Scontro Regione – Comuni ”No Talete”, il Consiglio di Stato fissa l’udienza

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Prosegue davanti al Consiglio di Stato lo scontro tra la Regione Lazio e i Comuni della provincia di Viterbo che non hanno trasferito il servizio idrico alla Talete.

 

Si parla in particolare di otto Comuni sui 30 in tutto che ancora oggi risultano fuori dalla gestione unica. Sono Bagnoregio, Fabrica di Roma, Farnese, Grotte di Castro, Monte Romano, Proceno, Ronciglione e Villa San Giovanni, che insieme si erano rivolti al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento della delibera della giunta regionale del 28 maggio del 2019 e del decreto del governatore Zingaretti del 2 luglio 2019 che prevedevano nei loro confronti l’applicazione dei poteri sostitutivi e la nomina di un commissario ad acta che avrebbe dovuto realizzare la transizione in tempi stretti. Il ricorso, come noto, venne accolto dal tribunale amministrativo con la sentenza numero 3871 del 10 aprile 2020, successivamente impugnata dalla Regione. Ora, tramite ordinanza, la quinta sezione del Consiglio di Stato ha fissato per la trattazione di merito ”la prima udienza utile del primo trimestre dell’anno 2022”.

Il caso riguarda il Comune di Proceno. Ma è evidente che dall’esito di uno dipenderà quello degli altri. In primo grado il Tar del Lazio ha giudicato illegittimo il commissariamento dei Comuni perché il loro passaggio a Talete era già previsto in un apposito cronoprogramma – il ”Programma di presa in carico” –  definito dal gestorePer Proceno l’anno stabilito era il 2020. 

Bisogna ricordare che alcuni dei Comuni chiamati in causa dalla Regione sono gli stessi nei cui acquedotti si registrano livelli di arsenico oltre i limiti di legge (10 microgrammi litro), da qui la recente decisione da parte della Commissione europea di deferire l’Italia alla Corte di giustizia per il mancato rispetto della direttiva sull’acqua potabile. Si tratta dei comuni di Bagnoregio, Civitella d’Agliano, Fabrica di Roma, Farnese, Ronciglione e Tuscania. Una vicenda seguita da vicino anche ai piani alti di Palazzo Chigi.

(Viterbonews24)

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