5 Dicembre, 2022
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La discarica di Civitavecchia in chiusura, strade sommerse dall’immondizia: i rifiuti la prima “emergenza” di Gualtieri

Il neo sindaco di Roma già alle prese con l’ennesima crisi dei rifiuti che in città è all’orizzonte: la Capitale paga deficit impiantistico e assenza di discarica. A breve la nomina dei nuovi vertici Ama.

L’imminente chiusura della discarica di Civitavecchia per massima capacità raggiunta, i cassonetti che già da giorni traboccano di immondizia con i cittadini, soprattutto quelli della periferia sud est, costretti a fare lo slalom tra le buste riverse a terra e turarsi il naso per resistere al cattivo odore. C’è la perenne emergenza dei rifiuti tra le prime grane che il nuovo sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dovrà affrontare.

La perenne crisi dei rifiuti di Roma

Il nodo resta sempre lo stesso: la mancata autosufficienza della Capitale, l’impossibilità di chiudere l’intero ciclo dei rifiuti sul proprio territorio. Manca lo sbocco finale, ossia la discarica di Roma, con la città ad affidarsi ad impianti della provincia o fuori regione. Scarseggiano gli impianti per il trattamento dei rifiuti: quelli esistenti sono pochi, vecchi e malandati. Ad Ama, dopo l’incendio del Salario, è rimasto solo quello di Rocca Cencia che, commissariato e obsoleto, non lavora di certo a pieno ritmo. Così le operazioni vanno a rilento. A dare una mano a Roma gli impianti privati, in particolare quelli di Colari a Malagrotta.

Roma senza impianti nè discarica: Civitavecchia chiude, Albano non basta

La Capitale, da sempre alle prese con il deficit impiantistico e l’assenza di sbocchi, con l’annunciata prossima chiusura dell’invaso del Fosso del Crepacuore a Civitavecchia inizia a temere l’ennesima crisi dei rifiuti. La discarica di Albano, quella riaperta con un’ordinanza di Raggi sindaca della Città Metropolitana, da sola non basta così come l’aiuto delle altre città italiane. Le soluzioni vanno trovate nell’immediato o Roma rischia di finire sommersa dall’immondizia, soprattutto in vista del mese di dicembre e del Natale quando la produzione dei rifiuti cresce in modo esponenziale.

Montagne di rifiuti dall’Appio a Piazza Bologna

Lo sono già i quartieri di Appio e San Giovanni. Impossibile conferire rifiuti anche in molte strade dell’Alberone e nella zona della fermata di Ponte Lungo dove i residenti raccontano che bisogna girare molto prima di trovare il posto dove poterli conferire. Il risultato è che qualcuno si riporta a casa i sacchetti dei rifiuti, altri invece li lasciano a terra, nella speranza che qualche operatore dell’Ama intervenga per raccoglierli. “Una montagna di rifiuti da diversi giorni in tutto il quartiere” – denunciano invece alcuni abitanti di Piazza Bologna.

Gualtieri alle prese con il dossier rifiuti

Il dossier rifiuti è tra quelli a Roma più scottanti. Il nuovo sindaco dovrà a breve nominare i nuovi vertici di Ama che sostituiranno quelli scelti da Raggi, a cominciare dall’amministratore unico Stefano Zaghis. Più volte incalzato sulla discarica di Roma dalla sindaca uscente, che pure sul tema è rimasta immobile con zero nuovi impianti realizzati e con i rifiuti della città portati fuori dai confini comunali, l’ex Ministro del Mise oggi alla guida della città non ha mai risposto. Pensava se ne sarebbe occupato un commissario vista la spada di Damocle che pendeva sul Campidoglio.

Il programma di Gualtieri per i rifiuti: discariche di servizio, trasferenza e compostaggio

Ma nel programma relativo ai rifiuti Gualtieri indica la necessità nel lungo medio periodo di realizzare “delle discariche di servizio previste dal piano regionale di gestione dei rifiuti, per gestire gli scarti derivanti dagli impianti di trattamento, nella prospettiva di farne un uso sempre più limitato al completamento del nuovo piano di raccolta e della dotazione impiantistica”. Ancora ignoti i siti al vaglio. Ci sono poi le stazioni di trasferenza di rifiuti urbani indifferenziati e di rifiuti da raccolta differenziata, “almeno una per quadrante”; l’aumento del numero dei centri di raccolta con l’obiettivo di farne uno ogni 50mila abitanti; il superamento dell’impianto di Rocca Cencia e il potenziamento di quelli di Maccarese. Due nuovi impianti di compostaggio con sezioni di digestione anaerobica, chissà se confermerà quelli voluti da Raggi ai tempi di Montanari a Casal Selce e Cesano. La road map è serrata. Gualtieri nei primi 18 mesi punta ad uscire dall’emergenza, gli effetti di tale piano dovrebbero essere già visibili nei primi sei mesi. Ma Roma ad oggi non ha tutto quel tempo: all’orizzonte c’è già un’altra crisi dei rifiuti. Potrebbe essere la prima, ereditata, dell’era Gualtieri.

(RomaToday)

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