Salvini come Alemanno invoca “più sicurezza”: tappa nella stazione dove morì Giovanna Reggiani

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Il leader della Lega a Roma nord per riconquistare il feudo perduto del centrodestra e richiamare alle urne gli astenuti del primo turno: giro tra Ponte Milvio, Vigna Clara e la stazione di Tor di Quinto ancora cattedrale nel deserto dove nel 2007 si consumò l’efferato delitto

Il Municipio XV scelto come prima opzione per candidare un presidente della Lega e tentare così di riprendersi il vecchio feudo del centrodestra, governato per vent’anni ma negli ultimi otto consegnato nelle mani prima del centrosinistra e poi del M5s.

Matteo Salvini a Roma nord: astenuti da richiamare alle urne

Matteo Salvini vuole vincere in Quindicesimo e non solo perchè è il territorio romano dove ha scelto di vivere. C’è una tradizione da riprendere e soprattutto c’è da rimediare ad una percentuale di astenuti, il 55% (la più alta dopo quella del VI le Torri), che potrebbe pesare anche sulla scelta del candidato sindaco. Così il leader della Lega è sceso nuovamente in campo in prima persona per le strade di Roma nord. Dopo le visite a La Storta e Labaro, ieri le tappe nei quartieri più centrali del municipio: da Ponte Milvio a Vigna Clara.

Il mercato di Ponte Milvio

Salvini ha incontrato gli operatori del mercato di via Riano“una risorsa importante per tutto il quartiere, eppure abbandonato a se stesso e alle sue criticità” – hanno spiegato il mr. preferenze della Lega in Municipio XV, Giuseppe Mocci, e i dirigenti leghisti Gianni Sammarco e Giorgia Venerandi. Si perchè gli operatori del mercato di Ponte Milvio, dagli anni del governo di Gianni Giacomini (PdL) stretti tra le mura dello stabile di via Riano con lo sportello anagrafico che non ha mai rappresentato il volano sperato, sono in attesa di mettere la prima pietra del loro progetto, quello portato avanti insieme all’amministrazione uscente del M5s. Al centro della struttura prevista una “piazza sociale”: un padiglione polifunzionale che trasformi il mercato di Ponte Milvio in polo gourmet e culturale del territorio, sul modello dei mercati centrali e di quelli europei diventati attrazione per turisti. Sperano così di rilanciare le loro attività.

La stazione di Vigna Clara ancora chiusa

Salvini e i suoi hanno poi visitato la stazione di Vigna Clara, utilizzata per pochi giorni durante i Mondiali di Italia ‘90 ma mai riattivata. Roma la attendeva, questa era stata la promessa del sindaco Ignazio Marino, per il Giubileo straordinario del 2016 ma i ricorsi al Tar di pochi cittadini hanno bloccato la ripartenza della tratta verso Valle Aurelia. Così i nuovi binari giacciono inutilizzati, la moderna stazione vuota.

La stazione di Tor di Quinto dove morì Giovanna Reggiani

Da uno snodo “fantasma” ad una fermata che ha segnato una delle pagine più nere e drammatiche di Roma, quella di Tor di Quinto: teatro dell’efferato delitto di Giovanna Reggiani. La stazione della Ferrovia Roma Nord, dopo quattordici anni e tantissime promesse, è ancora una landa desolata. Poco o nulla è cambiato.

E’ vero, a differenza del 2007, il campo nomadi di via del Baiardo è stato sgomberato cinque anni dopo, mentre nella stradina che conduce verso i binari oggi ci sono lampioni accesi, telecamere e colonnine del SOS: ma la sicurezza li è ancora lontana. Dalla trafficata via Flaminia per arrivare ai tornelli della stazione bisogna percorrere oltre 300 metri di via isolata, senza costruzioni: intorno solo campi lasciati all’abbandono, rovi e vegetazione selvaggia. La vecchia navetta 332, ad essere onesti poco utilizzata, è stata soppressa da anni: chi può si fa accompagnare all’ingresso della stazione, pochi altri si avventurano in solitaria su quel viottolo sconnesso che fa ancora paura. Anche di giorno. La chiusura dell’anello ferroviario è ancora lontana e con essa Tor di Quinto prevista come nodo di scambio. La stazione, rinnovata e inaugurata nel 2009, resta una cattedrale nel deserto. Intorno il nulla o poco più.

Proprio sopra i tornelli una lastra di marmo ricorda Giovanna Reggiani. “Contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne” – si legge sulla targa commemorativa. E la sotto che si è fatto fotografare Salvini dopo aver depositato un mazzo di fiori in ricordo della signora Reggiani. La sicurezza, cavallo di battaglia della destra: all’indomani dell’omicidio Reggiani lo fu anche per Gianni Alemanno che di li a poco sarebbe diventato sindaco di Roma.

Salvini a Roma nord: tappa a Tor di Quinto

“Mai dimenticare queste orribili tragedie. Questa mattina a Roma, stazione Tor di Quinto, ho depositato un mazzo di fiori in ricordo di Giovanna Reggiani, 47enne che il 30 ottobre del 2007 venne brutalmente violentata e gettata in fin di vita in una scarpata prima di morire in agonia. Una preghiera per la povera Giovanna e, a Roma come in tutta Italia, massimo impegno per rendere la nostre città, dal centro alle periferie, sicure e vivibili per tutti” – ha commentato sui social il leader della Lega.

Elezioni Municipio XV: centrodestra in vantaggio

I suoi ci credono. Il candidato presidente Andrea Signorini al primo turno ha raccolto il 41% contro il 28% dello sfidante di centrosinistra, Daniele Torquati. Ma al ballottaggio si ripartirà da zero.

 “Dobbiamo accendere i riflettori su quanto non fatto dal Pd in anni: chi si spaccia per la soluzione di tutti i problemi – hanno detto Mocci, Sammarco e Venerandi a margine del tour con Salvini a Roma nord – è la causa di essi. Oggi rischia di tornare al governo di Roma. Non possiamo permetterlo. Con Enrico Michetti e Andrea Signorini, abbiamo l’opportunità di archiviare definitivamente una stagione amministrativa fallimentare, e restituire a  Roma al decoro e alla dignità che merita”. 

(RomaToday)

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