Buondonno (SI): “Sconcertante parlare di Dad per settembre. 112mila assunzioni? Falso, saranno molto di meno”

100

Ritorno in classe, didattica a distanza e assunzioni. Sono questi i temi dell’intervista al responsabile scuola di Sinistra Italiana, Giuseppe Buondonno.

Rischio Dad per settembre, come si può evitare?

A me sembra sconcertante che, per il terzo anno scolastico consecutivo, si debba formulare una domanda come quella che mi hai appena rivolto; e sono convinto che lo hai pensato anche tu nel farla. Tranne nella primavera dell’anno scorso (quand’era inevitabile) la Dad doveva essere evitata. Perché determina danni umani e formativi enormi; non serviva la verifica Invalsi per capirlo, bastava chiedere agli insegnanti. Non è una calamità naturale, è la conseguenza di ciò che non si è fatto e doveva esser fatto; già da molto prima, in verità, ma in particolare in questi 16 mesi. Ma se accadesse per il terzo anno, ci troveremmo di fronte a un fallimento gravissimo della Repubblica di fronte alle giovani generazioni. Servono molte più assunzioni e meno precarietà, servono classi più piccole. Abbiamo chiesto al Ministro (con un’interrogazione parlamentare a firma di Fratoianni) di scrivere agli Uffici Scolastici Regionali per evitare che continuino a programmare classi numerose, superando definitivamente criteri numerici già assurdi allora, ma decisamente folli in piena pandemia. Sarebbe buona regola democratica che il governo rispondesse alle interrogazioni dell’opposizione; anche perché (lo dico con una qualche amara ironia) vista la maggioranza bulgara, l’opposizione non è così numerosa. Il non rispondere mi sembra un segnale preoccupante di involuzione e di arroganza, a cui non mi sembra, tra l’altro, che il cosiddetto “governo dei migliori” faccia corrispondere una particolare efficienza. C’erano i tempi per programmare con i Comuni e le Province il recupero di strutture adiacenti o vicine alle scuole, per garantire spazi più idonei (e sarebbe stato, oltretutto, un uso collettivo del bene comune, cioè di una piccola parte del patrimonio immobiliare pubblico). Bisognava lavorare per potenziare il trasporto pubblico ed eventualmente, dove necessario, pianificare con le scuole orari scaglionati; si doveva attrezzare le scuole con impianti di ricambio forzato dell’aria, per limitare l’apertura costante delle finestre in pieno inverno. Tutte cose che abbiamo proposto. Alcune si possono ancora fare e si debbono pretendere, perché il ritorno in Dad è un’opzione irricevibile.

Sui test rapidi qual è la vostra posizione. Il tracciamento è importante per evitare l’aumento dei casi.

Certo. Ma questo lo si era capito più di un anno fa. È importante tracciare, ma soprattutto accelerare ulteriormente la vaccinazione dei giovani; ce lo dicono tutti gli indicatori. Quello che, però, il governo non può fare è scaricare sugli stessi giovani le responsabilità di ciò che non ha fatto. Io sono un sostenitore convinto dell’importanza del vaccino (e dunque molto critico verso chi sceglie di non farlo), ma la responsabilità degli esiti di una campagna vaccinale ricade comunque – anche in termini di capacità di persuasione, soprattutto nel caso dei ragazzi – su chi la gestisce. Il problema, però, non è solo questo. Il nodo è quello di sospendere il brevetto sui vaccini, di consentirne l’accesso a miliardi di esseri umani, perché altrimenti le varianti ci travolgeranno. In questo contesto bisognava e bisogna pensare (per la scuola e per le generazioni future) ai prossimi anni, decenni, non ai prossimi mesi.

Il governo annuncia 112mila assunzioni, ma in realtà saranno molte di meno. Cosa proponente sulla questione assunzioni?

Certo che saranno meno, non copriranno neanche le cattedre, continuando a incrementare il precariato; esattamente il contrario di ciò che serviva. La percentuale di docenti che, in diverse regioni, non hanno superato il concorso straordinario è sconcertante. E non si venga a dire che dipende dalle loro capacità; alcuni li conosco bene, sono qualificati, insegnano da anni (e continueranno a farlo, ma da precari). Il problema riguarda i criteri e le modalità del concorso. Bisognava cogliere questa occasione per tenere insieme due esigenze urgenti: superare il precariato strutturale e assumere molto di più, per fare classi più piccole. Si doveva cogliere l’opportunità per superare situazioni assurde, come quelle della scuola italiana di Bolzano, ad esempio, dove molti insegnanti non vengono assunti ma non possono nemmeno partecipare alla mobilità. Si doveva aumentare il numero dei docenti di sostegno, mentre invece moltissimi idonei non possono partecipare ai corsi (perché le Università li attivano in numeri limitati). Si doveva superare queste grandi e piccole storture, partendo da un dato oggettivo: la spesa per l’istruzione, come per l’Università e la ricerca, va aumentata, rovesciando la logica di questi decenni. E invece le storture vengono mantenute o riprodotte, in piena recrudescenza della pandemia. Per questo si torna a parlare di Dad, ed è inaccettabile.

Quali sono le tre priorità per il ritorno in classe a settembre?

In gran parte ho già risposto; ma se vogliamo riassumere, direi: assunzioni, classi più piccole, spazi più idonei. Permettimi, però, di aggiungere due cose. La prima si chiama conflitto, perché bisogna battersi con determinazione, per difendere la scuola pubblica, quella vera, quella delle persone, della presenza, quella inclusiva e attenta soprattutto ai più deboli, cioè quella della Costituzione. La seconda è giustizia sociale: stiamo raccogliendo migliaia di firme per tassare i patrimoni grandi e grandissimi e destinare le risorse al futuro delle nuove generazioni, a cominciare dall’accesso all’Università, che è tornata ad essere profondamente classista. La pandemia ha rivelato e aggravato i caratteri di una società profondamente ingiusta (e in larga parte anche autodistruttiva). A cominciare dalla scuola dobbiamo ribaltare questo stato di cose, e dare sostanza all’Articolo 3 della nostra Costituzione.

(Orizzontescuola)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui