Ita, nessun accordo tra azienda e sindacati 

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Rammarico della società per “l’impossibilità di arrivare a un’intesa”. I sindacati annunciano la mobilitazione e accusano il governo “assente”.

 

Nessun accordo per Ita tra azienda e sindacati. La società ha preso atto con rammarico dell’impossibilità di arrivare a un’intesa ma ha confermato l’intenzione di procedere all’assunzione di 2.800 persone attraverso l’applicazione di un regolamento aziendale. I sindacati sono sul piede di guerra, annunciano la mobilitazione sottolineando che la “tensione sociale è troppo alta” e accusano il governo di essere assente. Intanto la Roma-Fiumicino è stata bloccata da un corteo di lavoratori di Alitalia che si è diretto verso la sede della newco a Roma, dove si è svolto l’incontro tra organizzazioni sindacali e società. La polizia è in tenuta antisommossa per l’arrivo dai 300 ai 500 manifestanti.

Giorgetti: decisione Ue a breve

Sempre in giornata il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha fatto sapere che la decisione finale della commissione Ue dovrebbe arrivare a breve. “Siamo in attesa, – ha detto – spero che sia una questione di ore”, ha spiegato, ricordando che Bruxelles “ha posto come condizione la discontinuità non solo sui numeri ma anche nei contratti di lavoro”. “Le scelte degli amministratori sono scelte che avvengono entro questi dettami” e i vertici di Ita “hanno l’autonomia necessaria per raggiungere il risultato” dell’economicità della compagnia, ha aggiunto. “E’ un passaggio molto delicato, molto complicato, ma l’alternativa, ricordo, è il fallimento”. Questo rischio, ha concluso, “non è ancora del tutto scongiurato: gli aiuti di stato sono oggetto di una decisione pendente che rischia di compromettere l’operazione”.

L’azienda, impossibilità di soluzioni condivise

Alla riunione nella sede dell’Eur a Roma, oltre ai rappresentanti dell’azienda sono intervenute le associazioni professionali Anpac, Anpav, Anp e Fast – Confsal che si sono dichiarate disponibili alla firma dell’accordo di chiusura della procedura sottoposto dalla società lo scorso 6 settembre all’esito del confronto iniziato il 25 agosto. “Nel corso della mattinata – si legge in una nota di Ita – Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporto Aereo, assenti all’incontro, avevano fatto pervenire all’azienda una controproposta che escludeva le associazioni professionali dalla firma della stessa. L’azienda, rilevata la indisponibilità alla firma unitaria dei testi presentati il 6 settembre, requisito imprescindibile per accompagnare la nascita di un progetto così ambizioso e di respiro internazionale, ha preso atto della impossibilità di addivenire a un accordo”.

“Nell’impossibilità di soluzioni condivise – spiega ancora Ita nella nota – la conclusione di questa fase deriva dalla necessità di attivare i numerosi e complessi processi per garantire la partenza operativa il 15 ottobre e per consentire alle strutture aziendali l’esame dei 30.000 profili ricevuti (oltre 7.000 dei quali – pari al 70% degli attuali dipendenti – provenienti da Alitalia) che hanno dimostrato di credere nel progetto di Ita in vista dell’assunzione nella nuova Compagnia”.

Il presidente di Ita Alfredo Altavilla ha espresso “il rincrescimento per l’impossibilità di arrivare a un accordo”, con i sindacati “motivata dal perdurare di pregiudiziali puramente formali che nulla hanno a che fare con il merito e la bontà del progetto relativo alla nascita di Ita e che rispecchiano consuetudini e linguaggi non più attuali”.

Sindacati, mobilitazione proseguirà

I sindacati sono sul piede di guerra e hanno annunciato che “la mobilitazione continuerà nelle prossime ore”. “Il governo è completamente assente ed è da incoscienti lasciare tutte queste persone con il rischio di perdere il posto di lavoro. La tensione sociale si sta alzando, non so se si rendono conto di questo”, ha detto il segretario nazionale Filt Cgil Fabrizio Cuscito. “Chiediamo immediatamente una convocazione da parte del Governo. Non si puo’ più ritardare, stiamo andando incontro a un punto di non ritorno. La tensione sociale è troppo alta”, ha aggiunto. Il segretario nazionale della Uilt Ivan Viglietti ha sottolineato: “Non abbiamo potuto neanche partecipare all’incontro perché avevamo chiesto di poterlo posticipare per via dell’assemblea dei lavoratori a Fiumicino. Ma quando siamo arrivati la riunione era già finita”. “Avevamo inviato un documento unitario di proposta”, ha aggiunto Viglietti.

In arrivo la stangata dall’Ue

Il governo italiano ha violato le regole dell’Ue sugli aiuti di Stato concedendo 900 milioni di euro in prestiti per il salvataggio di Alitalia nel 2017: lo rivela il Financial Times spiegando che il verdetto che sara’ annunciato domani da Bruxelles.

La decisione delle autorita’ garanti della concorrenza Ue, riferisce Ft, e arriva dopo un’indagine di tre anni per accertare se i prestiti ponte ad Alitalia abbiano falsato illegalmente la concorrenza nel blocco.

Il diritto dell’Ue vieta a uno Stato membro di concedere a un’azienda un sostegno finanziario che le dia un vantaggio rispetto ai suoi rivali.

La decisione “segna l’ultimo vergognoso capitolo per Alitalia, compagnia di bandiera italiana perennemente in perdita da 75 anni”, scrive Ft. Il governo di Roma ha gia’ lavorato con Margrethe Vestager, capo della concorrenza dell’UE, su un accordo per consentire la creazione di una nuova compagnia aerea che sara’ indipendente da Alitalia.

(Agi)

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