“Strasburgo boccerà improcedibilità, irrealistico taglio 40% dei tempi”

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Anm critica riforma processi e incalza governo su Csm.

 

Una soluzione “insoddisfacente” e che va incontro a una quasi certa bocciatura da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo. L’Associazione nazionale magistrati, alla prima riunione dopo la pausa estiva del suo Comitato direttivo centrale, torna all’attacco della norma sulla improcedibilità in materia di prescrizione, contenuta nella riforma del processo penale, perché non è possibile “che lo Stato abdichi alle sue prerogative se vengano superati tempi ragionevoli per l’accertamento dei reati”, come dice il segretario Salvatore Casciaro. Ma non protesterà né con lo sciopero, né con altre forme di mobilitazione .

La critica arriva mentre nel governo è forte l’esigenza di stringere i tempi: entro dicembre devono essere approvate le riforme del processo penale e civile della ministra Marta Cartabia, ora al Senato e al cui varo l’Unione europea ha subordinato il complesso dei fondi destinati all’Italia con il Recovery. L’obiettivo del governo Draghi è velocizzare la giustizia, considerata una priorità per “mettere fine alla stagnazione economica”, come sottolinea il Wall Street Journal in un articolo. Il timore dell’Anm è ora che l’esecutivo proceda a “tappe forzate” senza “rimediare all’irrazionalità di questa scelta”, esplicitato dal presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia proprio con riferimento alla norma sulla improcedibilità: quella cioè che fa finire comunque il processo anche se non si è arrivati alla sentenza, trascorsi inutilmente 3 anni per il giudizio di appello (secondo la norma transitoria ,ma 2 a regime, con uno statuto speciale per i reati di mafia e terrorismo). Se alcuni dei difetti iniziali sono stati corretti, a preoccupare ora è “l’ampio potere” assegnato ai giudici di disporre proroghe di questi termini.

Le critiche investono anche la riforma del processo civile.
L’obiettivo – contrattato con l’Unione Europea di tagliare del 40% i tempi di definizione dei giudizi – viene giudicato dai vertici dell’Anm “non realistico”. E se sulle riforme dei processi sarebbe meglio fermarsi a ragionare, l’Anm incalza invece il governo a “fare in fretta” quella del Csm: è “improcrastinabile” , visto che tra un anno andrà rinnovato e farlo senza nuove regole potrà portare a un’ “ulteriore delegittimazione dell’organo consiliare”, la cui immagine è stata compromessa dallo scandalo sulle nomine dei magistrati agli incarichi direttivi. Scandalo su cui l’Anm fa esplicita autocritica: nelle nomine “anziché premiare il merito,” è “stata troppo spesso privilegiata l’appartenenza associativa, il rapporto di contiguità o di amicizia ovvero l’impropria logica di scambio”. Prassi che “non è più possibile tollerare”.

(Huffpost)

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