Pulita, inclusiva e cosmopolita: Roma fra 5 anni nelle linee programmatiche del sindaco Gualtieri

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Venerdì 19 novembre è previsto il voto delle linee programmatiche in Consiglio comunale. Verde pubblico, rifiuti, mobilità, turismo, accoglienza. E ancora servizi digitali e nuove

“Tornare a far funzionare Roma” è il primo obiettivo. Tradotto, migliorare i servizi pubblici. Secondo, “costruire le condizioni perché la città torni a creare lavoro”, e ancora, terzo traguardo, “ricucire le fratture della città” e “curare le difficoltà delle periferie”. Ecco in sintesi le tre direttrici sulle quali si muoverà la giunta di Roberto Gualtieri appena insediata. Venerdì 19 novembre è previsto il voto delle linee programmatiche in Consiglio comunale. Verde pubblico, rifiuti, mobilità, turismo, accoglienza. E ancora servizi digitali e nuove opportunità per i giovani. Sullo sfondo le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, occasione da non perdere per rilanciare la Capitale con fondi che toccheranno sei capitoli tematici di investimento pubblico: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione e coesione, salute. E poi l’appuntamento chiave con il Giubileo 2025. Quaranta pagine di delibera che illustrano nel dettaglio i settori di intervento delle politiche capitoline per i prossimi cinque anni. Vediamo i principali.

La città più verde d’Europa

Roma deve diventare una città sostenibile in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e del Piano europeo per l’energia e il clima. Questo il diktat sul fronte ambiente. “Verrà condotta una ferma azione di contrasto al cambiamento climatico e sarà adottata una strategia organica per limitarne gli effetti. Roma si doterà di un piano di Mitigazione e Adattamento che metta al riparo la città dagli shock e gli stress indotti dal cambiamento climatico” si legge in delibera. In parallelo una serie di azioni per migliorare gestione e fruizione del verde pubblico. Cura quindi delle alberature stradali con nuove piantumazioni, giardini, aiuole, parchi, patrimonio fluviale su cui tornare a investire, e ancora foreste urbane, e “boschi grandi e piccoli nelle aree abbandonate di periferia o in aree centrali specificamente dedicate”. 

La città pulita

Non solo verde, la città dovrà necessariamente essere anche pulita. Per Gualtieri e la sua giunta è la sfida delle sfide. Tra gli obiettivi centrali in tal senso troviamo la “pianificazione e realizzazione di un sistema di gestione integrata dei rifiuti autosufficiente, tecnologicamente avanzato, basato sui principi dell’economia circolare”. In parallelo toccherà agire per aumentare la raccolta differenziata, per la “realizzazione di impianti all’avanguardia”, da quelli provvisori per la tritovagliatura a quelli definitivi per il riciclo e per il compostaggio, e una possibile conseguente riduzione della Tari. È anche previsto il potenziamento della capacità di incenerimento a partire dal sito Acea di San Vittore,  l’individuazione delle discariche di servizio previste dal piano regionale, la realizzazione di stazioni di trasferenza dei rifiuti urbani indifferenziati e dei rifiuti da raccolta differenziata – almeno una per quadrante – per il depositare temporaneo dei rifiuti raccolti.

Una città dove è facile muoversi

Poi abbiamo l’altro tasto dolente per i romani: la mobilità. “L’obiettivo cardine attorno a cui cambieremo l’accessibilità e la mobilità a Roma è la riduzione dei costi per i cittadini e per l’ambiente del sistema attuale” si legge nel programma. “È un obiettivo che accompagneremo con quello della garanzia dell’efficienza del sistema, che perseguiremo attraverso l’innovazione dei servizi e delle tecnologie, rivedendo le filiere organizzative e le modalità di erogazione, gli investimenti nelle reti su ferro e per l’elettrificazione delle flotte del trasporto pubblico”. E allora si va da una “complessiva riorganizzazione degli spazi urbani, che incoraggi gli spostamenti pedonali e in bicicletta, il trasporto collettivo e la mobilità sostenibile”, al “miglioramento della sicurezza stradale, con la creazione di “strade scolastiche”, nuove piste ciclabili adeguatamente progettate per gli spostamenti quotidiani e zone “protette” con particolari limiti di velocità o con il divieto dell’accesso dei mezzi a motore”. Verrà poi realizzato il Grande raccordo anulare delle bici e assicurata un’attenzione particolare alla manutenzione dei marciapiedi.

La progettazione riguarderà interventi di breve e lungo periodo, a partire dalle tranvie e dalle metropolitane. “Priorità assoluta sarà data alle opere già finanziate dal PNRR e con altre fonti nazionali – è spiegato in delibera – al fine di rispettare le strette scadenze previste saranno costituite strutture tecniche e amministrative dedicate che opereranno in stretto coordinamento con i Commissari governativi. Cura del ferro e sistema integrato che veda nelle ferrovie e nelle metropolitane l’ossatura su cui innestare la nuova rete tranviaria e quella esistente (da riqualificare)”.  

Nell’immediato sarà approvato il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile adeguandolo agli obiettivi dell’attuale amministrazione, in particolare riguardo le priorità di intervento sulla rete tranviaria, sulle metropolitane e sulle azioni di innovazione. Nei prossimi due anni il sindaco assicura una revisione anche del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) fermo al 2015. E ancora nella lista degli obiettivi futuri il “rinnovo del parco veicoli in chiave green, le agevolazioni tariffarie per i servizi periferici a carattere locale, il coordinamento a livello metropolitano con i servizi ferroviari e Cotral, un piano straordinario per l’adeguamento e messa in sicurezza di tutte le fermate, l’aumento della velocità commerciale dei mezzi attraverso la realizzazione di nuovi corridoi della mobilità, corsie preferenziali e il coordinamento dei semafori sui principali assi del trasporto pubblico”.

Il tutto sullo sfondo dello slogan che ha accompagnato la campagna elettorale del sindaco dem: trasformare Roma nella “città dei 15 minuti”, dove un quarto d’ora sia il tempo massimo, a piedi o in bici, per raggiungere “i luoghi necessari per essere davvero cittadine e cittadini”. Un parco, un presidio sociosanitario, una fermata del trasporto pubblico su rotaia, l’asilo e la scuola, un centro culturale, un luogo dove praticare sport, la possibilità di acquistare ciò che serve nella quotidianità, uno spazio co-working.

La città delle donne e dei giovani

Non potevano mancare nel programma della nuova amministrazione di centrosinistra “azioni di contrasto alla disuguaglianza di genere”. Tra le promesse quella di istituire un “bilancio di genere”, ossia adottare “documenti di bilancio che analizzino e valutino, in un’ottica di genere, le scelte politiche e gli impegni economico-finanziari dell’Amministrazione”. Attraverso il bilancio, le politiche di genere disporranno delle risorse adeguate a promuovere tre obiettivi: pari opportunità, nuovo equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro, formazione professionale per le donne e promozione dell’imprenditoria femminile. Il tutto insieme alla promozione di misure mirate contro la violenza sulle donne. Roma città per le donne ma anche per i giovani. I quartieri di Roma verranno dotati di centri di aggregazione giovanile, gestiti da ragazze e ragazzi, “che siano anche luoghi di condivisione di idee ed esperienze”. 

Roma città accogliente

Sul fronte delle politiche sociali molto lavoro è atteso per quanto riguarda il sistema di welfare locale. “Differenziare il target dei centri di accoglienza, per offrire risposte adeguate a tipologie di bisogni diversi, con equipe multidisciplinari, orari differenziati e un’offerta di servizi variegata e adattata alle esigenze manifestate, con particolare attenzione alle donne, ai minori e ai malati” è tra gli obiettivi. Verrà abbandonata la logica dell’accoglienza emergenziale, co-programmando un piano estate e un piano inverno flessibili ma stabili e strutturando un Piano di protezione sociale che predisponga una procedura chiara e condivisa da attivare in caso di emergenza, coinvolgendo più attori istituzionali e sociali, sotto la cabina di regia del Dipartimento Politiche sociali.

Dal sociale alla salute, il programma prevede con i fondi disponibili del Pnrr la realizzazione di 60 case di comunità per migliorare l’assistenza territoriale, specie per i soggetti fragili e gli anziani, 15 ospedali di comunità, strutture per assistenza sanitaria a bassa soglia di intensità e gestione infermieristica e 15 centrali operative per la telemedicina e il telemonitoraggio.

Un nuovo modello di sicurezza urbana

Un capitolo a parte è dedicato alla sicurezza urbana, votata però “ai principi di sussidiarietà orizzontale, solidarietà e partecipazione”“Definiremo un piano regolatore cittadino della sicurezza urbana, entro il cui perimetro favoriremo l’integrazione, la crescita, il lavoro di qualità e la cultura” si legge. Diversi saranno gli ambiti di intervento: “quartieri più illuminati, politiche di inclusione delle diversità, riduzione del disagio sociale, organizzazione di servizi sociali nelle aree urbane, gestione della socialità, riduzione degli spazi degradati, politiche urbanistiche di accompagnamento, accurata e pronta manutenzione, riscontro immediata alle segnalazioni dei cittadini, rispetto delle regole dell’uso degli spazi pubblici”. 

 

Decentramento e riforma per Roma Capitale

Di importanza centrale, e oggetto di dibattito politico da anni, la riforma dei poteri di Roma Capitale e l’attuazione di un vero e proprio decentramento amministrativo. “Lavoreremo per realizzare un nuovo e innovativo modello di riparto di funzioni e risorse tra strutture “centrali” (dipartimenti) e quelle dei quindici municipi che dividono il territorio romano, così come da un’articolazione sul territorio di tutti i fornitori dei servizi pubblici” si legge nella delibera. L’Amministrazione seguirà poi da vicino il processo di riforma delle competenze, delle prerogative e delle risorse di Roma Capitale avviato in Parlamento, “svolgendo un ruolo propositivo all’insegna della massima collaborazione con le istituzioni nazionali”. Rivedere lo status della Capitale, attribuendole particolari forme di autonomia per consentirle di svolgere appieno le specifiche funzioni e responsabilità di Capitale è l’obiettivo da raggiungere in tempi brevi.

(RomaToday)

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