Valentino Rossi, una storia da ricordare e da insegnare

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Non ha smesso di vivere il suo lavoro con intensità e continuità. Non vedo all’orizzonte altri eroi, ci mancherà

 

Nella storia dello sport i vincitori seriali non sono numerosi. Sono, infatti, coloro che forniscono prestazioni eccezionali, che sono per definizione degli eventi rari. Loro in barba a questa regola hanno performato in questo modo molto spesso.

Valentino Rossi appartiene a questa schiera esigua di atleti. La sua è una storia da ricordare e da insegnare non certo per diffondere un’idea di super-uomo ma per spiegare come sia possibile percorrere questa strada e uscirne vittoriosi. Le persone emergono per le proprie doti.

Lo ha già detto Aristotele quando scrive che “se vi è qualcuno che tanto emerga per l’eccellenza delle sue doti, che le doti di tutti gli altri non siano comparabili alle sue, costui non può più essere considerato parte della polis: è infatti evidente ch’egli è come un dio fra gli uomini”.

Spesso si favoleggia in relazione a queste doti e a un giovane che corre in moto è facile attribuire i suoi risultati alla mancanza di paura e al piacere per il rischio. Quando poi si scopre che non è vero che chi non ha paura vince più degli altri, allora è facile restare a corto di spiegazioni e rifugiarsi nel più comodo “quel ragazzo ha qualcosa in più”.

Cosa differenzia Valentino Rossi dagli altri suoi colleghi, tutti atleti di alto livello: la motivazione. Intendiamoci siamo tutti i motivati, come dice Arrigo Sacchi, la motivazione è come la forza, tutti la manifestano in qualche misura, per cui c’è una motivazione sufficiente, forte, straordinaria. Solo chi manifesta questo tipo di motivazione straordinaria riuscirà attraverso l’allenamento a continuare a migliorarsi e a raggiungere l’eccellenza. Vuol dire, tutti i giorni, esprimere passione e perseveranza ai livelli massimi che un essere umano possa manifestare.

Questo è Valentino Rossi, un’eccezione, che non ha smesso di vivere il suo lavoro con questa intensità e continuità. Questo atteggiamento ha comportato non solo avere il piacere di affrontare le sfide della gara ma ricercare continuamente quegli stimoli che lo hanno aiutato in questi lunghi anni a mantenere un’intensità d’impegno quasi unici e comunque patrimonio di pochi atleti al mondo.

Valentino Rossi è l’espressione di quello che noi non siamo ma che vogliamo che esista. Per questo ci piace considerarlo un eroe, una persona eccezionale per le sue prestazioni ma anche un amico con cui condividere momenti della vita. L’entusiasmo che genera tra i suoi fan, presenti in ogni parte del mondo, indica che ha saputo trasmettere un messaggio che va oltre le differenze e che unisce persone così differenti sotto la bandiera della passione generata dalle sue imprese.

Non dobbiamo stupirci, abbiamo da sempre avuto il bisogno d’identificarci con eroi che ci danno un motivo per vivere quelle emozioni che la nostra vita di tutti i giorni non ci permette, sentendoci parte di un gruppo che condivide le stesse gioie. Non vedo all’orizzonte altri eroi, ci mancherà.

(Huffpost)

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