Rifiuti a Roma: i programmi e le proposte dei candidati sindaco

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La gestione dei rifiuti a Roma La fotografia dell’agenzia capitolina sui servizi e le proposte dei competitor nella corsa al Campidoglio.

 

Scarsa qualità della raccolta differenziata, il dato del “porta a porta” che non cresce dal 2016 e la carenza degli impianti. Sono queste le principali criticità segnalate dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale, in tema di rifiuti.

La situazione dei rifiuti a Roma

“Il servizio di igiene urbana è uno dei più critici per la capitale” ha premesso l’agenzia che sulla materia ha condotto, tra la primavera e l’estate 2021, un’indagine tra i cittadini. I romani, interpellati sulla questione, hanno puntato l’indice soprattutto nei confronti della sporcizia nelle strade e nei passaggi, ritenuti insufficienti, degli operatori incaricati di raccogliere i rifiuti. Non sono mancate le critiche anche nei confronti die comportamenti scorretti che, nel degrado, tendono a proliferare.

Per quanto riguarda l’organizzazione della raccolta, l’Acos ha segnalato che dal 2012 al 2015 la differenziata è passata dal 26 al 41%, soprattutto per effetto dell’estensione del porta a porta che in quel periodo è passato dal 6 al 29%.  Negli anni successivi la crescita della differenziata è stata molto più lenta ed oggi si attesta tra il 44 ed il 45%. Anche perché non ha potuto confidare nell’incremento del PAP la cui percentuale è rimasta “ferma al 33% del 2016”.

Pertanto anche se Roma ha una percentuale più alta di altre capitali europee di Raccolta differenziate (Berlino 39% Parigi 34%) la sua scarsa qualità non ne permette un pieno ciclo. E soprattutto, com’è stato evidenziato nel rapporto di fine mandato illustrato dall’Acos, l’impiantistica di trattamento dei rifiuti si basa a Roma su un obiettivo del 65% di differenziata. Visto che però nella Capitale è ferma al 45% viene, con l’attuale impiantistica, “pregiudicata la chiusura di un ciclo sostenibile di gestione dei rifiuti”.

La pulizia delle strade al momento è “l’indicatore di qualità erogata più lontano dall’obiettivo contrattuale”è stato ricordato da Acos (vedi figura successiva). Al riguardo i  romani ritengono che le criticità della pulizia dipendano principalmente dal numero insufficiente degli interventi e pertanto il loro incremento rappresenta la priorità assoluta. Per alcuni cittadini una soluzione possibile va ricercata nel “trasferimento delle responsabilità ai Municipio” a cui dal 2021 è stato demandato il compito del diserbo. Non è un compito legato direttamente alla pulizia. Ma nella percezione dei cittadini viene comunque segnalato per il forte impatto che ha sul decoro urbano.

Il programma di Calenda

Per riportare la pulizia nelle strade della Capitale Calenda ha previsto, nel proprio programma, un piano di spazzamento, raccolta foglie e rimozione infestanti da attuare nei primi 12 mesi, al costo di 40 milioni. Dal punto di vista degli impianti, nell’immediata, ha prospettato d’incominciare con il ricorso a tritovagliatori ed impianti di prossimità. Nel frattempo il leader di Azione propone di creare 3 impianti per ricavare biometano dall’organico, 3 piattaforme per valorizzare plastiche e vetro, un impianto per riciclo di carta e cartone , un’officina per il riciclo degli ingombranti ed una bioraffineria per la trasformazione dei rifiuti in biocombustibili e idrogeno. “E’ un Piano dal valore di circa 800 milioni di euro, quanto abbiamo speso in 5 anni mandando TIR in giro per tutta Italia” si legge nel programma. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, Calenda punta sulla creazione di isole ecologiche e sull’estensione del porta a porta all’80% delle utenze non domestiche.

Il programma di Carlo Calenda

Il programma di Gualtieri

Portare la raccolta differenziata sopra il 50% entro i primi due anni e tra il 65 ed il 70% entro fine consiliatura; dotare Roma degli impianti e ridurre la TARI del 20% in 5 anni. Questi sono gli obiettivi principali che, in materia di rifiuti, Roberto Gualtieri ha indicato nel propro programma. Per realizzarli prevede la realizzazione di massimo 3 impianti di tritovagliatura con cui pre-trattare 1.000 tonnellate d’indifferenziata al giorno e la pubblicazione di una gara per due impianti di compostaggio: Nel medio periodo il candidato di centrosinistra vuole aumentare i centri di raccolta, portandoli ad uno ogni 50mila abitanti, potenziare gli impianti di Maccarese e costruire un TMB nuovo per arrivare alla chiusura di quello di Rocca Cencia. Gualtieri prevede anche la realizzazione di 2 discariche di servizio. Nel programma dell’ex ministro si fa riferimento inoltre ad un “patto per il lavoro“ con i dipendenti dell’Ama ed alla creazione dell’“Ama di Municipio“ con 15 sezioni aziendali e manager di zona. E’ prevista anche la riorganizzazione del servizio di spazzamento e raccolta oltre che una pulizia straordinaria. Obiettivi, questi ultimi, da realizzare nell’immediato.

Il programma di Roberto Gualtieri

Il programma di Raggi

Il programma elettorale di Virginia Raggi, in materia di rifiuti, contempla una serie di misure come la riduzione della TARI, anche per i commercianti che sostengono la lotta allo spreco alimentare, e l’introduzione di “repair cafè” per allungare la vita degli oggetti danneggiati. La Sindaca prevede anche la sostituzione dei cassonetti stradali e domiciliari, con lettura RFID ed il ringiovanimento del parco mezzi di Ama. Per quanto riguarda la chiusura del ciclo dei rifiuti, nel suo programma Raggi ha inserito la realizzazione di 2 impianti di compostaggio, a Casal Selce e Cesano; 2 impianti di selezione della frazione secca differenziata, di cui uno a Rocca Cencia con la chiusura e riconversione del TMB esistente. La candidata del M5s punta inoltre su 4 stazioni di trasferenza, 17 isole ecologiche, una ogni 70mila abitanti, ed ha annunciato l’intenzione di acquistare un TMB con un fondo di 100 milioni.

(RomaToday)

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