Questo centrodestra non è un’alleanza, è una trappola

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Non serviranno gli arrampicamenti sugli specchi di Silvio Berlusconi che si intestardisce cercando di tenere insieme ciò che insieme non può più stare.

 

Fatevene una ragione, questo centrodestra a trazione sovranista è morto e sepolto. E non serviranno gli arrampicamenti sugli specchi di Silvio Berlusconi che, oggi sul Corriere come mille altre volte, si intestardisce cercando disperatamente, tra capriole dialettiche e azzardati sofismi, di tenere insieme ciò che insieme non può più stare.

Sapete quale è la sensazione? Che un po’ tutti ancora cerchino disperatamente di rallentare l’inevitabile. L’Italia ha vissuto tutta la seconda Repubblica in un bipolarismo muscolare costruito a immagine e somiglianza di un duopolio politico in cui i due contendenti avevano solo da guadagnarci. Un bipolarismo che ha impoverito il sistema politico proprio come succede nel sistema economico. Senza concorrenza la qualità dell’offerta non può che crollare. Senza concorrenza le energie vitali si affievoliscono.

Poi venne il governo Monti e da lì tutto cambiò: per dieci anni l’Italia è stata governata da maggioranze di governo che nulla hanno avuto a che fare con quel bipolarismo da cui tutti oggi non hanno il coraggio di distaccarsi definitivamente. Anche Mario Draghi è il prodotto politico di questa nuova stagione. Ma Berlusconi per primo rimane legato a una “trappola psicologica” che assomiglia troppo a una sindrome di Stoccolma in cui la vittima è quella destra liberale ed europea che continua a raccontarsi la gabbia sovranista come il più bello dei castelli.

E così tutti si arroccano a difendere stupidamente un’alleanza “strategica”, “di governo” che non ha nulla di strategico e niente di governo. Anche i più critici ancora considerano “inevitabile” l’alleanza con la destra estrema che nella realtà l’Italia sta già evitando da dieci anni.

E che eviterà sempre di più. Perché ad essere impossibile è proprio ciò che la propaganda oggi ancora spaccia come inevitabile. A essere impossibile, di che che ne dica Berlusconi, è proprio un’alleanza strategica tra chi vuole costruire un Europa più forte e chi la vuole indebolire, tra chi vuole unire il paese e chi lo vuole dividere, tra chi pensa che la politica sia responsabilità e chi scommette sull’irresponsabile propaganda, tra chi prende decisioni e chi prende in giro gli italiani.

(Huffpost)

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