Parla Simona petroselli, candidata in consiglio comunale nella lista Trevignano Partecipa

151

Si può presentare, in due battute, per far conoscere agli elettori la sua formazione, i suoi interessi e le attività – studio, lavoro, iniziative nel sociale – in cui è impegnata?

Da mamma single che ha cresciuto da sola due ragazzi, vivo e combatto per loro, per garantire loro un mondo migliore, più pulito e salutare. Con i miei pregi e i miei difetti, mi sono sforzata di fare dell’esempio un vero e proprio metodo educativo, insegnando loro a rispettare gli animali e l’ambiente. Una passione che ho deciso di assecondare anche professionalmente, studiando scienze agrarie per diventare agronomo paesaggista.

Può parlarci della sua esperienza politica e come si è avvicinata a questo impegno elettorale?

La mia vita è cambiata circa 18 anni fa sono diventata mamma di un bimbo con Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Studiando ho scoperto le correlazioni tra inquinamento ambientale e la caratteristica di mio figlio, che comunque ha anche una familiarità genetica. Non potevo stare con le mani in mano: dovevo fare qualcosa per aiutare i tanti ragazzi eccezionali come Leonardo! Così entrai nel Movimento 5 Stelle, una forza fresca, innovativa, dalla parte dei cittadini, che si basava sulla partecipazione diretta e attraverso il digitale. Grazie ai meet-up M5S ho potuto instaurare rapporti personali con una vasta rete di attivisti, insieme ai quali ho partecipato a comitati locali, assemblee e manifestazioni contro la discarica di Cupinoro. Questa discarica era una minaccia per le popolazioni locali, e grazie ai nostri sforzi siamo riusciti a farla chiudere.

Quali sono gli aspetti del programma elettorale che ritiene fondamentali, quelli che caratterizzano il candidato Sindaco e l’intero gruppo degli aspiranti consiglieri comunali.

La nostra lista si chiama Trevignano Partecipa non a caso. Infatti non ci siamo limitati ad affrontare i temi a noi più cari, ma abbiamo coinvolto direttamente i cittadini. Abbiamo chiesto loro quali fossero le loro esigenze e li abbiamo ascoltati. Il risultato è stata un’idea di città che partisse dalle questioni più essenziali, da aspetti che hanno subìto trascuratezza e che invece incidono profondamente sulla qualità della vita. Strade come Via San Pietro che non hanno un lampione, una distribuzione dei mastelli stradali non adeguata, l’assenza di un’area cani sicura e attrezzata sono forse sembrate cose banali, ma hanno toccato la vivibilità di un territorio dalle grandi potenzialità. Ordine, tranquillità, spazi pubblici, pulizia, rispetto del territorio, mobilità sostenibile sono quanto i cittadini ci hanno chiesto con maggior forza. E siamo determinati a portare queste loro richieste dentro il Palazzo Comunale.

Vorrei ora farle alcune domande su aspetti programmatici specifici

Cosa pensa dei “Beni Comuni”? E’ possibile tutelare i beni comuni, innanzitutto riconoscendo il loro valore, e introducendo strumenti di coinvolgimento vero dei singoli cittadini nelle decisioni?

Solitamente è inteso come bene comune un edificio storico. Tuttavia, credo che nella definizione vadano incluse anche le tradizioni, il paesaggio e la gestione del verde e la vocazione di un territorio, come Trevignano che oggi chiede di recuperare la sua eredità culturale e di avere una classe dirigente che decida di scommettere su queste per creare nuovi posti lavoro. Tornare a rivolgere lo sguardo alle produzioni locali e offrire un aiuto concreto in termini di conoscenze, strumenti e opportunità per le generazioni attuali e future è uno dei punti che mi sta più a cuore e su cui occorre coinvolgere tutta la filiera agroalimentare locale, stimolando un aumento e diversificazione nella produzione e coinvolgendo in maniera fattiva anche il settore della ristorazione, una delle capacità e delle vocazioni locali. Tutti aspetti che noi abbiamo promosso anche tramite la nostra iniziativa “Mangia Trevignanese”. I soldi ci sono, è mancata l’informazione diretta al cittadino, che, invece, quando informato e coinvolto, dimostra interesse e voglia di fare. I trevignanesi sono un popolo determinato, composto da lavoratori volenterosi. Grazie alle sue specificità, Trevignano ha tanto da offrire per i trevignanesi e per il commercio.

– – – RIFIUTI – – –

Pensa che il Comune debba prestare più attenzione al monitoraggio di Cupinoro, con controlli all’interno della “montagna” di rifiuti e con il monitoraggio di aria, acqua e terreni circostanti?

Le Agenzie regionali come ARPA svolgono analisi annuali che vengono pubblicate “in chiaro” e il Comune, nell’era della digitalizzazione, potrebbe rivolgere un servizio alla cittadinanza recuperando e diffondendo informazioni ai cittadini. Cupinoro purtroppo, dopo i periodi più concitati dell’affaire circondariale, sembra non essere stata seguita con sufficiente attenzione e mentre nei livelli istituzionali più alti i lavori andavano avanti, non c’è stata una vera partecipazione attiva di questa amministrazione che non ha fatto sentire il suo peso politico.

Pensa che la Regione debba dedicare più risorse alla gestione di Cupinoro, guardando in una prospettiva non di lungo termine ad un recupero vero di quell’area?

Mi piace guardare a cosa può fare un’amministrazione comunale quando si trova a vivere in un territorio con una discarica confinante. Una proposta potrebbe essere quella di costruire, guardando in prospettiva e non solo ai cinque anni di mandato elettorale, un ambito territoriale in cui i territori di Anguillara, Bracciano, Trevignano, Manziana possano sedersi intorno ad un tavolo per creare un polo di piccole e medie imprese per il riutilizzo, la riparazione e il ritorno in commercio di materiali recuperati come la latta e il vetro, potremmo recuperare materiali nobili, smetteremmo di produrre rifiuti e inizieremo a guadagnarci. E’ un obiettivo difficile e alto ma sono certa che se ci impegniamo, possiamo raggiungerlo.

Quali pensa siano gli interventi principali per potenziare la raccolta differenziata (porta a porta)? Pensa che la “tariffa puntuale” – i cittadini pagano in funzione dei rifiuti non differenziati prodotti – debba essere introdotta rapidamente, e in che tempi lo si potrebbe fare a Trevignano ?

Trevignano è un paese virtuoso e il porta a porta qui funziona con risultati davvero buoni grazie all’impegno dei cittadini e dei nostri operatori che conoscono molto bene il territorio e svolgono un servizio impeccabile, purtroppo gli sforzi dei cittadini vengono vanificati da una gestione di raccolta stradale durante il weekend – quando Trevignano si popola di turisti – che produce tonnellate di indifferenziata. Come M5s locale abbiamo più volte chiesto pubblicamente di togliere i mastelli per l’indifferenziata, facendo spazio a punti per la differenziata dislocati in diverse zone di Via della Rena. Non abbiamo ricevuto risposte, quello che è stato fatto è stato mettere tre punti troppo ravvicinati tra loro e senza indicazione su quale materiale conferire. Vogliamo anche istituire, insieme a Federica Montanucci, la tariffa puntuale che permette ai cittadini di pagare secondo la quantità di indifferenziata prodotta.

Ferme restando le inadempienze del Comune di Roma e l’inadeguatezza degli impianti di trattamento nel Lazio, pensa che Trevignano e i Comuni del territorio – singolarmente o in forme aggregate – possano e/o debbano dare un contributo per colmare questa carenza, ad esempio realizzando impianti di compostaggio?

Investire pubblicamente sulla realizzazione effettiva di una rete di compostiere dislocate sull’area comunale può e deve diventare una carenza colmabile per dare la possibilità anche a chi vive in appartamento di accedere ad un abbassamento della tari che oggi, invece, è preclusa a chi ha gli spazi e può posizionare la compostiera domestica a 100mt dall’abitazione.

 – – – – – – –

 – – – PISTA CICLABILE CIRCUMLACUALE – – –

Ritiene che questa opera sia importante, o addirittura fondamentale, per lo sviluppo del turismo e della qualità di vita dei residenti?

La circumlacuale è un’opera strategica importante per il territorio che però da sola, non può essere considerata un vero volano per l’economia e il turismo del territorio. Ha bisogno di altre e numerose azioni come il ripristino dei sentieri naturali, la realizzazione di una rete ciclopedonale interna alle vie del paese e che oggi invece è completamente assente: incentivare le persone a spostarsi scegliendo la bicicletta è un segnale importante che dimostra come oggi chi si propone deve essere al passo con i cambiamenti che si stanno realizzando in tutta Europa. Migliorare la rete sentieristica e crearne una ciclopedonale sono uno dei tasselli che aiuterebbe l’economia trevignanese, diventando un vero richiamo turistico per intere famiglie e appassionati e che porterebbe un’ulteriore forma di sviluppo economico per tutto il paese.

Ritiene che debba essere realizzata in tempi rapidi, 2-3 anni, e che a questo fine sia indispensabile una azione corale dei Comuni interessati, Roma compresa, di pressione e cooperazione con la regione?

L’Amministrazione uscente ha dichiarato più volte come i lavori stiano per partire, seguirò tutta la vicenda ma non credo che potrà essere realizzata in tempi così brevi. Se vinceremo e diventeremo amministrazione, sarà uno dei temi su cui apriremo un dibattito sereno e partecipato.

 – – – – –

INFINE:

Come pensa si possa agire per aumentare le collaborazioni fra Comuni?
Su quali argomenti? Con quali strumenti?

Dalla discarica di Cupinoro all’aumento dei collegamenti pubblici, le amministrazioni dei Comuni che ricadono sul lago possono e devono sforzarsi di cooperare e collaborare al fine di aumentare la vivibilità e le opportunità per tutti. Sono in squadra con Federica Montanucci che è l’espressione di sintesi dell’intero gruppo, si è distinta per capacità di aggregazione. Sono sicura che se vinceremo saprà portare una visione lungimirante e saprà costruire una collaborazione leale con i nostri vicini.

Il Covid ha evidenziato disuguaglianze e ingiustizie già esistenti, purtroppo amplificandole: come pensa che possa operare il Comune per invertire la tendenza?

Come ho spiegato fino ad ora, l’amministrazione deve rendersi strumento dei cittadini per offrire opportunità lavorative e di sviluppo. Nel programma abbiamo inserito lo sportello europa, un’iniziativa del vice presidente dell’europarlamento Fabio Massimo Castaldo di facile realizzazione ma soprattutto efficace e produttiva. Abbiamo intenzione di offrire un servizio fisico una o due volte a settimana, attivo online 7 giorni su 7 e seguito da laureandi nelle materie economiche, quindi tirocinanti aggiornati, in cui chiedere informazioni sui bandi pubblicati, indicazioni per presentare progetti per accedere e vincere. Lo sportello sarà connesso in rete con gli altri così da avere la possibilità di offrire un servizio in continuo aggiornamento e che possa rispondere davvero alle esigenze di tutti. Nelle fasi più dure della pandemia le persone hanno avuto bisogno di sostegno economico, oggi hanno bisogno di strumenti che rispettino la loro dignità.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui