Afghanistan, Raggi scrive a Di Maio: “Roma pronta per i corridoi umanitari”. A Fiumicino primo volo con 85 persone

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Raggi: “Il mio pensiero va all’intero popolo afghano, a tutte le donne che stanno rischiando la propria vita. È importante mobilitarsi per mettere a terra iniziative a favore delle donne afghane”

Virginia Raggi e il Comune di Roma sono pronti per contribuire a facilitare l’evacuazione dei profughi afghani che da lunedì pomeriggio sono cominciati ad arrivare anche in Italia. Un tema, quello dei corridoi umanitari, che la sindaca di Roma Virginia Raggi, ha voluto mettere nero su bianco in una lettera invicata al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “L’amministrazione di Roma Capitale è pronta a sostenere gli eventuali sforzi volti a istituire immediatamente corridoi umanitari. In questa emergenza Roma Capitale può fare la propria parte”. Proprio oggi, a Fiumicino, è atteso il primo volo con 85 civili partiti da Kabul.

Scrive Raggi che, in merito alla crisi umanitaria scatenata dalla situazione in Afghanistan, ha diffuso anche un post sui suoi canali social: “Le immagini strazianti che arrivano da Kabul in questi giorni mi riempiono il cuore di angoscia e di dolore. Gli aeroporti presi d’assalto, la disperazione nei volti delle persone che cercano di fuggire aggrappandosi alle ruote degli aerei in partenza. I tanti dispersi, chi non ha più una casa, il terrore negli occhi della gente. Non possiamo rimanere indifferenti davanti a tutto questo. Dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo agire in fretta. Roma non vuole abbandonare le migliaia di persone che in Afghanistan sono in preda alla paura e alla disperazione. È fondamentale che tutte le Istituzioni si uniscano a favore di chi attende un aiuto. A partire dall’Unione Europea che deve stabilire una linea comune e un coordinamento per tutelare i diritti della popolazione afghana”.

“L’Amministrazione capitolina è pronta a sostenere gli eventuali sforzi volti a istituire immediatamente corridoi umanitari – ha aggiunto- Insieme alle istituzioni italiane ed europee, e alle associazioni private, Roma può dare supporto a chi sta soffrendo. È quello che ho scritto nella lettera inviata oggi al Ministro Luigi Di Maio nella quale ho garantito che Roma Capitale metterà a disposizione le strutture comunali per contribuire all’accoglienza dei rifugiati, delle donne, degli studenti e delle studentesse, dei bambini e di chi è in procinto di essere rimpatriato”.

“Il mio pensiero va all’intero popolo afghano, a tutte le donne che stanno rischiando la propria vita. Penso con rabbia ai poster raffiguranti alcune donne in abito da sposa sulle vetrine di un negozio di Kabul che vengono cancellate con della vernice. È importante mobilitarsi per mettere a terra iniziative a favore delle donne afghane e progetti che puntino a istituire borse di studio, agevolazioni e posizioni di Visiting Professor. Roma è e resta una città aperta, accogliente e offrirà il proprio contribuito nell’ambito di una strategia comune europea di cooperazione che coinvolga gli Stati nazionali e ogni livello della società. Quello che sta accadendo in Afghanistan ci riguarda tutti. E tutti abbiamo il dovere di rispondere all’appello di chi, con le lacrime agli occhi, da Kabul ci chiede di non essere lasciato solo”.

Un atteggiamento di apertura condiviso anche da Sara Battisti, Presidente della Iccp della Regione Lazio e Vicesegretaria regionale Pd: “Sono ore di sgomento quelle che stiamo vivendo per le gravissime notizie che ci giungono dall’Afghanistan. Questo è il momento di cooperare tra istituzioni per riuscire a mettere in salvo quante più vite possibili, soprattutto tra le donne afghane che corrono i rischi maggiori. Auspico fiduciosa che aderiscano a questa iniziativa anche il più gran numero dei Sindaci del Lazio. È fondamentale che giungano risposte dalla Farnesina e che il Ministro Di Maio apra immediatamente un tavolo di concertazione con le Ong per favorire la creazione di corridoi umanitari”.

Nel frattempo, come detto, i primi voli sono arrivati e arriveranno nelle prossime ore. Lunedì l’aeroplano KC 767 dell’Aeronautica Militare è atterrato all’aeroporto di Fiumicino con a bordo circa 70 persone del personale diplomatico. Oggi, invece, è atteso il primo volo con 85 civili, tra ex collaboratori afghani e loro familiari. Il personale a bordo è stato imbarcato all’aeroporto di Kabul su un C130J dell’Aeronautica Militare che era decollato dal Kuwait. Dopo uno scalo tecnico, l’aeroplano giungerà di nuovo in Kuwait, dove i passeggeri saranno trasferiti sul KC 767 per essere trasportati in Italia.

Nella giornata di oggi altri due C130J decolleranno dal Kuwait per imbarcare circa altre 150 persone a Kabul, che saranno trasportate in Italia con un KC767.  “L’impegno è massimo da parte della Difesa per evacuare chi ha collaborato con l’Italia”, le dichiarazioni del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini. La Difesa ha fatto sapre di aver messo in campo per l’operazione denominata Aquila Omnia, pianificata e diretta dal COVI Comando Operativo di Vertice Interforze comandato dal Generale Luciano Portolano, 7 aerei, 3 KC767 che si alternano tra l’area di operazione e l’Italia e 4 C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte aereo per Kabul. “Il nostro impegno è lavorare col massimo sforzo per completare il piano di evacuazione dei collaboratori afghani, degli attivisti e di chi è esposto al pericolo”, ha concluso Guerini.

(RomaToday)

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