Verde e ambiente a Roma: i programmi e le proposte dei candidati sindaco

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La gestione del verde, tra parchi, alberi e giardini. La fotografia dell’agenzia capitolina sui servizi e le proposte dei quattro principali competitor nella corsa al Campidoglio.

 

Pochi operatori e pochi interventi di manutenzione, per una città che vanta una superficie enorme di parchi e giardini da gestire. E’ questa la fotografia che l’A.Co.s. l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali della Capitale, ha scattato sulla situazione del verde urbano di Roma.

Il verde, un patrimonio cittadino

Nella città, la percentuale di superficie destinata la verde pubblico, è pari al 35%. Un’estensione considerevole che si compone di parchi e riserve naturali, non tutte gestite dal Campidoglio. La quota di quelle che sono assegnate al Dipartimento Tutela Ambientale del Comune supera comunque i 41milioni di metri quadrati. Numeri che rendono Roma una delle metropoli più verdi d’Europa, con un invidiabile patrimonio arboreo che, solo considerando gli alberi disseminati lungo le strade, raggiunge le 119mila unità.

Le maggiori criticità

A fronte di tanta ricchezza, non mancano le criticità. Dall’indagine condotta da A.co.S. sul tema del verde urbano, indagine che si è svolta nella primavera estate del 2021,  emerge un incremento nel numero di giardinieri ed anche “un aumento degli impegni di spesa in economia e per  gli affidamenti estern”i. I maggiori investimenti, però, secondo la valutazione  dell’agenzia che monitora i servizi pubblici della Capitale,  sono stati letteralmente  “vanificati” da una serie di criticità quali “una mancanza di progettualità unitaria”, la “poca chiarezza sulle competenze di gestione tra strutture centrali e periferiche” ed “il calo degli interventi di manutenzione”.

Pochi giardinieri

Per quanto riguarda le manutenzioni, dal 2015 al 2020, quelle di competenza del Servizio Giardini hanno fatto registrare una diminuzione che in sei anni è stata complessivamente del -57%. E questo è avvenuto in un contesto in cui la spesa unitaria corrente (impegni di spesa, euro/mq, +35%) è cresciuta, come del resto è aumentato il numero dei giardinieri. A tal riguardo il trend è stato invertito visto che, dal 2000 al 2017, gli operatori comunali che si devono prendere cura del verde erano sempre diminuiti. Invece tra il 2018 ed il 2020 sono aumentati di 69 unità arrivando ad attestarsi nel 2020, a 377 giardinieri. Comunque pochi rispetto ai 1200 del 1995.

La percezione dei romani

La percezione dei romani è però che gli interventi manutentivi siano insufficienti ed infatti la “pulizia ed il decoro delle strade, la necessità di diserbo e cura delle aiuole e del verde” è stata considerata, dai cittadini interpellati nell’indagine di A.co.S., come la seconda cosa da migliorare in città, a testimonianza della priorità che i romani continuano ad attribuire alla gestione del verde.

Il programma di Carlo Calenda

Il programma di Carlo Calenda per la gestione del Verde Pubblico cittadino si articola su un doppio binario: gli interventi da realizzare nell’immediato e quelli previsti nel medio termine. Il leader di Azione parte da un piano di pulizia straordinaria della durata di un anno e, sempre nel breve periodo, promette la riorganizzazione del Servizio Giardini e la messa a bando dei Punti Verde Qualità. Considera anche una priorità la lotta alla cocciniglia tartaruga, anche se lì scrive che serve un decreto ministeriale. Non ultimo mira a completare il decentramento del verde, assegnando ai municipi le aree fino ai 20mila mq. Nel medio periodo Calenda punta ad affidare la gestione di tutti gli interventi di cura del verde ad un unico soggetto per Municipio, il Global Service. Chiede di trasferire al comune la gestione dell’ente regionael Roma Natura  e punta alla creazione di un unico soggetto per la gestione delle Ville Storiche. Non ultimo Calenda mira alla costruzione di “mille nuove aree per bambini” oltre che di “spazi attrezzati per chi fa sport” all’aria aperta.

  Verde e ambiente: il programma di Carlo Calenda

Il programma di Roberto Gualtieri

Anche per Roberto Gualtieri una delle priorità nella gestione del verde pubblico riguarda il rafforzamento del Servizio Giardini. Ed anche nel programma del candidato di centrosinistra, trova spazio l’obiettivo di decentrare ai municipi la gestione delle aree verdi sotto i ventimila metri quadrati. L’ex ministro punta anche sulla valorizzazione del ruolo dei cittadini, il cui protagonismo va messo nero su bianco nel Regolamento dei Beni Comuni. In materia di contrasto della cocciniglia tartaruga, il candidato sindaco di centrosinistra punta all’elaborazione di  “una task foce per attuare un piano emergenziale”. Invece per quanto riguarda gli interventi destinati alla manunteizone del verde verticale ed orizzontale, Gualtieri ha inserito nel programma l’intenzione di affidarsi ad “appalti unici”.

Verde e ambiente: il programma di Roberto Gualtieri

Il programma di Virginia Raggi

Sul verde sono numerose le proposte che Virginia Raggi dichiara di voler realizzare. Uno dei primi punti del programma riguarda l’incremento sia delle risorse umane che dei mezzi in forze al Servizio Giardini, che dovrebbe beneficiare anche del rilancio dell’apposita Scuola di formazione. La candidata del M5s ha inserito inoltre nel programma un maggiore controllo dei parchi pubblici, anche attraverso il ricorso a videocamere. Sugli alberi ha previsto l’ “Adozione di sistemi di sensoristica avanzati” per rilevare le loro condizioni di salute e stabilità ed ha promesso Interventi fitosanitari massivi per il contrasto della Cocciniglia del Pino. Nel programma si fa riferimento anche all’impegno di pubblicare sul sito del Comune delle banche dati sul patrimonio verde. Non ultimo Raggi ha promesso di arrivare a concludere l’iter per l’approvazione del regolamento sugli orti urbani, che nel corso del suo mandato si è fermato alla delibera di giunta.

(RomaToday)

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