRR destina 1,91 miliardi di euro, con l’obiettivo di triplicare i posti per gli studenti fuorisede, portandoli da 40mila a oltre 100 mila entro il 2026 e di aumentare l’importo delle borse di studio, allargando al contempo la platea degli studenti beneficiari. A queste voci si affiancano le risorse per qualificare la didattica e le competenze universitarie avanzate (500 milioni di euro) e per l’orientamento attivo nella transizione scuola-lavoro (250 milioni di euro).

Ai dottorati sono destinati 1,51 miliardi di euro. Oltre 5,7 miliardi di euro, sono dedicati a progetti di ricerca, fondamentale e applicata, con quote specifiche per finanziare proposte di giovani ricercatori, progetti di ricerca collaborativi e partenariati di Università e centri di ricerca. Quasi 3 miliardi sono le risorse destinate al potenziamento e alla creazione di Centri di Ricerca ed ecosistemi dell’innovazione. Per la realizzazione e l’implementazione delle infrastrutture di ricerca e innovazione, di centri di trasferimento tecnologico e start up sono destinati oltre 2,2 miliardi di euro, comprendendo in questa voce anche le misure, attuate dal MISE, per il potenziamento e l’estensione tematica e territoriale dei lcentri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria e il finanziamento di start up.

Questo è il risultato di un lavoro intenso del Parlamento e del governo. Si tratta di scegliere il futuro e i giovani. Stiamo cercando, attraverso il PNRR, di colmare il gap dell’Italia su innovazione e formazione. Che sia una strada di non ritorno.

(Huffpost)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui