Raggi e le feste in terrazzo negli hotel di lusso: polemiche contro la sindaca

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Da Calenda al Partito Democratico passando per i cittadini di Stazione Termini: la campagna elettorale della sindaca solleva perplessità

Istantanee da campagna elettorale: prima la foto del marito di Virginia Raggi sui social, poi la festa sulla terrazza del Bernini Bristol a piazza Barberini. Un hotel oggetto di un provvedimento da parte dell’amministrazione capitolina. Una festa legale, pagata da un collaboratore di Virginia Raggi, ma da molti giudicata inopportuna. Di festa in festa la campagna elettorale va avanti e ora sul banco degli imputati finisce un’altra cena, sulla terrazza del The Hive in via Torino, zona stazione Termini, proprietà della famiglia Chin, vista panoramica su tutta Roma. Riferisce Repubblica Roma: 150 euro per partecipare, organizzazione del comitato per la Lista Civica Virginia Raggi sindaco, ore 23.40 partenza del comizio della sindaca.

Ancora una volta tutto legale, ma tutto opportuno? Pare non proprio. Scrive Repubblica: “Quello che la prima cittadina ignorava (o forse semplicemente riteneva di poco conto) è che su quella terrazza è vietato tenere eventi all’aperto di notte, una decisione presa dallo stesso Comune di Roma al termine di una battaglia che ha visto coinvolti oltre 100 cittadini esasperati per i rumori e gli schiamazzi.Il 21 luglio del 2020 il dipartimento delle Attività Culturali del Campidoglio scrive al I gruppo Trevi dei vigili urbani a seguito delle segnalazioni di alcuni residenti. Nella lettera i tecnici del Campidoglio comunicano ai rappresentanti della polizia locale che “per l’hotel The Hive agli atti di questo dipartimento non risulta rilasciata alcuna autorizzazione”. E ancora: “Al fine dell’eventuale adozione di provvedimenti sanzionatori, si chiede al gruppo di polizia locale di verificare e comunicare a questo ufficio se nel locale suddetto venga svolta, e con quali modalità, attività di pubblico spettacolo”. Interpellati dalla pagina romana del quotidiano, molti cittadini dell’area avrebbero confermato che nonostante gli interessamenti istituzionali, mai l’alto volume è stato tolto, nelle ultime settimane, dalla terrazza.

Attacca il Partito Democratico per bocca del capogruppo in Aula Giulio Cesare Antongiulio Pelonzi: “Prima il Bristol poi l’Hive. Due feste elettorali quantomeno inopportune. La prima perché l’hotel in questione è stato oggetto di una recente delibera in assemblea capitolina, la seconda perché si è svolta fuori dall’orario consentito dallo stesso comune di Roma. È ormai chiaro che la sindaca ritenga la campagna elettorale più importante dei cittadini, dei loro bisogni e dei loro diritti. Feste in hotel di lusso che stridono con le condizioni di crisi economica che vive la città. Si rende conto la Sindaca che dovrebbe essere lei a dare il buo esempio? Evidentemente l’arroganza del potere o lo stato confusionale la distraggono dai suoi doveri”. All’indomani della festa sulla terrazza del Bristol era stato Carlo Calenda a polemizzare: “Se avessi dato una festa, pagata da un consulente del Comune, in un hotel a 5 stelle di un imprenditore a cui è stata rilasciata (per fortuna) un’autorizzazione edilizia, sarei stato lapidato, Renzi direttamente arrestato, Berlusconi fucilato. I Cinquestelle, invece, si sono solo evoluti. Tanto”.

All’indomani del party della sindaca sul terrazzo del Bernini Bristol, a ricostruire l’intreccio era stato il quotidiano Domani: “Il fatto di festeggiare nella struttura dell’imprenditore che ha ottenuto una pratica edilizia favorevole ha fatto storcere il naso a molti. Cè chi sospetta che possa rappresentare un conflitto di interessi, chi parla di inopportunità. L’entourage della sindaca, invece, non vede alcun profilo di anomalia, anche perché il party in terrazza vista panoramica è stato pagato e non offerto. (…) A offrire il party dei 43 anni a Raggi è stato Roberto Sorbello, di cui si sa pochissimo. Sconosciuto ai più, è stato nominato collaboratore diretto della sindaca nel marzo 2017 a titolo gratuito .È il capo del cerimoniale del Campidoglio, finito al centro delle polemiche di recente per il refuso (mancava una g) sulla targa dedicata all’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Una figuraccia che ha tenuto banco per giorni sui social network e che ha portato a sanzionare una dipendente dell’ufficio toponomastica. Identico ruolo Sorbello lo ha ricoperto per molto tempo alla Camera. La cifra sborsata dall’ex segretario del cerimoniale della Camera dei deputati si aggira tra i Smila e i 6mila euro. “Un prezzo di mercato”, assicurano dalla struttura alberghiera”.

(RomaToday)

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