Bengasi Battisti: no alla privatizzazione di Talete, intervenga Zingaretti

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Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione di Bengasi Battisti, del Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua pubblica

 

La privatizzazione dell’acqua che il presidente della Provincia e alcuni sindaci, con la regia di una certa partitocrazia, stanno realizzando nel Viterbese è il tradimento di una diffusa volontà popolare espressa chiaramente nel referendum del 2011.

Realizzare questa mercificazione nel decennale di quella straordinaria esperienza referendaria ha il sapore di una provocazione e di una totale indifferenza verso la democrazia.

Il presidente Zingaretti richiami alla coerenza e al rispetto delle comunità perché questa privatizzazione dannosa, ostile alla partecipazione, in contrasto con i deliberati dei consigli comunali e regionali scarica esclusivamente sui cittadini gli alti costi gestionali mercificando il bene comune acqua.

È ancora più grave che accada nella terra della Tuscia, dove ha preso forma quella legge di iniziativa popolare sull’acqua pubblica che recepisce la volontà espressa dal referendum e approvata all’unanimità dal consiglio regionale.

A Zingaretti, che definì la legge regionale 5/2014 come il risultato di uno speciale percorso partecipativo che dal basso contaminava positivamente l’istituzione regionale, il dovere di frenare il processo di mercificazione dell’acqua viterbese, di richiamare quella certa partitocrazia che opera in netto contrasto alla volontà popolare, di aprire a tutte quelle realtà diffuse sul territorio che da tempo si battono per chiudere la disastrosa esperienza Talete e attuare una gestione pubblica e partecipata.

Sarebbe un gesto di coerenza. Un gesto capace di tonificare spazi politici il cui vigore e perfino la loro esistenza dipendono dalla partecipazione dei Cittadini alle scelte relative a quei beni indispensabili per la vita, esauribili e non riproducibili che definiamo “beni comuni”.

Bengasi Battisti
Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua pubblica

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