“I vaccini anti Covid funzionano”, il Lazio pubblica i dati: – 61% intensive e – 74% ricoveri di un anno fa

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Così l’assessorato regionale alla Sanità sulla pagina Facebook Salute Lazio pubblicando una serie di dati.

 

I vaccini anti Covid nel Lazio funzionano. A dirlo è la Regione che ha pubblicato una serie di dati, supportati da una info grafica, comparando l’andamento della curva negli ospedali rispetto ad ottobre 2020. “Abbiamo il 69% di contagi giornalieri in meno, il 61% in meno di ricoverati totali in terapia intensiva e il 74% in meno di ricoverati totali”, spiegano dalla Pisana.

Il report sullo stato delle vaccinazioni in tutta la regione, è stato pubblicato sul portale Salute Lazio. Il messaggio è stato accompagnato da tre grafici che fanno riferimento a tre elementi di analisi dei dati della popolazione over 12. Si tratta di dati inerenti i ricoverati in terapia intensiva, i pazienti meno gravi e il numero dei casi di contagio giornalieri.

Risultati certificati anche a livello europeo. Ieri, infatti, anche l’Emilia-Romagna, il Lazio, la Valle d’Aosta e la Basilicata si aggiungono alle regioni italiane che passano in verde nella mappa aggiornata sull’incidenza del Covid in Europa, curata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). In tutto, sono 12 le regioni italiane ‘verdi’ a basso rischio contagio, oltre alla provincia autonoma di Trento.

Nel Lazio, infatti, il 91% della popolazione adulta ha completato il percorso di vaccinazione, mentre la popolazione dai 12 anni in su è completamente vaccinata all’85%, un risultato eccellente tra i più alti in Europa.

Prosegue anche la campagna antivaccinale per combattere l’influenza. Ad oggi i medici di medicina generale che hanno iniziato le somministrazioni sono 2634 e 130 i pediatri di libera scelta. Le dosi di vaccino antinfluenzale già consegnate sono oltre 714701 e sono oltre 119591mila i vaccini effettuati. “Il vaccino è gratuito per over 60, soggetti fragili e dai 6 mesi ai 6 anni di età. Basta richiederlo al proprio medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta”, spiega la Regione.

(RomaToday)

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