Salvini diserta la manifestazione antifascista dopo l’assalto alla Cgil e elogia la piazza no-green pass

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La solidarietà della Lega al sindacato attaccato è durata poche ore. Poi il capo della Lega nonostante sia al governo si è messo a lanciare segnali ai negazionisti, compresi quelli di IoApro che hanno partecipato alle violenze

 

Dopo la sconfitta elettorale Salvini, nel tentativo di recuperare terreno su Giorgia Meloni in una gara tra chi è meno costruttivo e strepita di più, ha accantonato nel giro di pochi minuti la solidarietà dopo l’assalto fascista alla Cgil.

“Noi saremo nei gazebo della Lega, non in piazza” non andremo alla manifestazione che “la sinistra organizza nel giorno del silenzio elettorale, prima dei ballottaggi”. Lo dice Matteo Salvini, nel corso di una diretta Facebook, riferendosi alla manifestazione convocata dai sindacati sabato 16 ottobre, dopo l’assalto alla sede della Cgil di Roma di ieri sera.

“Sono rimasto impressionato da Piazza del Popolo, c’era una mare di gente”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, parlando della manifestazione no green pass di ieri a Roma: “Non togliamo il diritto di vivere, criticare a milioni di italiani, ce ne sono 8 milioni che non sono vaccinati e non hanno il green pass, non entro nel merito del perché, ma hanno diritto di parola anche loro”.

“Non si può impedire a quelle persone di manifestare, non mischiamo quelle famiglie con quei cento criminali”, aggiunge Salvini.

“Ieri a Roma e Milano c’erano tante famiglie, bambini con i palloncini, che non possono essere messi sullo stesso piano di chi urla e spacca”. Bisogna garantire “il diritto a manifestare pacificamente per qualunque idea, come sta avvenendo in questi giorni in tante città”, chiede il leader della Lega.

Dietrologie sul fascista Castellino“Uno degli arrestati aveva il daspo, aveva il braccialetto elettronico, avevano pure chiesto di arrestarlo due volte, ma il giudice aveva detto no, ma ieri era in piazza con il microfono, a inneggiare alla violenza, davanti a migliaia di persone”.

Lo dice Matteo Salvini, parlando di Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, arrestato per le violenze di piazza  a Roma.

“Chi non ha impedito a Castellino di essere in piazza, lui che era ritenuto pericolo? – si domanda il leader della Lega – . A chi è convenuto che la manifestazione di ieri, con tante persone per bene finisse in vacca per colpa di 50 o 100 criminale?”.

Nel mirino di Salvini torna di nuovo la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Chiederemo al ministro Lamorgese che sapeva e che non sapeva. Chi sta facendo il ministro come sta passando il suo tempo? Com’è possibile che Castellino fosse in strada? Chi sbaglia paga, gli estremisti violenti, come il ministro”.

Salvini dimentica che tra gli arrestati per aver partecipato all’irruzione nella sede del sindacato c’era anche il cosiddetto leader dei ristoratori ribelli di #IoApro al quale lui aveva dato a lungo sponda politica, nonostante le restrizioni fossero necessarie per evitare l’infezione, il ricovero o la morte di centinaia di italiani.

(Globalist)

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