I romani stroncano il trasporto pubblico cittadino: inaffidabile, poco sicuro e troppo affollato

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L’indagine condotta dall’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali di Roma Capitale porta alla luce tutto il malcontento dei cittadini della Capitale verso il sistema di trasporti pubblici, ritenuti ben distanti da una valida alternativa al mezzo privato.

Inaffidabile, poco sicuro e ben al di sotto di quanto programmato anche per l’assenza di una governance strutturata, organizzata e coordinata: i romani bocciano il sistema di trasporti della città, ritenendolo incapace di soddisfare le esigenze di mobilità.

Il giudizio negativo emerge chiaramente dall’indagine condotta tramite sondaggi online e interviste dall’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali di Roma Capitale (Acos), commissionata in vista delle imminenti elezioni. Cinque i macro settori analizzati attraverso gli occhi di chi Roma la vive ogni giorno: igiene urbana, verde pubblico, illuminazione pubblica, servizi online e appunto trasporti. Che insieme con l’igiene si piazzano all’ultimo posto in classifica (o ai primi, se si considerano i giudizi negativi). Per i romani il sistema di trasporti romano non è, semplicemente, un’alternativa valida all’uso dei mezzi privati: troppo pochi i mezzi in circolazione per i km da percorrere, troppi lunghi i tempi di spostamento, poca puntualità e troppo affollamento soprattutto negli orari di punta.

I cittadini contestano inoltre la scarsa sicurezza e l’eccessiva evasione, aspetti anche questi da migliorare, ma ciò che evidenza Acos stessa è come “il trasporto pubblico romano soffra un’importante carenza di governance da parte dei soggetti coinvolti, troppo numerosi e scarsamente coordinati fra loro, con responsabilità e compiti, dalla programmazione al controllo, spesso non ben definiti”.

In sei anni meno vetture, meno posti offerti e tempi di percorrenza più lunghi

A luglio 2021, dopo un anno di lockdown in cui si è spinto moltissimo sulla necessità di rendere più utile e funzionale il servizio di trasporto pubblico anche alla luce della pandemia di coronavirus, soltanto il 21% dei romani intervistati dall’Agenzia si è detto soddisfatto di quello romano: il 43% ha risposto un secco no, il 34% un diplomatico “parzialmente”. E se si parla di trasporto pubblico come alternativa all’auto, il giudizio è unanime: per il 95% dei romani che lo utilizzano, l’offerta non è sufficiente a scoraggiare l’uso dell’automobile.

Ma che cosa è successo nell’arco degli ultimi 6 anni, periodo preso in considerazione per l’analisi? L’offerta è innanzitutto diminuita: 7 milioni in meno di vetture per km per il trasporto pubblico di superficie, 2 milioni in meno per le ferrovie. Aumentata invece la produzione della metropolitana, di 8 milioni di vetture per km, grazie alla messa in funzione delle linee B1 e C. Ma il servizio effettuato continua a essere inferiore a quello programmato: nel 2020 per la superficie lo scostamento negativo si è ridotto al 10% per l’entrata in funzione dei nuovi mezzi, ma è aumentato sia per la metropolitana (7%) sia per le ferrovie (17%).

Dati in netta contrapposizione con i desideri e gli auspici dei romani, che vorrebbero più linee di metropolitana per spostamenti veloci che evitino il traffico delle strade cittadine: l’85% rema in questa direzione, il 64% vorrebbe più tram, il 48% più autobus. Anche il rapporto tra posti offerti e km coperti da autobus e filobus si è ridotto negli ultimi 6 anni, del 28%, un dato opposto rispetto a una metropoli come Milano, dove l’offerta è aumentata del 5%: nel 2014 Roma offriva 4.196 posti-km, nel 2019 è scesa a 3.023. E la velocità dei mezzi su gomma, complice il traffico e l’età del parco circolante, è diminuita del 12% allungando i tempi di percorrenza: per i romani andrebbe aumentata la frequenza di passaggio, con conseguente diminuzione dei tempo di attesa alle fermate, e andrebbe potenziata la rete infrastrutturale con nuove corsie preferenziali in grado di bypassare il traffico cittadino.

Trasporto pubblico inaffidabile e poco funzionale, cala la sicurezza percepita

La regolarità del servizio continua a essere scarsa per il trasporto pubblico locale di superficie erogato da Atac: circa 1 corsa su 2 non rispetta i tempi di percorrenza previsti nei programmi di esercizio. È migliorata invece la regolarità del servizio di metropolitana, che nel primo semestre del 2020 ha sfiorato il 99%, passando dall’88% del 2016 al 98% del 2020.

La puntualità resta il requisito fondamentale per i romani: l’82% la ritiene indispensabile per soddisfare le proprie esigenze di mobilità, il 65% chiede che vi sia maggiore connessione fra le linee per un sistema intermodale in grado di andare incontro alle diverse necessità. Cala anche la sicurezza percepita dai romani che usano il trasporto pubblico: i valori degli indici di qualità relativi ai controlli sull’evasione tariffaria rilevati da Roma Servizi per la Mobilità sono positivi, ma non trovano riscontro nell’opinione dei cittadini. Che considerano i mezzi pubblici non sempre sicuri, e vorrebbero maggiori controlli per gli evasori.

“Il recupero dei mancati introiti dovuti all’evasione tariffaria – conclude Acos – e un aumento del numero di viaggiatori con regolare titolo di viaggio permetterebbe di avere maggiori risorse per migliorare servizi e infrastrutture”.

(RomaToday)

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