Afghanistan, attacco a una moschea sciita Kandahar, Decine di morti e feriti 

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Ancora sangue in Afghanistan. Questa volta sotto attacco una moschea sciita di Kandahar. Durante la preghiera del venerdì diverse esplosioni hanno provato la morte di una una quarantina di fedeli.

Oltre 70 i feriti ma il bilancio delle vittime, secondo fonti ospedaliere locali, potrebbe essere molto più alto.

Stando a indiscrezioni a provocare le deflagrazioni sarebbe stato un kamikaze, ma al momento non c’è alcuna rivendicazione. L’esplosione nella moschea nel centro della città è avvenuta nel giorno di massima concentrazione di fedeli.

Queste esplosioni arrivano una settimana dopo l’attentato suicida contro i fedeli sciiti nella città settentrionale di Kunduz. L’attacco rivendicato dall’Isis K, la divisione afghana dell’Autoproclamato Stato Islamico aveva fatto oltre 80 morti e un centinaio di feriti. I talebani, condannando l’attacco, hanno promesso che “troveranno, arresteranno e puniranno severamente gli autori di questo grande crimine”.

La condanna dei talebani

“Forze speciali dell’Emirato islamico sono arrivate sul posto per definire la natura dell’incidente e portare davanti alla giustizia i responsabili” ha affermato il portavoce del ministero degli Interni del governo talebano, Qari Saeed Khosti, in un comunicato rilanciato dal sito di notizie Aamaj News.

Dura la reazione della Turchia: “Condanniamo fermamente gli inumani attacchi terroristici in Afghanistan che nell’ultimo periodo hanno colpito soprattutto moschee”, ha dichiarato il ministero degli Esteri turco con un comunicato. Dopo aver incontrato i funzionari dell’Emirato Islamico, il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu aveva richiamato l’attenzione della comunità internazionale sulle conseguenze dei recenti attacchi terroristici in Afghanistan chiedendo che nel Paese venisse evitata la catastrofe umanitaria.

La mano dell’Isis-k

Secondo il gruppo jihadista, l’attentatore era soprannominato “Mohammed l’uiguro“, suggerendo fosse un membro della minoranza musulmana cinese, della quale alcuni membri si sono uniti all’Isis-K.

“Chiediamo all’Emirato islamico dell’Afghanistan di prestare particolare attenzione alla sicurezza di tutte le moschee e dei luoghi di culto, soprattutto di quelli sciiti, perché siamo in minoranza. Questa non è la prima tragedia e non sarà l’ultima”, dice un famigliare di una delle vittime.

Il gruppo locale dell’Isis (Isis-K) ha aumentato gli attacchi nel Paese, con la partenza delle truppe straniere. Il peggiore è stato quello all’aeroporto di Kabul dello scorso 26 agosto, che ha ucciso almeno 180 persone.

(Euronews)

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