5 Dicembre, 2022
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PRIMO BILANCIO DOPO LA CRIMINALE RIAPERTURA DEL VII INVASO DELLA DISCARICA DI ALBANO.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano contro la riapertura della discarica di Albano 

 

Le due ordinanze Raggi del 15 e 16 luglio, che hanno imposto l’arrivo giornaliero di tir stracarichi di rifiuti indifferenziati romani, sono la dimostrazione dell’inadeguatezza della sindaca a dotare Roma di una decente raccolta differenziata dei rifiuti e ad avviare la loro riduzione a monte.

Nel balletto indegno tra Comune e Presidenza regionale di questi mesi la Raggi sta giocando sulla pelle delle popolazioni castellane le sue illusorie speranze di rielezione. Non si è fatta perciò scrupolo di ignorare il perdurante inquinamento delle falde accertato nel 2019 e nel 2020, benché in presenza di una bonifica fasulla miseramente fallita.

Le ordinanze Raggi-Zingaretti, si sono inoltre avvalse di una presunta validità dell’AIA del 2009, morta e seppellita dall’agosto 2019, ma riportata in vita da due atti dell’ex dirigente regionale Flaminia Tosini manifestamente illegittime – tutti elementi più che sufficienti per rendere impraticabile qualsiasi ipotesi di riattivazione del VII invaso.

La risposta della popolazione è stata immediata e si è tradotta dal 30 luglio in un presidio permanente davanti ai cancelli della discarica e dal 2 agosto nel contrasto all’ingresso dei mezzi, difesi e scortati da forze dell’ordine in quantità industriale. Siamo entrati ogni giorno a verificare l’aspetto e i miasmi dei rifiuti provenienti dai TMB di Malagrotta e Rocca Cencia: UNO SCHIFO ASSOLUTO.

Non altrettanto possiamo dire per Arpa Lazio che si è presentata a prelevare due soli campioni il 3 e il 16 agosto mentre giornalmente i rifiuti e il FOS in arrivo sono pieni di tutto meno che di stabilizzazione.

Non  altrettanto  possiamo  dire  per  i  sindaci,  a  partire  da  quello  di  Ardea  interessato  più  a sostenere la “bontà” dello schifo che entrava e ad attaccarci, piuttosto che a proteggere i suoi concittadini. Quello di Albano poi, archiviando le iniziali dichiarazioni sul controllo giornaliero dei mezzi in ingresso e rinunciando all’utilizzo dell’ordinanza, ha fatto saltuarie comparse in discarica. Dopo  il  pronunciamento  negativo  del  TAR  sulla  sospensiva  del  ricorso  comunale  contro  le ordinanze e l’inconcludente incontro del 10 con il prefetto Piantedosi, l’esasperazione popolare, costretta a convivere ancora una volta con la puzza emanata dall’invaso, è andata crescendo e si è tradotta in vari episodi di contrasto all’arrivo dei tir. A partire dalla  giornata del 12 in cui il fermo dei mezzi e lo stallo imposti dai resistenti seduti a terra, malgrado i tentativi repressivi dei ps, sono cessati solo quando, chiamato dalla dirigente di piazza, il sindaco giunto nel pomeriggio è stato invitato a visionare lo stato indecente dei rifiuti conferiti e a dar seguito alla lettera inviata all’Arpa con la richiesta di prelievi estesi a tutti i TMB di provenienza e alle due tipologie di rifiuto.

Da ultimo la giornata del 18 agosto in cui i partecipanti al presidio, dopo la scoperta di tir che seminavano liquidi, hanno chiesto e ottenuto che il sindaco prendesse atto della palese irregolarità documentata dai filmati e che la Ecoambiente procedesse al respingimento di quello che gocciolava percolato scuro, come poi avvenuto.

Dal momento che Arpa non sembra ancora intenzionata a rispondere in modo soddisfacente alla nostra richiesta di prelievi completi e puntuali dei rifiuti e controlli estesi a tutti i pozzi interni. Dal momento che non abbiamo risposte dal dirigente regionale Vito Consoli sui quesiti posti.

C’E’ BISOGNO DELLA MASSIMA PARTECIPAZIONE ALLE PROSSIME INIZIATIVE!!

Giovedì 26 agosto alle 10, sotto la sede dell’ARPA in via Saredo 52

Martedì 31 agosto alle 10, presso la sede della Direzione Regionale Rifiuti in via Anagnina

 

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano
www.http//noinceneritorealbano.noblog.org

 

 

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