Nuovi testimoni e valutazioni del Gip, l’eccesso colposo potrebbe cadere 

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Il caso dell’uccisione di Youns El Boussetaoiu da parte dell’assessore leghista Massimo Adriatici è in una fase interlocutoria eppure delicata. 

Mentre i difensori di Adriatici preparano il ricorso al tribunale del riesame contro gli arresti domiciliari, alla procura di Pavia resta la contraddizione tra il capo d’imputazione formulato subito dopo i fatti, l’eccesso colposo di legittima difesa, e le valutazioni fatte prima dal Pm Roberto Valli e poi dalla Gip Maria Cristina Lap. Il che tiene aperta la possibilità che il capo d’imputazione possa cambiare, data «la grave sproporzione tra azione e aggressione subita» da Adriatici, come sostiene la Gip, che va «valutata considerando le qualità professionali di Adriatici» dalle quali «deriva un’aspettativa comportamentale proporzionalmente inversa rispetto alla condotta tenuta».

Dunque, se è vero che l’eccesso colposo si riferisce alla «errata valutazione del pericolo determinato dall’aver battuto violentemente la tesa a seguito della caduta e nel trovarsi sdraiato a terra, vedendo incombere su di sé l’aggressore», la Gip ha espresso anche «un giudizio negativo di personalità e di rimproverabilità specifica nel governo di situazioni di pericolo, neppure eccezionale, che non può non condurre a un’attenuazione radicale della fiducia che la collettività deve poter riporre nel comportamento di ciascun consociato».

A queste valutazioni bisogna sempre aggiungere le nuove testimonianze prodotte dai legali della famiglia El Boussetaoiu sulla dinamica che ha portato Adriatici a sparare. Anche qui pare di essere davanti ad un bivio logico, riconosciuto anche dalla Gip. Se la pistola aveva la sicura, allora Adriatici deve averla rimossa, il che configurerebbe una consapevolezza nel voler sparare. Se invece l’assessore andava in giro con una pistola senza sicura, allora si conferma la sua inadeguatezza a gestire situazioni delicate.

Domenica, i parroci di Voghera hanno diffuso un documento. Da una parte dicono di non voler giudicare e invitano a dismettere le contrapposizioni. Dall’altra esortano a prendersi cura dei più deboli: «È il tempo di accorgersi dei fratelli in difficoltà che percorrono le vie della nostra città, affinché insieme si faccia qualcosa perché nessuno sia abbandonato nelle nostre piazze». Domani si riunirà il consiglio comunale. Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni della sindaca Paola Garlaschelli. «Voghera non può essere guidata da chi legittima la logica del Far West e della giustizia fai da te – dichiarano il consigliere regionale lombardo Giuseppe Villani e il senatore pavese Alan Ferrari, entrambi del Pd – Garlaschelli deve dimettersi».

(Il Manifesto)

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