Gualtieri incontra le comunità straniere di Roma: “Loro culture arricchiscono città”

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Il candidato sindaco del centrosinistra con una rappresentanza degli stranieri che vivono nella Capitale. Nel programma la sezione Roma e il Mondo per le politiche di integrazione: “E’ da sempre città aperta, inclusiva, accogliente e non può smarrirsi”.

 

Indiani, pakistani, bengalesi, cinesi, eritrei, peruviani, marocchini e afghani. Il candidato sindaco del centrosinistra Roberto Gualtieri ha incontrato una delegazione dele comunità di Roma, in rappresentanza dei quasi 400mila romane e romani di origine straniera. Lungo applauso quando l’ex ministro si è detto d’accordo con la battaglia per lo ius soli, che sta conducendo il segretario del Pd Letta.

Gualtieri incontra le comunità straniere di Roma: “Loro culture arricchiscono città”

Gualtieri ha inoltre detto che i cittadini stranieri devono partecipare alle scelte dell’amministrazione, “come parte della cittadinanza romana e non come tante comunità separate”. Ad ascoltarlo anche alcuni dei candidati di origine straniera che si presentano per il Campidoglio e per i Municipi nelle sette liste che sostengono la sua candidatura: fra questi anche Lin Yfan e Samir Abdelkhalik nei giorni scorsi raggiunti da una valanga di insulti razzisti e sessisti: “Per noi queste offese sono inaccettabili” – ha scritto Gualtieri a margine dell’inciontro sul proprio profilo Facebook.

Gualtieri: “Roma città aperta, inclusiva, accogliente”

“Roma è da sempre una città aperta, inclusiva, accogliente. Negli ultimi anni questa vocazione si è smarrita. Invece le tante comunità straniere arricchiscono la nostra città con le loro culture”. Gualtieri ha spiegato i punti del programma: prima quello relativo alla “città dei 15 minuti”, che prevede servizi scuole, sanità, verde, trasporti, a portata di mano in ogni quartiere; poi si è soffermato sulla sezione “Roma e il mondo” che prevede la creazione in Campidoglio e nei Municipi di figure di coordinamento per associazioni e comunità, sportelli per la cittadinanza che favoriscano integrazione tra culture, rete dei centri interculturali, ufficio contro le discriminazioni.

Nel programma Roma e il Mondo pe r le politiche di integrazione

“Nella nostra visione di città, pensiamo che Roma debba recuperare il tempo perduto: ricucire, ricostruire una relazione nei confronti delle persone che vivono e abitano qui, e tornare ad essere una grande metropoli con respiro internazionale, in Europa e nel Mediterraneo. Servono politiche più avanzate di integrazione, con ad esempio sportelli per dare informazioni e assistenza sulla cittadinanza,  un vasto piano per l’intercultura, per favorire il dialogo tra le tante culture diverse che arricchiscono la nostra città,  un osservatorio contro le discriminazioni per andare a vedere cosa succede nelle scuole, sul territorio e costruire politiche attive di integrazione. Tutte le culture e i valori possono dialogare. Si può essere orgogliosi delle proprie origini e al tempo stesso – ha concluso Gualtieri – confrontarsi con altre culture, imparando tantissimo. Contaminarsi non significa rinunciare alla propria storia culturale ma arricchirla e proiettarla nella modernità”. 

(RomaToday)

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