Parla Alessando Bettarelli, riconfermato Sindaco di Canale Monterano

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Abbiamo rivolto ai 3 Sindaci riconfermati le stesse 6 domande.
Ecco le risposte di Alessando Bettarelli.

 

1)  Innanzitutto complimenti per la sua vittoria, netta ed inequivocabile: se l’aspettava? E quali sono, secondo Lei, le ragioni della sua riconferma? 

“Nel nostro caso sono un progetto valido, Progetto Locale, che viene confermato dopo cinque anni di lavoro serio, che ha portato risultati sotto gli occhi di tutti. Quando il programma è buono e la squadra lavora unita, i singoli interpreti non sono così rilevanti come può sembrare. Il nostro è un gruppo che si basa e consolida su basi forti: la Comunità al centro, sviluppo nel rispetto del territorio, attenzione ai ragazzi e alle fasce deboli, preparazione, impegno e serietà nell’affrontare il rapporto con il cittadino. Se lavori con spirito di servizio, i cittadini ti premiano, se l’io prevale sul noi, ti abbandonano. Il fatto che, unica volta nella storia del nostro Comune, si sia presentata una sola lista al voto significa due cose: primo, gran parte dei cittadini erano soddisfatti di quanto fatto e non ravvisavano motivi per cambiare. Secondo: quelli cui non siamo piaciuti, non avevano una richiesta popolare abbastanza forte per spingerli a mettersi in gioco. Peccato, perché una sana dialettica tra Maggioranza e Minoranza è fondamentale nel gioco democratico.”

2)  Quali sono le iniziative avviate in precedenza che ritiene si debbano concludere entro i prossimi 5 anni?

“Cinque anni fa arrivammo in Comune e non trovammo progetti avviati, oggi abbiamo talmente tante cose da fare che il 4 ottobre, giorno di elezioni, ero in Comune a lavorare. Gli interventi iniziati agli impianti sportivi di Fontana, quelli all’Ostello comunale, il nuovo bando per la gestione dei rifiuti da pubblicare, la chiusura del cantiere per l’ampliamento dell’isola ecologica comunale, il recupero della sub-delega paesaggistica, l’avvio del lavoro utile per i percettori del Reddito di Cittadinanza, la riapertura del percorso Diosilla in Riserva, la partenza dell’ecomuseo comunale, l’avvio della partnership con i comuni dell’Etruria Meridionale per la MDO “Etruskey”, il progetto europeo EUISM e i gemellaggi con Malta sono solo alcune delle attività già avviate o finanziate che vanno seguite. Gli obiettivi strategici del mandato sono però più ambiziosi: una ri-pianificazione urbanistica è ormai doverosa, la trasformazione del nostro turismo con il passaggio dall’escursionismo giornaliero a turismo con pernotto, la riduzione della pressione fiscale sul cittadino, il miglioramento dei servizi comunali e della macchina amministrativa in senso stretto, il miglioramento della viabilità comunale, la formazione dei giovani sono obiettivi ambiziosi, che però abbiamo il dovere di provare a raggiungere, sapendo bene che i miracoli non esistono e i risultati si raggiungono con il lavoro quotidiano.”

3)  Questo è il suo secondo mandato: ci può sintetizzare gli elementi di continuità e quelli di discontinuità rispetto al precedente?

“Siamo orgogliosi di aver proposto ai cittadini una continuità con i cinque anni passati, seppur con tantissimi nuovi candidati, oggi amministratori, spesso giovanissimi o alla prima esperienza. Siamo però anche consapevoli che sono passati cinque anni e, con essi, cambiate le necessità e le richieste dei cittadini. Ma il bello di amministrare un piccolo comune è in fondo proprio questo: ogni giorno c’è un problema da risolvere, o meglio, una nuova piccola opportunità per far bene.”

4)  Una domanda sulla pista ciclabile circumlacuale, che noi riteniamo opera fondamentale per il nostro territorio: come pensa si possa realizzare in tempi ragionevolmente brevi, e quali sono le difficoltà? 

“Pur non direttamente interessati alla realizzazione dell’opera, siamo convinti che essa darebbe nuova spinta all’intero territorio. La ciclabile del Lago di Bracciano è anche purtroppo simbolo di come nel nostro Paese sia tutto troppo lento e complicato. In un mondo che cambia continuamente e va velocissimo parlare oggi di ‘progettazione esecutiva’ di un’opera ideata ormai troppi anni fa lascia l’amaro in bocca. Pensare che il mondo sia sempre disposto ad accettare le lentezze del nostro amato Bel Paese non ci porterà molto lontano. La rotta va invertita rapidamente o diventeremo sempre più marginali, anche in settori come il turismo nei quali dovremmo essere primi per distacco.”

5)  Spesso abbiamo parlato della necessità di attivare forti sinergie fra i Comuni limitrofi, con una strategia comune e progetti condivisi: come pensa si possa procedere in questa direzione? Su quali argomenti e con quali strumenti?

“Abbiamo visto naufragare i riordini tesi a mettere insieme a forza chi non vuole. Sistemi di forte premialità nel realizzare azioni sinergiche potrebbero riuscire dove i diktat hanno fallito. Fallito anche perché pensare che si sarebbe risparmiato riducendo il numero di persone che nei piccoli comuni lavora gratis come consigliere o accorpando due Comuni che distano dieci chilometri, ma su due versanti opposti di una montagna a 1.200 metri, è stato l’ennesimo fallimento di chi in un piccolo e medio Comune non ha mai lavorato e forse neanche vissuto.

Purtroppo però i problemi attuali sono ben altri: oggi in Italia si registrano circa mille Comuni in fase di dissesto o pre-dissesto finanziario, quelli virtuosi spesso non riescono ad assumere o a spendere per gli adempimenti burocratici che questo comporta, i Segretari Comunali sono ormai introvabili e i funzionari preparati al fiume di burocrazia e lavoro che cade sui Comuni sono merce rara. Per avere un’idea della situazione basterebbe che il Ministero dell’Interno contasse quanti Segretari Comunali scelgono di non lavorare nei Comuni, rimanendo nei Ministeri, o in altre PA.”

6)  Un fatto preoccupante è il dato sull’affluenza al voto: come ritiene di poter agire per tornare a dare fiducia nell’Istituzione comunale?

“Canale, nonostante la lista unica, ha registrato comunque un 57% di affluenza, significativo del fatto che nei piccoli comuni i cittadini al voto ci tengono ancora. È però segno dei tempi che mentre tutti ci sentiamo in grado di dare lezioni all’amministratore di turno sui social, poi non esercitiamo lo strumento principe della democrazia, il voto attivo e passivo. Dobbiamo ricominciare dai giovani: fargli capire che senza l’impegno non c’è realizzazione personale e collettiva. Solo nei film, nelle favole e nei social i problemi si risolvono con un battito di ciglia o di tastiera. Torniamo a parlarci, a discutere, anche a confrontarci aspramente, senza dimenticarci mai però che libertà è sempre partecipazione.”

E la stampa locale può dare un importante contributo in tal senso?

“Sono cresciuto nella stampa locale e so quanto è importante. Editori come L’agone insegnano a giovani redattori, uomini e donne, a ragionare a scoprire la complessità del mondo e formano lettori più consapevoli e informati. Qualcuno pensa che la guerra all’ignoranza e alle fake news è persa in partenza, io non lo credo: famiglia, scuola e informazione possono vincere la battaglia più importante del prossimo futuro, quella della conoscenza, la sfida di sempre dell’uomo, da quando è comparso sulla Terra. Una sfida che oggi è messa in pericolo da moderni oscurantismi, che invece di privare le persone delle informazioni, come poteva avvenire nel Medioevo, inondano la gente di talmente tante informazioni, disparate e opposte, che tutto diventa relativo e confutabile. E se non c’è conoscenza non c’è verità e senza verità non c’è giustizia.”

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