Nucleare, l’Iran vuole realizzare un’atomica o fare pressione sull’Ue? 

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L’Iran continua ad aumentare le sue scorte di uranio altamente arricchito, che può essere utilizzato nella produzione di armamenti nucleari: è quanto emerge da un rapporto dell’Osservatorio delle Nazioni Unite.

“Le attività di verifica e sorveglianza sono state seriamente ostacolate dalla decisione dell’Iran di limitare le ispezioni”, si legge nel report.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) sostiene che tali escalation compromettono gravemente un possibile ritorno ai negoziati nell’ambito dell’accordo sul nucleare, siglato nel 2015.

Il direttore generale dell’Aiea si dice disposto a recarsi in Iran per incontrare il governo recentemente eletto per colloqui.

L’Iran e l’arricchimento dell’uranio

Lo stock totale di uranio dell’Iran è stimato a 2441,3 chilogrammi al 30 agosto, in calo rispetto ai 3241 chilogrammi del 22 maggio (fonti Aiea).

Teheran può stoccare sino a 202,8 chilogrammi di uranio in base all’accordo nucleare noto come Joint Comprehensive Plan of Action, o JCPOA, che garantisce all’Iran incentivi economici in cambio di limiti al suo programma nucleare.

Gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dall’accordo nucleare nel 2018, sotto l’allora presidente Donald Trump, ma Gran Bretagna, Francia, Germania, Cina e Russia hanno cercato di preservare il patto.

La strategia di Teheran di violare deliberatamente il JCPOA è vista come un tentativo di fare pressione in particolare sull’Europa perché compensi, attraverso una serie di incentivi, le sanzioni americane reimposte dopo il ritiro degli Usa dal patto sul nucleare.

Il presidente Joe Biden si è detto aperto a rientrare nell’intesa. L’ultimo giro di colloqui a Vienna si è concluso a giugno senza un risultato chiaro.

(Euronews)

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