Cgil: “Quota 102/104 inutile, solo 10mila uscite”

107

La stima è ricavata proiettando nel prossimo biennio i dati relativi a chi ha usufruito finora di ‘Quota 100’ e assumendo i nuovi vincoli anagrafici previsti dalla nuova norma: 64 e 66 anni.

 

Quota 102 con 64 almeno di età e 104 nel 2023 con almeno 66 anni di età è una misura sostanzialmente “inutile” che porterebbe a poco più di 10mila uscite per la pensione. Lo afferma la Cgil in uno studio. La stima è ricavata proiettando nel prossimo biennio i dati relativi a chi ha usufruito finora di ‘Quota 100’ e assumendo i nuovi vincoli anagrafici previsti dalla nuova norma: 64 e 66 anni. Sarebbero 8.524 le persone coinvolte nel 2022 e 1.924 nel 2023, visto che molti dei soggetti che potrebbero perfezionare ‘Quota 102’ nel 2022 e ‘Quota 104’ nel 2023 hanno già il maturato il requisito di ‘Quota 100’ al 31 dicembre 2021″.

“Dai nostri studi – afferma Ezio Cigna, responsabile Previdenza pubblica della Cgil nazionale – sarebbero 8.524 le persone coinvolte nel 2022 e 1.924 nel 2023, visto che molti dei soggetti che potrebbero perfezionare ‘Quota 102’ nel 2022 e ‘Quota 104’ nel 2023 hanno già il maturato il requisito di ‘Quota 100’ al 31 dicembre 2021”. In particolare, spiega “nel 2022 potrebbero accedere a ‘Quota 102’ solo le persone con almeno 64 anni di età, ossia chi è nato dal 1956 al 1958 (chi è nato nel 1955 va con la pensione di vecchiaia perché compie 67 anni, ndr) e con 38 anni di contributi. Non sono coinvolti quelli che hanno 39 anni di contributi perché sarebbero usciti già entro il 2021 con 62 anni di età e 38 di contributi né quelli che ne hanno solo 37 perché non raggiungono la soglia necessaria di contributi prevista dalla Quota 102 che dura un solo anno.

“Nel 2023 – prosegue Cigna – potrebbero utilizzare ‘Quota 104’ esclusivamente le persone che avranno 66 anni di età, cioè nate nel solo 1957 e con 38 anni di contributi, e che non avevano maturato tale requisito nel 2021 così da poter usufruire di ‘Quota 100’”. Vengono ancora esclusi i lavoratori del 1960, anche con 40 anni di contributi che non avevano 62 anni nel 2021 per usufruire di Quota 100 e non ne avranno 64 l’anno prossimo.

La proposta di ‘Quota 102 e 104’, se venisse confermata dal Governo, afferma il segretario confederale Roberto Ghiselli – costituirebbe una misura inutile, che non darebbe alcuna risposta. Il punto principale non è come rendere più graduale l’uscita da ‘Quota 100’, ma come riformare complessivamente il sistema. Da tempo abbiamo presentato unitariamente al Governo la nostra Piattaforma che prevede: una flessibilità in uscita per tutti dopo 62 anni di età o 41 anni di contributi; interventi che tengano conto della specifica condizione delle donne, dei lavoratori disoccupati, discontinui e precoci, dei lavoratori gravosi o usuranti; l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia per i più giovani”.
”È necessario – conclude Ghiselli – che il Governo ci convochi nei prossimi giorni e si dichiari disponibile ad aumentare sensibilmente le risorse previste nella prossima legge di Bilancio per la previdenza, attualmente pari alla cifra ‘simbolica’ di 602 milioni, e avanzi proposte che tengano conto dei contenuti della nostra Piattaforma unitaria”.

(Huffpost)

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui