I fascisti non esistono, la pandemia nemmeno, la Terra è piatta e la democrazia si difende da sola

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I fascisti sono sempre quelli che non esistono.Imposta immagine in evidenza
Quelli che nessuno vede, nessuno sente, nessuno riconosce.

Il saluto romano? Goliardia. L’appello ai camerati, i brindisi, le teste del duce? Folklore.
Nemmeno la parola, “fascisti”, si pronuncia con tanta facilità (Giorgia Meloni è riuscita ad articolarla dopo giorni dall’inizio dell’affaire Fanpage): meglio un aggettivo passepartout, “nostalgici” – che suona così languido e inoffensivo, nemmeno fosse un tango al crepuscolo, e mette l’accento su una cosa nobile e in fondo sentimentale e un po’ contemplativa, come è la nostalgia, che pare l’esatto opposto della violenza.

E le prese di distanza, quando avvengono, sono sempre piene di distinguo, di fatica lessicale, di esibizioni di voltafrittatismo: “Fascisti sarete voi, che chiamate fascista chiunque non è d’accordo con voi”.
Cose assai subdole, perché da queste marche linguistiche passa la normalizzazione, la banalizzazione di qualcosa che oggi, ottobre 2021, appare semplicemente inconcepibile e assai pericoloso: richiamarsi, a qualsiasi titolo e in qualsiasi circostanza, a valori, idee, motti, personaggi, modalità del fascismo (sì, quello storico, costante alimento di quello che Eco definiva perenne, come un serbatoio d’immaginario, di simbologie: non vederlo con chiarezza è oggi impossibile).
E oggi la responsabilità morale delle forze e dei personaggi politici che, a qualsiasi titolo e con qualsiasi modalità, hanno avuto a che fare con questa galassia di disturbo democratico – anche solo tollerandola, derubricandola, minimizzandola, ignorandola (ma ben sapendo di pescarci dentro, sia pure a occhi chiusi) – è innegabile e precisa e non eludibile.

I fascisti esistono, e lottano assieme a loro. Chiunque siano, questi “loro”. Oggi sono i novax e i nogreenpass (che, tanto per chiarire, è un doppio no: ai vaccini e ai tamponi, di cui il greenpass è solo la certificazione), quelli che appena ieri erano i nochiusure i nolockdown i nostatodemergenza i nomask i nopandemia, e domani saranno i nochissàcosa, i noqualunquecosa i nopurchessia: un universo composito, con una bolla resistente a tutto, a ogni evidenza, e altri strati più mobili e meno strutturati. Novax e nogreenpass che mai hanno avuto ritegno a scendere in piazza fianco a fianco con i più conclamati dei fascisti, i quali ieri hanno fatto nient’altro che quello che i fascisti (storici? perenni? “nostalgici”?) fanno sempre: assaltare le sedi degli avversari, meglio se case del popolo o sindacati, menare le mani, tradurre ogni istanza in violenza. Con l’effetto surreale degli adoratori del manganello e delle polizie che sfidavano i manganelli delle polizie urlando “libertà”.

Ma non chiamateli “infiltrati”, gente cattiva che s’infila di soppiatto, invisibile, nelle pacifiche manifestazioni di liberi cittadini. E oggi è tutta una gara al distinguo, a partire da Salvini che si dice “vicino a lavoratrici e lavoratori che difendono, pacificamente, i loro diritti e le loro libertà”. Come se il greenpass fosse una qualche lesione, di quei diritti e di quelle libertà: detto da una forza di governo, che il greenpass ha istituito e sostiene, è bizzarro almeno quanto i fascisti (storici, perenni, nostalgici, etc. etc.) che protestano contro una “dittatura”.
Ma tant’è, ed evidentemente c’è chi, a furia di strizzare l’occhio di qua e di là, a destra e… a destra, prima o poi diventerà strabico.
Stiamo comunque tranquilli: i fascisti non esistono, la pandemia nemmeno, la Terra è piatta e la democrazia si difende da sola.

(Huffpost)

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