Roma Lido nel limbo fino al 2022: Comune e Regione danno i numeri, ma la conta dei treni non torna

93

Atac sottolinea come i tecnici stiano lavorando per “individuare le soluzioni necessarie a mitigare gli effetti della carenza di treni sulla linea” provocata dalla necessità di “avviare diversi convogli alla revisione generale”

La Roma Lido, che per anni è stata dichiarata la peggiore tratta d’Italia, resta nel limbo. Fino al 2022, infatti la manutenzione e la gestione dei treni della tratta saranno ancora gestiti da Atac (e quindi dal Comune di Roma) e non dalla Regione, proprietaria della linea. Solamente dal primo gennaio dell’anno prossimo, infatti, avverà il subentro definitivo delle società regionali Cotral e Astral.

Per tutto l’anno in corso, quindi, si cercherà di mettere una toppa dietro l’altra – tra un rimpallo politico e un altro – per limitare il più possibile i disagi. Ad oggi, lunedì 26 luglio, i treni che collegano Roma al suo mare sono sei. Almeno fino alle 12, quando poi sono diventati cinque, per un guasto. Venerdì erano tre, dopo un atto vandalico, prima ancora quattro. Questo perché, secondo quanto apprende RomaToday, non c’è una regola fissa sul numero di treni disponibili. Oggi la frequenza è tra i 15 e i 20 minuti, la settimana scorsa tra i 25 e i 30.

Insomma, si vive alla giornata. Roma ha deciso di non investire (ancora una volta) sul proprio mare. Chi arriva a Piramide e vuole raggiungere Ostia, tra attese e lentezza del treno costretto a frenare in diversi punti della tratta, rischia di metterci più di un’ora. Senza considerare poi l’eventuale spostamento per prendere un ulteriore mezzo pubblico per raggiungere la propria spiaggia preferita, e il ritorno. Insomma, un’odissea che getta nello sconforto i romani desiderosi di godersi qualche ora al mare.

Atac lavora per settembre

Ma c’è di più. Se nelle prossime settimane non verranno “recuperati” quattro treni da aggiungere agli altrettanti attualmente in uso, cinque stazioni, quelle di Porta San Paolo, Basilica San Paolo, Stella Polare, Castel Fusano e Cristoforo Colombo, rischiano la chiusura. Un problema che potrebbe portare assembramenti sui treni e nelle banchine, oppure un fuggi-fuggi dei pendolari dalla tratta stessa in favore di un mezzo privato.

È per questo motivo che Atac, dopo l’atto vandalico di venerdì, sottolinea come i tecnici stiano “lavorando per individuare le soluzioni tecniche necessarie a mitigare gli effetti della carenza di treni sulla linea Roma-Lido provocata dalla necessità di avviare diversi convogli alla revisione generale”. I piani verranno perfezionati nelle prossime settimane e sottoposti alla Regione per le necessarie autorizzazioni, in vista della ripresa di settembre, quando è prevedibile un aumento della domanda di trasporto, anche in ottica della riapertura delle scuole.

La conta di Atac

“Per i treni CAF 300 che circolano sulla linea, tutti di proprietà di Roma Capitale e di Atac, ancorché la linea sia di proprietà regionale, a partire dal 2010, gli interventi contrattualizzati in carico alla Regione Lazio non hanno ricevuto stanziamenti di risorse per procedere alle revisioni generali”, sottolinea Atac che poi aggiunge: “Solo dopo il 2018, grazie ai fondi resi disponibili dal MIT, è stato possibile avviare le procedure di gara per il loro svolgimento. La gara è quasi conclusa, e a breve le attività di revisioni partiranno non solo per i convogli della Roma-Lido, ma anche di quelli per Metro A e Metro B. Il piano dei lavori è previsto duri almeno fino al 2027 e riguarda circa 50 treni”.

Secondo la Regione, Atac racconta “bugie”

Eppure i numeri forniti da Atac, secondo la Regione, sono solamente “l’ennesima bugia” sulla Roma Lido. “Quelle di Atac sono affermazioni fuorvianti e prive di fondamento – ha spiegato l’assessore alla Mobilità della Regione Lazio, Mauro Alessandri – Prima di tutto, cosa che la stessa società capitolina ammette, le risorse sono state assegnate dal Ministero nel 2018 e, ad oggi, le attività non sono ancora state avviate. Una mancanza rilevata anche da Ansfisa, che con una comunicazione ufficiale del 30 giugno scorso, ha disposto il blocco di 4 degli 8 CAF utilizzabili sulla linea proprio a causa della mancata effettuazione delle revisioni. E ancora: Atac, soggetto gestore, unico a disporre di informazioni sulle percorrenze dei mezzi e delle esigenze di interventi di revisione e manutentivi straordinari, non ha mai inviato una richiesta di assegnazione delle risorse finanziarie, perché se lo avesse fatto sarebbe sicuramente stata ricevuta dagli Uffici della Regione Lazio, cosa che non è accaduta”.

“Al contrario, la Regione, in sede di Comitato di Vigilanza del contratto di servizio, a cui Atac partecipa ogni volta con i suoi delegati, ha chiesto, sollecitandola in diverse occasioni, all’Azienda di formulare proposte di interventi straordinari, ricevendo invece solo richieste di interventi di modesto rilievo. – ha aggiunto Alessandri difendendo l’operato della Pisana – In ogni caso, il contratto di servizio precisa in modo chiaro la responsabilità di Atac con riguardo a conservazione, mantenimento in funzionalità e rispetto delle norme di sicurezza e di igiene di tutti i beni necessari per lo svolgimento del servizio, ivi comprese la manutenzione programmata (periodica o ciclica) e la riparazione guasti, nonché le revisioni periodiche – previste per legge del materiale rotabile – e la revisione generale dei mezzi di proprietà della società stessa. Tutte responsabilità che comportano una programmazione puntuale e costante di manutenzione straordinaria e di revisione, azioni che devono essere comunicate periodicamente all’Ente affidante, ovvero la Regione Lazio che invece non ha mai ricevuto nessuna indicazione. Siamo allibiti dai numerosi tentativi di questi ultimi giorni da parte della società di scaricare le proprie responsabilità su chi invece se le assume, cercando di individuare soluzioni praticabili e soprattutto di garantire ai cittadini un sevizio di trasporto efficiente”.

(RomaToday)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui