Il comune “paga” i bambini per andare a scuola in bicicletta – (non in Italia)

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Succede a Bruxelles: l’arrivo a lezione e la partenza verso casa degli alunni viene registrata da un chip. Per ogni percorso si ricevono 10 centesimi.

 

Dare una ricompensa ai bambini che vanno a scuola in bicicletta anziché farsi accompagnare dai genitori in macchina. L’idea originale è venuta agli amministratori di Woluwe-Saint-Pierre, comune nell’area vasta di Bruxelles. Il piano è diventato realtà grazie all’aiuto della tecnologia: gli alunni hanno ricevuto un chip da appendere alla bici. Il loro arrivo a lezione e la partenza verso casa sono registrati da un terminale installato all’ingresso delle otto scuole sparse per il comune. Ogni partenza e arrivo assegna loro un “buck”, una moneta virtuale che equivale a 10 centesimi.

Dare soldi ‘veri’ ai bambini sarebbe stato pericoloso e, avranno pensato gli amministratori comunali, potenzialmente diseducativo. Meglio ricorrere ai “buck”, che vengono accettati nei negozi del comune per acquistare articoli adatti ai bambini, come un biglietto per il cinema locale, l’ingresso in piscina o un gelato. Un modo che garantisce, tra le altre cose, che i ‘soldi’ dei bambini rimangano in circolazione nell’economia locale.

Hanno già aderito all’iniziativa una dozzina di partner commerciali, ma il comune spera di attirarne presto dei nuovi. Oltre al cinema e alla piscina, i piccoli ciclisti possono già spendere la paghetta virtuale in una panetteria, una macelleria, una libreria e un club sportivo.

Mentre i bambini intervistati dalla rete televisiva Rtl sembrano entusiasti di guadagnare per andare a scuola su due ruote, il dibattito tra gli adulti si è concentrato sulla necessità di premiare o meno gli alunni per usare la bici. Ma Alexandre Pirson, l’assessore alla Mobilità di Woluwe-Saint-Pierre, ha pochi dubbi: “Viviamo in una società in cui puniamo molto”, ha dichiarato alla stampa locale. “Porti fuori la spazzatura nel giorno sbagliato e ricevi una multa, guidi troppo veloce e ricevi una multa. Ma pochissime volte riceviamo una ricompensa”.

Invece, “la ricompensa dà energia alle persone, a differenza di una sanzione che le paralizza”. “E così, pensando a questo aspetto, abbiamo discusso di come incoraggiare comportamenti positivi di mobilità con un incentivo”, ha raccontato l’assessore. “Le ricompense attraverso la gamification (cioè il gioco, ndr) sono sempre più in voga tra i giovani, soprattutto tramite i giochi per smartphone, quindi abbiamo optato per questa valuta virtuale locale”. Il progetto potrebbe presto essere esteso agli studenti di tutte le età e ripensato per premiare anche chi va a scuola o all’università a piedi o coi mezzi pubblici.

(RomaToday)

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