Il nuovo virus A/H3N2 e l’influenza più grave del solito: cosa ci aspetta

125

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie lancia l’allarme.

 

Quest’anno l’influenza “potrebbe essere grave” per gli anziani e le altre categorie fragili a rischio complicanze. È l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, a lanciare il monito mettendo in guardia in particolare contro il virus influenzale A/H3N2 che “colpisce le persone anziane in modo sproporzionato” rispetto alle altre “ed è associato a una minore efficacia del vaccino”.

Pasi Penttinen, capo del programma antinfluenzale dell’Ecdc, ha spiegato che un forte aumento delle infezioni influenzali durante l’attuale pandemia di Covid potrebbe avere gravi conseguenze per gli anziani e le persone con un sistema immunitario debole, con un onere aggiuntivo sui sistemi sanitari già messi a dura prova. “È quindi importante prendere le precauzioni necessarie e proteggere chi è sono più a rischio”.

“Rilevamenti precoci del virus dell’influenza stagionale 2021/2022 sono un’indicazione che la prossima stagione influenzale potrebbe essere grave, anche se ancora non possiamo saperlo con certezza” ha detto.

Influenza, sintomi in un contagiato su quattro

Una forte circolazione del virus influenzale è stata già accertata in Croazia in modo insolitamente precoce. Il principale sottotipo è appunto quello denominato “A/H3N2” particolarmente aggressivo negli anziani e più ‘attrezzato’ a contrastare l’effetto del vaccino. L’Ecdc ricorda che ogni anno “circa il 20% della popolazione viene infettata dai virus dell’influenza”, e che “un contagiato su 4 svilupperà sintomi. Gli anziani, le donne in gravidanza e i pazienti con patologie croniche come malattie cardiache, problemi a polmoni e vie respiratorie in generale, diabete o disturbi del sistema immunitario sono maggiormente a rischio di subire gravi complicanze”.

Il virus A H3N2

La sigla H3N2 porta alla memoria l’influenza di Hong Kong, una pandemia influenzale iniziata nella città asiatica nel 1968 e primo caso conosciuto di epidemia dovuta al ceppo H3N2 e si stima che provocò all’epoca tra le 2 e le 4 milioni di vittime. In Italia arrivò tra il 1969 e il 1970 causando 20mila decessi (all’epoca i vaccini furono resi disponibili solo dopo il picco di quella che fu soprannominata influenza spaziale. L’influenza di Hong Kong fu la terza pandemia del Ventesimo secolo, dopo l’influenza Spagnola del 1918 e l’influenza Asiatica degli anni ’50: divenne celebre non per la sua mortalità, bensì per la facilità di contagio. I sintomi dell’infezione erano quelli respiratori superiori tipici dell’influenza, brividi, febbre, dolore muscolare e debolezza che persistevano da quattro a sei giorni. I livelli più alti di mortalità erano associati ai gruppi più sensibili, vale a dire neonati e anziani.

Come ricordato dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato è molto importante vaccinarsi contro l’influenza perché le complicazioni dell’influenza stagionale possono portare a criticità. “Dobbiamo anche ricordare che il vaccino anticovid non protegge dall’influenza stagionale: ecco perché è importante fare entrambe le vaccinazioni”.

(RomaToday)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui