Raggi: “I fondi del PNRR sono il colpo d’ala per rilanciare Roma”

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La Sindaca insiste su risorse speciali e maggiori poteri per sbloccare la Città, a partire dalla macchina amministrativa.

 

Senza fondi e una loro accurata programmazione, Roma non può rialzarsi.

“Chiedo poteri speciali e fondi per una più rapida attuazione ed esecuzione dei progetti che in questi anni abbiamo fatto”, così Virginia Raggi nella serata di ieri, in occasione di un tête-à-tête elettorale presso la Libreria Eli di viale Somalia, un appuntamento a cui già nei giorni scorsi hanno partecipato anche gli altri candidati Sindaco, per chiudere oggi con Carlo Calenda.

Punta a un secondo mandato la prima cittadina ma, soprattutto, alla strategizzazione dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per aiutare la Capitale a rialzarsi e spiccare il volo come capitale europea.

“Tramite sia i fondi del PNRR, sia l’adesione a grandi eventi come il Giubileo del 2025 e l’Expo 2030, avendo i conti in ordine, le gare come strumenti attuativi e tutti i controlli in campo, abbiamo la possibilità di dare quel colpo d’ala che consente a Roma di fare il salto di qualità e a questa Ferrari, che è la nostra città, di iniziare a correre”, ha affermato davanti alla platea.

Non si può andare avanti, senza tirare le somme su ciò che è stato fatto. Per voltare pagina, Virginia Raggi ha così ripercorso insieme ai partecipanti tutti i nodi irrisolti di questi 5 anni di consiliatura, mettendo su piatto tutti gli ambiti in cui le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza potrebbero fare la differenza.

Macchina pubblica 

Troppo tempo perso in questi anni a causa di un’amministrazione farraginósa, totalmente paralizzata, che la Raggi intende sbloccare chiedendo al Governo una semplificazione delle procedure della macchina pubblica.

“Ci siamo trovati nel 2016 con una macchina amministrativa sostanzialmente rotta“, ha affermato, a partire dal Codice degli appalti. “Approvato nel 2016, novellato nel 2017, ricambiato nel 2019, ora siamo alla quarta modifica del Codice con tutta una serie di pubblicazioni, ritiri, modifiche, ripubblicazioni. Tutto ciò fa perdere molto tempo non solo al Sindaco di Roma, ma tutti i Sindaci e nel loro interesse ci siamo sempre confrontati con ANCI e chiedere al Governo una semplificazione della burocrazia che consentirebbe alla città di Roma, per cui io chiedo poteri speciali e fondi, rapidità nell’attuazione e nell’esecuzione dei progetti che in questi anni abbiamo fatto”.

Biblioteche e librerie indipendenti

Circondata da libri, Virginia Raggi non volta pagina sui 5 anni di Governo della città, ma insiste che in fondi del PNRR aiuterebbero “ad avere 50 biblioteche comunali entro il 2026. Stiamo cercando di mettere a sistema la loro diffusione sul territorio capitolino come presidio culturale contro la desertificazione imposta dalla pandemia”, molte di queste strutture sono diventate dei poli indispensabili per la cittadinanza.

Illuminazione, verde e sicurezza

Il II Municipio, in cui si è tenuto l’evento, è sede di tantissimi parchi: Villa Chigi, Villa Ada, Villa Borghese e non è un caso che tra le domande poste alla Sindaca in corso d’evento ci sia anche il problema del contenimento della spesa pubblica nella gestione del verde. Quartieri e parchi isolati sono un fattore di rischio per i cittadini e, anche in questo caso, la soluzione è nella programmazione mirata dei fondi che arriverebbero dall’Europa.

“Dal 2000 abbiamo evidenziato una gestione del verde di Roma completamente fuori norma – ha risposto sull’argomento la Sindaca – avevamo il servizio giardini che contava migliaia di giardinieri ma da allora non è stato più assunto personale ed è stato esternalizzato il servizio giardini ad altre ditte, senza una programmazione sugli interventi, su quella dei fondi in bilancio che nulla hanno a che vedere con la spesa pubblica”. Immancabile il riferimento a Mafia Capitale, con cui la prima cittadina ha dovuto scontrarsi in questi anni anche sul verde. “Ha scoverchiato una pentola di un sistema per cui avevamo 0 euro e 300 giardinieri, di cui 180 abilitati a lavorare in condizioni di fatica e senza alcun tipo di attrezzatura, non c’erano appalti”.

Tra le proposte lanciate dai moderatori, anche quelle già accolte da alcuni piccoli comuni, come l’adozione di parchi coinvolgendo piccoli soggetti privati, come sponsor di aiuole e aree verdi, un tentativo che almeno a Roma ancora non ha trovato però grandi adesioni. “Non abbiamo ricevuto molte risposte, ma stiamo provando a coinvolgere la Rai e la Corte di Conti per l’adozione e la sponsorizzazione di tutta la stecca dei giardini di viale Mazzini, con degli interventi che partiranno a breve”.

C’è poi, chi, tra la folla, tenta di prendere la parola, incuriosita dallo stato in cui versano parchi e aiuole sotto casa. “Scusi Sindaco, i giardini sono sempre secchi, chi li annaffia?”, seccata anche la risposta. Che non arriva in un confronto che dà spazio solo alla voce del Sindaco, mentre gli spettatori restano a guardare.

Teatri romani e progetti culturali

Si parla di cultura a 360° in viale Somalia, così il palco della Sindaca accoglie anche il quesito su come verranno trattati nei prossimi anni i teatri romani e gli spettacoli che, dopo due anni di lockdown, la Città dovrebbe rimettere in calendario, nonostante qualche problema proprio sulle gare e appalti nel mondo della cultura. “C’è stato un problema sullenomine nei teatri, alcuni soggetti hanno fatto ricorso contro le gare sulla direzione generale, ma si risolverà tutto”, nel frattempo, la Sindaca ha dichiarato che il rilancio del patrimonio culturale della Città abbraccerà proprio quel concetto di programmazione su cui punta per tutto il suo secondo mandato. “Abbiamo creato un database condiviso degli eventi principali, sportivi e grandi appuntamenti per attirare il turismo e far sì che chi venga a vedere Roma sia attratta anche da spettacoli, concerti e la città sia concepita anche come produttore di eventi e cultura”.

Istruzione ed edifici scolastici

Digitalizzazione, edilizia e abbandono scolastici sono i punti nodali da cui ripartire dopo due anni di pandemia, che ha inflitto delle notevoli ricadute psicologiche soprattutto agli adolescenti. “Stiamo lavorando con le Asl a un protoccollo sociosanitario per affrontare i disagi che molti ragazzi hanno sviluppato in questi anni”. Tra questi, il progetto “Scuole aperte”, già messo in atto dal 2017, con cui le scuole sono diventate polo di fruizione sia per la didattica, come centro aggregativo anche al di fuori dell’orario scolastico, sia per le persone di età diverse. “Per loro la scuola diventa così un faro per imparare attività o sperimentare altri progetti”, ha spiegato così la Sindaca.

Anche se il Miur ha stanziato 130 milioni per l’edizia scolastica di secondo grado, il contributo dei fondi del PNRR sarebbe un assist anche per lo stato dell’istruzione capitolina. “Abbiamo presentato al Governo come ANCI un progetto che inserisca nel PNRR un capitolo di spesa rivolto alla riqualificazione degli edifici scolastici e alla loro rigenerazione in senso energetico”.

Trasporti

Non basta un Piano urbano sulla mobilità sostenibile per rendere Roma una città all’avanguardia, perché sui trasporti la Città è bloccata da tempo. “Non si acquistavano più autobus nuovi dal 2013 e le vetture avevano almeno 20 anni di servizio”, racconta la Sindaca.

Ma anche i tragitti sono vetusti e l’intenzione per accelerare la mobilità capitolina c’è anche “l’ampliamento di altri 38 km di metropolitana, a cui si aggiunge la riprogettazione delle tratte T1 e T2 fino a Farnesina”, come spiegato ai partecipanti.

La metro C, la più recente delle linee, non manca di critiche da parte della Sindaca. “Abbiamo chiesto il commissariamento della Metro C perché fin dalla sua nascita ha un modello che non funziona“, e tra gli aspetti che creano impasse amministrativi ci sarebbe proprio il rapporto con le Soprintendenze, come nel caso della fermata museo di San Giovanni. “Il Commissario tecnico avrà un rapporto diverso con loro perché ogni volta che a Roma si scava una metro, sono ampiamente coinvolte, bloccando per anni la realizzazione”.

Anche le linee tranviarie rientrano nei “vorrei” del secondo mandato Raggi, con la realizzazione di 67 nuovi km e la creazione di 12 nuove linee. “5 sono state già progettate e finanziate, per 4 abbiamo chiesto la nomina di un commissario sempre via fondi del PNRR, mentre per 1 linea, la Togliatti, bandiremo la gara per l’esecuzione dei lavori entro fine anno. Le altre 7 linee sono in fase di progettazione”.

Per quanto riguarda il parco autobus, entro la fine dell’anno la Sindaca prevede punta a un ampliamento a 900 vetture e lo sviluppo di piste ciclabili, con un’attenzione speciale ai monopattini che da alcuni mesi stanno creando non pochi problemi alla mobilità e al codice della strada. “Anche se c’è una regolamentazione nazionale sui monopattini, dobbiamo implementare i corsi di guida e aiutare i più giovani a non interferire con il traffico cittadino. Per questo stiamo lavorando coi gestori di mobilità per realizzare dei parcheggi dedicati ed evitare che i monopattini siano abbandonati ovunque. Il noleggio, secondo questo progetto, sarà chiuso solo e soltanto quando parcheggiati bene”.

Ama

Mentre gli altri candidati attaccano la Sindaca sulla gestione rifiuti, per Virginia Raggi “Atac e l’Ama sono un fallimento mascherato”, da cui prende le distanze.

Il problema principale di tutta la vicenda, come sostiene da anni, è nel rimpallo con la Regione e l’assenza di un impianto di smaltimento dei rifiuti. “La Regione lazio è il fanalino di coda per lo smaltimento adeguato dei rifiuti. Quando ci siamo insediati abbiamo trovato del bilanci falsi dal 2003 al 2013 – ripercorre – ma abbiamo provveduto a far rapprovare un nuovo piano industriale da 340 milioni di euro che oggi funziona, ricominciando ad assumere personale”. Per quanto aumentino gli addetti però, il problema dei rifiuti resta, soprattutto quando si parla di discariche, con cui a breve la città dovrà fare i conti.

 

L’impianto di Civitavecchia chiuderà fra pochi giorni, quindi presto tutti i nostri rifiuti finiranno a Viterbo, essendo le sole due discariche attive. Per dotare Roma di un’altra discarica ho dovuto forzare l’apertura della discarica di Albano“, ha chiuso la Sindaca.

(RomaToday)

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