Portuali di Trieste al Governo: “Rinviate l’obbligo e trattiamo”

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“Pronti a tornare al lavoro se slitta”

“Non assicuro uno sciopero a oltranza, ci sono tante teste”.

Lo ha detto Massimo Giurissevich, un rappresentante del Coordinamento lavoratori portuali Trieste appena uscito dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari che su questo ha convocato una riunione d’urgenza a Trieste nel palazzo del Consiglio regionale. “Continueremo a scioperare, ma non è sicuro sul dopo, dipende anche se il governo accetterà la nostra proposta di una proroga di 15/30 giorni del decreto per l’obbligo del green pass”.

“Siamo determinati sulle nostre posizioni, ma siamo sempre disponibili a discutere con chiunque”, aveva detto in mattinata Alessandro Volk, componente del direttivo del Coordinamento lavoratori portuali Trieste, alla vigilia dello sciopero in porto. Tuttavia, se il Governo dovesse posticipare l’obbligo del Green pass, Volk anticipa che “nel caso prenderemmo nota e ci adegueremmo, non avrebbe senso domani bloccare il porto. Se ad esempio il Governo proponesse una proroga al 30 ottobre sarebbe una mossa intelligente da parte del Governo per prendere un pò di tempo e trovare poi una soluzione”.

In merito al rifiuto di annullare la protesta nonostante le le aziende abbiano dato la disponibilità ad accollarsi il costo del tampone, Volk chiarisce: “Perché solo ai lavoratori portuali? Gli altri lavoratori valgono di meno? In ogni caso verrebbe pagato solo da alcune aziende, altre non pagherebbero. Quindi è una situazione fuori da qualsiasi norma. Si crea discriminazione nella discriminazione: tutti i lavoratori devono avere lo stesso tipo di trattamento”. Ecco perché “la cosa più semplice e intelligente è ritirare questo decreto”. E se il governo fornisse i tamponi gratuiti a tutti i lavoratori? “Se sarà così ne discuteremo”.

(Huffpost)

 

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