Elezioni Roma, Raggi alla Caffarella dimentica i problemi del parco: “L’ampliamento promesso è fermo al palo”

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Il Comitato per il parco della Caffarella contesta l’inerzia del Campidoglio: “Gli sgomberi previsti si sono fermati nel 2019 ed hanno riguardato solo due ettari. Ne mancano ancora 12”

Una domenica di sole in uno dei polmoni verdi più apprezzati dalla Capitale. Ha scelto il parco della Caffarella la Sindaca per lanciare i candidati delle liste che la supportano nella corsa in Campidoglio.

L’ampliamento atteso

L’appuntamento, che ha visto la presenza anche di Alessandro di Battista e della deputata grillina Carla Ruocco, non ha invece fatto registrare la partecipazione del comitato della Caffarella. “Siamo stati tentati di presentarci per mostrarle cosa rispose, nel 2017, alla nostra interrogazione d’iniziativa popolare. Noi chiedevamo di procedere alla riacquisizione dei 14 ettari di parco che il Comune, pur avendo già espropriato, aveva lasciato in mano ai vecchi proprietari” ha spiegato Roberto Federici, del Comitato per la Caffarella. La Sindaca, all’ epoca dell’interrogazione, rispose che il Campidoglio si sarebbe adoperato per riacquisire queste aree.

Cosa prevede l’ampliamento

Di quali superfici si sta parlando? Per allargare il perimetro del Parco della Caffarella nel 2005 il Comune aveva provveduto ad espropriare circa 14 ettari di verde, in gran parte con accesso da via Appia Antica. Le aree in questione erano però state lasciate in detenzione ai vecchi proprietari, anche se nel frattempo erano stati indennizzati per la rinuncia a questi spazi. Si tratta di luoghi di rilievo tanto sul piano storico quanto su quello naturalistico, visto che includono tanto il primo miglio della Regina Viarum che la zona umida dell’Acquataccio. Ai primi interventi di recupero, avviati nell’ottobre del 2019 , non ne sono seguiti degli altri.

Gli sgomberi fermi

A distanza di anni l’ampliamento si è realizzato solo in minima parte. Il Campidoglio nel 2019 ha infatti disposto il recupero di circa 14 ettari di verde. Tuttavia gli sgomberi, avviati nell’autunno di quello stesso anno, sono stati soltanto due. E le aree recuperate, quella che circonda il tempio di Geta e quella dove sorgeva un concessionario automobilistico, restano inaccessibili al pubblico, off limits.

Le denunce

“Non si capisce perché l’amministrazione non abbia proseguito, mancano ancora 12 ettari” continua a ripetere, ormai da mesi, il Comitato che per sollecitare la ripresa delle attività ha presentato anche degli esposti in Procura ed alla Corte dei Conti.  Una sorta di enigma perchè, ricordano comunque dal Comitato per la Caffarella  “questa è stata la sola amministrazione, a fronte di aree espropriate nel 2005, ad essere attivata su questo tema”. Lo ha fatto però solo in parte, avviando un lavoro che da due anni attende di essere completato.

Fermi anche i lavori di riqualificazione

C’è anche un’altra questione che riguarda il parco dove la sindaca ha scelto di lanciare il “pic nic” con i propri candidati ed elettori. Riguarda la manutenzione. Con una delibera la giunta Raggi aveva previsto lo stanziamento di 1 milioni e seicento mila euro per la Caffarella. Anche qui, come nel caso degli sgomberi, l’amministrazione è partita bene, ma si è arenata. “Non sappiamo a che punto sia quell’iter e quindi neppure se e quando è previsto che partano i lavori” ha confermato Federici, storico attivista del Comitato. Domenica 12 settembre non c’è stata occasione per confrontarsi con la Sindaca. “Abbiamo atteso un paio di ore il suo arrivo – si è presentata in ritardo– e comunque sarebbe stato difficile incontrarla” ha ammesso Federici. Ma le questioni che riguardano il parco, dall’ampliamento ai lavori di ristrutturazione, attendono comunque una risposta.

(RomaToday)

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