Roma Futura di Giovanni Caudo, la storia (travagliata) di una lista civica

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Il raggruppamento guidato dal presidente del III Municipio riacquista spinta e forza con le adesioni di Marta Bonafoni, Green Italia e altre sigle

Doveva essere la lista unitaria della sinistra romana, sarà l’esperimento innovativo e civico guidato da Giovanni Caudo: Roma Futura riacquista velocità di marcia dopo l’adesione e l’arrivo di forze come Pop! della consigliera regionale Marta Bonafoni, Green Italia oltre alle sigle che avevano già sostenuto Caudo alle primarie del centrosinistra come Volt Italia e Possibile di Giuseppe Civati. Una genesi travagliata per un progetto che si proponeva di unire la sinistra romana e che vedrà invece, alla sua sinistra, il polo rosso-verde composto da Liberare Roma, Sinistra Italiana, Stefano Fassina, Articolo 1 e PSI.

Una sorta di pasticcio forse, o chissà la possibilità per la sinistra di potersi scomporre fra due anime a vocazione diversa, l’una più legata alla storia dei partiti tradizionali, l’altra di estrazione municipalista, civica, innovativa e territoriale come il progetto dell’urbanista-minisindaco. “Una bella notizia. Energie e proposte per la Roma dei prossimi anni. Grazie Giovanni Caudo, facciamo squadra! #RomaETuttiNoi”, ha detto ieri su Twitter Roberto Gualtieri. Per vero, molti esponenti, ultimo Stefano Fassina il 19 luglio, hanno confermato a Roma Today che il mandato all’ex assessore della giunta Marino veniva direttamente dal comitato per Gualtieri sindaco e che proprio questo ha fatto sì che le sigle della sinistra più tradizionale storcessero il naso.

Con Giovanni Caudo sono oggi Marta Bonafoni, giornalista e fondatrice di Radio Popolare Roma, dal 2013 consigliera regionale con Nicola Zingaretti; Annalisa Corrado, co-portavoce di Green Italia, movimento ambientalista; i giovani europeisti di Volt Italia e la divisione romana di Possibile, la sigla politica fondata da Giuseppe Civati, più, spiega Caudo stesso, “reti sociali e civiche, amministratori e amministratrici, cittadine e cittadini radicati nel territorio e impegnati nel far rifiorire Roma”. Gli obiettivi politici includono un profilo di natura “civica, ecologista, femminista e di sinistra, che assume come priorità la lotta alle disuguaglianze”.

La Roma di Giovanni Caudo vuole essere “verde e sostenibile capace di affrontare la sfida climatica, Capitale europea e del mediterraneo, Capitale della conoscenza e della cultura che combatte le disuguaglianze sociali, territoriali e di genere, che afferma i diritti di tutte e di tutti a partire da quello all’abitare, e sa mettere al lavoro la sua Grande Ricchezza producendo innovazione, mobilitando le energie sociali, le reti solidali e di mutuo aiuto, generando beni comuni e lavoro di qualità. Oggi Roma è contemporaneamente inefficiente e ingiusta. Noi vogliamo costruire una città più vivibile, semplice, accogliente, inclusiva ed equa, che contrasti le mafie e liberi i quartieri dalla criminalità organizzata, vogliamo riprenderci l’orgoglio di vivere a Roma e tornare insieme ai romani e alle romane a prenderci cura della città e costruire assieme il suo futuro”.

(RomaToday)

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