30 Gennaio, 2023
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PARLA SIMONA FICCARDI, EUROPA VERDE, CANDIDATA IN CONSIGLIO COMUNALE A ROMA

Simona Ficcardi, consigliera uscente di Europa Verde, si ricandida al Consiglio Capitolino. Cosa contesta alla Giunta uscente?

Tutto quel che si può contestare. Un “governo di cittadini” che ha tradito non promesse ma veri impegni presi con le comunità più sofferenti del territorio capitolino. Imperdonabile, anche vista l’occasione seria di cambiamento rappresentata da questa Consiliatura. Io vengo da Malagrotta, la mia attività in tema rifiuti ha riguardato prevalentemente tutte le aree stuprate ambientalmente da insediamenti impiantistici insostenibili e insopportabili. La Sindaca e il suo “Raggio Magico” sono passati dall’inerzia e dalla bagarre propagandistica, in un eterno scenario da campagna elettorale o meglio pubblicitaria, a scegliere la discarica di Monte Carnevale limitrofa a Malagrotta, che poi si è saputo essere di proprietà del più grande soggetto economico privato proprietario di discariche del Lazio. Gli scossoni giudiziari che hanno riguardato anche la Regione riguardano un sito di smaltimento improponibile e che è stato scelto dalla Giunta Capitolina la notte di capodanno del 2019.

La situazione della raccolta differenziata a Roma è imbarazzante: per Ispra è aumentata del solo 0,1% in cinque anni e addirittura negli ultimi mesi abbiamo assistito alla marcia indietro sul Porta a Porta da quartieri in cui era partito. Le proposte sugli impianti si limitano ai due compostaggi “monstre” di Cesano e Casal Selci (data la dimensione evidentemente pronti ad essere convertiti in biogas, violando la gerarchia dei trattamenti stabilità per legge). Ama è stata condotta quasi al fallimento e suoi bilanci approvati solo in chiusura di Consiliatura. Anche il regolamento rifiuti è rimasto datato al 2004. Avevo proposto il suo aggiornamento impegnando la giunta con atti di indirizzo, approvati oltre la scadenza naturale dell’attività di ordinaria amministrazione Capitolina. Ancora, la variante di tutela in Valle Galeria, su cui l’impegno era stato votato nel 2018, è rimasta a lungo lettera morta e portata a termine solo per spot elettorale gli ultimi mesi di mandato.

Proposte ne ho avanzate tante: dall’individuazione dei siti in Città Metropolitana come chiede la legge, alla separazione della frazione organica (che ridurrebbe l’indifferenziato rendendo meno problematica la scelta di siti per impianti e discariche piccoli, diffusi e pubblici), alle competenze di valutazione e autorizzazione di impianti che si poteva chiedere fossero delegati con legge dalla Regione (come prevede l’art. 118 della Costituzione e come già avvenuto per altri settori). Nulla è stato fatto: non solo non si è condiviso quanto proponevo, ma si è proseguito nell’inerzia che ha avvantaggiato i soliti noti e danneggiato i soliti territori già violentati: vedi la Valle Galeria tra Malagrotta e Malnome, ma anche il Salario con l’incendio del TMB – che pure non ha eliminato i disagi, derivanti anche da roghi tossici e abbandono abusivo – oppure Rocca Cencia, il IX Municipio, funestati anche da altri insediamenti pericolosi.

E oltre ai Rifiuti?

Stessa logica di inerzia, che diventa in qualche caso eccessiva solerzia quando conviene a taluni, sempre a danno della vivibilità e chiudendosi a ogni confronto. Si pensi alla vicenda dello Stadio della Roma. Oppure alla gestione dei piani di zona dove a guidare verso le revoche delle Convenzioni violate è stata la Regione, nonostante in Comune ci lavorassimo da molto prima). Per non parlare poi di insediamenti vergognosi che neanche “le giunte precedenti” avevano avuto il “CoRaggio” di portare a conclusione: per fare alcuni esempi si pensi a Fosso delle Tre Fontane, Piazza dei Navigatori, Fontana Candida, S. Palomba. Anche sull’edilizia residenziale pubblica la Raggi ha preso voti tra la la popolazione in sofferenza abitativa nel 2016, per poi pianificare migliaia di sfratti negli anni seguenti, gestendo le case popolari dalla direzione patrimonio e quindi affrontando con un approccio contabile le problematiche che vivono i quartieri fragili.

Anche riguardo le politiche per la disabilità possiamo dire: “tutto fumo e niente arrosto”. Un regolamento per il trasporto disabili rimasto inefficace e a misura di pochi – sia tra utenti che soggetti esercenti – e il problema delle barriere architettoniche in larga parte irrisolto. E ancora, politiche sugli animali nel guado e affrontate solo a misura di spot, accusando la regione anche dei problemi di ordine pubblico causato da una gestione cinghiali che non si è voluta affrontare, un regolamento benessere animali approvato troppo tardi per produrre effetti, salvo quelli elettorali. Insomma, come in passato, le scelte a vantaggio di pochi sono state anche eccessivamente veloci, audaci e prove di confronto. Per quelle a vantaggio dei più, e soprattutto i più deboli, non si è visto invece nulla, salvo qualche intervento in extremis a scopo elettorale.

Perché milita in Europa Verde e perché si dovrebbe votare Europa Verde a Roma?

Perché oggi che il “green” va di moda – molto spesso sotto forma di “greenwashing” e consentendo le solite concentrazioni di potere e ricchezze, anche naturali – noi Verdi siamo il soggetto che per primo in Italia ha parlato di Ambiente. E oggi possiamo con molta più credibilità parlare di Ecologia, un concetto che alla sostenibilità economica aggiunge quella sociale, fatta di esercizio di diritti per tutte e tutti, di redistribuzione delle ricchezze. Ogni volta che si viola la sostenibilità ambientale si genera uno squilibrio economico, che noi combattiamo frontalmente e senza le contraddizioni tipiche invece di altri soggetti politici, che si definiscono ecologisti ma risultano poco credibili, giudicando dalla fede ecologista davvero poco credibile dei candidati o candidate, specie laddove si presentano in continuità con chi è responsabile di tutto quanto sopra esposto.

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